Poteva essere una giornata no.
Al mattino mi alzo come a avessi un macigno addosso caricato sulla schiena. Che infatti mi fa anche male.
Non ho dormito bene, nonostante i tappi alle orecchie, messi soprattutto per evitare di svegliarmi con la campana delle 6 e quella delle 6.30 (si, abito vicino a una chiesa, anzi due – e non so perché abbiano la malsana idea di rompere le balle al circondario suonando alle 6 del mattino). Dicevo, nonostante i tappi, perché Consorte ultimamente è agitato e nel suo rigirarsi mi fa sobbalzare. Povero, non può farci niente.
Quando però poi decide di alzarsi alle 6.50, allora si che poteva fare decisamente meno casino. E pensare che quando mi alzo prima io cerco in ogni modo di fare pianissimo, e faccio tutto al buio finché non mi rinchiudo nel bagno.
Lasciamo perdere. Mi alzo, e sono già in ritardo. Di default. Faccio tutto correndo, a stomaco vuoto, truccandomi mentre mi scapicollo a prendere il treno.
Corsa, treno, tram, ufficio. Una giornata di lavoro mediamente intensa, intrisa di una spossatezza inimmaginabile. Ero come in preda a uno stordimento. Anche le cose urgenti mi sembravano di secondo piano, dovevo forzarmi a farle perché mi parevano poco interessanti. E oltretutto avevo la sgradevole sensazione di non essermi vestita in modo appropriato. Un tubino nero. Non so. Eppure sarebbe un evergreen.
A pranzo sacrifico la mia andata in centro per un piatto di tenpura soba, se non fosse che i soba li hanno finiti.
Che sfiga.
Ripiego su tenpura udon, ma mi rimangono sullo stomaco per tutto il pomeriggio. Maledetti ristoranti giappo-fake.
Esco dall’ufficio, passo in farmacia per comprare la pillola, che ho ripreso a prendere dopo 6 mesi di interruzione. Questa è una pillola nuova. € 12,30. Echecazz. € 12,30 ogni mese. Decisamente devo fare in modo che ne valga la pena.
Torno a casa, in treno. C’è il solito pazzo che parla da solo cercando di coinvolgere tutti quelli che ha attorno.
Solo che questo è un pazzo religioso. Non esiste niente di peggio al mondo, temo. Porta con se una gigantografia di S. Antonio su legno e va blaterando che una bambina nel passeggino accanto a lui abbia una “scheggia divina” in lei.
A chi cortesemente e a bassa voce gli diceva di stare un po’ zitto, diceva “tu ‘sta zitta, hai capito, zitta! Non capisci niente! Stolta!”. Parla pure in modo biblico.
Che palle gli invasati o. Peggio di tutti gli invasati nei posti affollati.
A casa mi coglie un tracollo psico fisico e quasi quasi mi viene voglia di non andare in piscina. Con uno sforzo sovrumano alla fine ci vado lo stesso, ma praticamente mi trascino.
Ovviamente quando faccio per uscire con la macchina dal cortile dove parcheggio, trovo il cancello chiuso, e non si tratta di un cancello automatizzato. Quindi scendo e lo apro a mano (e lo lascio aperto. Chi ha bambini se li tenga, ché ho già le mie grane a cui pensare).
Solite follie per fare 2 km di strada in 20 minuti, 3 semafori e gente impazzita.
Arrivo, in ritardo. Naturalmente.
Vado per disporre le cose nell’armadietto e mi accorgo di una realtà sconvolgente, orribile: mi sono dimenticata di prendere il cambio di biancheria.
Andrò in giro senza mutande.
Pantaloni, e niente mutande.
Può esistere niente di più agghiacciante?
Inizio a nuotare. Non mi tengono più gli occhialini. Mi entra in continuazione acqua negli occhi, e porto le lenti a contatto (senò non vedo niente). Certo che proprio la giornata è volta alla sfiga senza frontiere.
Dopo la fatica del nuoto, doccia e cambio.
Fila per fare la doccia. Bambini e bambine che corrono come schegge impazzite per tutto lo spogliatoio. Urlando. Certo. Figuriamoci, quando scassano le palle, lo fanno proprio come si deve. Oh. Le cose non si fanno a metà.
Mentre con sacrosanta pazienza e sospirando mi sto asciugando i capelli sotto il fon a muro, sento a fianco a me una madre che parla alla figlia (bambina) su come asciugarsi più velocemente i capelli.
Madre: dai su, muoviti un po’… ecco, vedi come fa lei?
Figlia: eh eh eh eh. Barbie
Madre (rivolgendosi a me): ha sentito?
S: (chi che cosa)? eh?
Figlia: sembra proprio una barbie!
Madre: dicevamo che lei è così bella e bionda che sembra proprio una barbie!
