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8 novembre 2015

Beh. Molte cose sono successe. E non so proprio perché sono ancora viva.

LUI se n’è andato. Non so dove. Non so con chi. A quanto pare 7 anni insieme non mi danno affatto il diritto di sapere.

Per la verità 7 anni insieme e non mi sono meritata nemmeno una telefonata di addio. Non dico vedersi a quattr’occhi, no, non tanto. Una telefonata.

È stato il 15 ottobre 2015.

Il 14 ottobre, sera, ho saputo via whatsapp, e solo perché voleva venire a prendere le ultime cose, che il giorno dopo il  SUO numero sarebbe stato disattivo, e LUI irraggiungibile.

Vani i tentativi di telefonargli, vani i tentativi di avere più spiegazioni almeno con whatsapp, niente.

Solo al mattino dopo, durante un attacco di panico, gli ho fatto evidentemente un po’ di pietà e ho avuto la formidabile informazione che LUI sarebbe andato all’estero dopo pochi giorni. Il 15 ottobre era il suo ultimo giorno in azienda e ha restituito il cellulare, nessun numero dopo.

Questo deve bastarmi. LUI dice che non vuole dire niente della sua vita, e che non deve importarmi e se c’è affetto non importa cosa uno fa, dove e con chi, ma c’è la speranza che uno e l’altro stiano bene.

Ah e poi spera che io imparerò “ricominciare” indipendentemente da LUI.

Voi non capite, ve lo assicuro, non potete capire quanto io abbia sofferto, che incremento di farmaci ho dovuto programmare e che devastazione ho dentro. Fidatevi, non potete capirlo.

L’unica cosa che potete capire è che tutto quello che mi ha detto, pardon, scritto, è indubbiamente UNA SEQUELA DI PUTTANATE.

Ah poi un’altra chicca: gli amici comuni.

Settimane, mesi di affetto, vicinanza…così pareva… bruciati.

LORO li ha visti prima di partire. Una bella bevuta – questo l’ho saputo per caso da una di questi amici, che me ne ha parlato non sapendo che io non sapevo nulla…

Loro si, e io no. IO che ci ho vissuto insieme PER SEI ANNI, no.

Inoltre, a loro ha detto tutto. Dove va, cosa fa.

E c’è di più: HA VIETATO LORO DI RIFERIRMELO. Neanche dove è andato questa estate, possono dirmi.

Naturalmente gliel’ho chiesto direttamente, prima che il numero fosse disattivato, ma non ha voluto dirmelo.

Non solo l’abbandono di LUI, in un modo ignobile e orribile.

Anche la slealtà di loro.

Ma si, tutti a brindare alla nuova vita del bel Pier.

Hip hip urrà per la nuova vita del Pier!

Mentre io ero a casa imbottita di farmaci per soffocare il dolore.

 

A S però vogliamo bene. Si certo abbiamo acconsentito a mantenere un segretuccio con S, poi si in effetti abbiamo brindato alla bella nuova vita del Pier e… ah, ci fosse mai vagamente venuto in mente di prendere le parti di S anche in modo molto superficiale, che so, qualcosa come “Pier siamo amici e tutto e ti vogliamo bene ma magari… giusto così… pensa a come stai trattando  S“.

No, figuriamoci.

Queste sono le stesse persone che mi hanno detto e che mi stanno dicendo che mi vogliono bene allo stesso modo, che ci tengono a me, che mi vogliono bene, che vogliono aiutarmi a uscire da questa disperazione.

Ma dopo che io ho vissuto questo tipo di abbandono, dopo che io ho saputo queste cose di loro… secondo voi posso mai frequentare queste persone?

Non è solo questo. Ho provato a uscire con loro diverse volte. Dopo mi sono sentita male, malissimo, da dover prendere un ansiolitico. Perché vederli mi ricorda LUI. È innegabile. È così.

Basta. Oltre a questo, e infine, loro potrebbero riferire a LUI come sto, i miei progressi (eventuali). Perché secondo LUI noi possiamo mantenere così un legame, che a sentir LUI è molto più forte e importante che sentirsi con un numero di telefono.

Odio l’idea che lui si scarichi la coscienza qualora io stessi meglio.

E odio le cose per interposta persona.

E odio la SUA idea che io chiederò mai di LUI e come sta LUI.

(certo che ne ha di autostima per pensare che io chiederò mai di LUI)

Ecco, questa è la mia vita.

Abbandonata dopo 7 anni