S (che è alta come metà coscia di una barbie): …signò, grazie di esistere!
POTEVA ESSERE UNA GIORNATA NO.
E invece si è rivelata una giornata ni, per lo meno.
Considerazione finale di S, mai pronunciata (ma che con tutta probabilità traspariva in modo inequivocabile):
madri e bambine, generalmente mi state sulle palle perché urlate a fate sempre caciara in giro, ma stavolta vi siete guadagnate un posto nel mio gelido cuore… Insomma, non so se avete fatto un grande affare!!
15 Responses for "Barbie girl"
Non so se può servire ma pure nella mia sfigocittadina c’era il problema del prete con la mania della scampanata ogni 5 secondi dall’alba al tramonto . Tanto che i poveri vicini di chiesta dopo decenni di rotture si sono messi insieme, hanno fatto una colletta e hanno portato il prete “davanti” al TAR.
Il prete minimamente sfiorato dal dubbio di essere un rompiscatole non si è smosso di un millimetro finchè il Giudice non gli ha intimato orari umani e una diminuzione delle scampanellate giornaliere.
Quindi una sentenza del TAR Liguria sul non rompere le scatole con le campane esiste.
che problema c’e’ nel non indossare le mutande?? Basta cambiar spesso i pantaloni.. In inverno i boxer in effetti tengono al calduccio..ma in estate non li metto quasi mai.
P.S.
il fatto di non far rumore alla mattina in camera e’ una prerogativa che solo voi donne avete…noi mariti proprio non ce la possiamo fare, anche perche’ inconsciamente quando ci svegliamo presto lo vogliamo far sapere
@ Impiegata:
guarda, con i vicini non ci si è neanche riusciti a mettersi d’accordo per mettere un cavolo di lucchetto al cancello di ingresso della nostra corte… (vivo in una casa di corte che non è un condominio… zero spese, ma mettere d’accodo tutti i residenti su qualsivoglia cosa finora è stato IMPOSSIBILE)
@ Cesare:
vedi te, io non metto mai i pantaloni proprio perché sono troppo presenti LAGGIU’… niente mutande NON ESISTE.
e riguardo al rumore… CHEPPALLE. vedete di cambiar registro.
“perché sono troppo presenti LAGGIU’”
Adesso mi e’ chiaro.
“vedete di cambiar registro.”
Guarda, io ci ho provato e qualche volta ci riesco, pero’ poi mi dimentico…e’ un po’ come il tappino del dentifricio (in quel caso e’ pero’ la mia consorte che lo dimentica aperto nonostante io le chieda sempre di chiuderlo!)…riflettendoci pero’, secondo me, e’ piu’ facile muoversi silenziosamente nel buio per voi che siete piccoline piuttosto che per un pachiderma (e’ un’attenuante dai!)
in effetti è vero, ma almeno provarci…!
Trucchetto:
ricordaglielo la sera un attimo prima che si addormenti che il giorno seguente NON DEVE far rumore e fagli metter i vestiti fuori della stanza. Nel momento in cui suonera’ la sveglia gli tornera’ in mente il tuo ultimo messaggio quasi subliminale
Con me funziona…
con lui no… al mattino è troppo intontito…
comunque è un po’ che non gli capita più di svegliarsi prestissimo. forse perché faceva freddo. vediamo quando arriva il caldo vero…
“forse perché faceva freddo”
allora ho sbagliato col paragone del pachiderma!…qui siamo chiaramente di fronte ad un esemplare della famiglia ursidae
come letargia senz’altro, ma non come fisico
Ma quando hai scritto questo post? Sono arcisicura che giovedì non c’era!!!
Le possibilità sono due: o il mio pc ha il delirium tremens e invece di aprire la homepage del tuo blog ha continuato a rimandarmi al tuo ultimo post (vistà l’età del soggetto ed i suoi ultimi problemi probabilità 70%)
oppure mi sta venendo l’alzheimer e mentre mi sembra di aver visitato il tuo blog, in realtà non è così, me lo sono solo immaginato (probabilità 40%).
In ogni caso ( e vengo IT=in topic) sui preti non mi pronuncio perchè non ho abbastanza saliva per sputare sul 90% di essi…..
mentre sui bambini posso dire che sono dei gran rompicoglioni, ma a volte sanno farsi perdonare con le loro candide uscite.
C’è un mio amico che da anni le raccoglie nel suo blog:
http://frasistoriche.wordpress.com
Ho proprio l’alzheimer: 70+40 secondo te fa 100?
Ricoveratemi!!!!
l’ho pubblicato lunedì 27
Eh, sì…. il mio pc è più grave di quello che credevo!!!!!
dai dai, alla fine la giornata un po’ è migliorata.. meglio di niente!
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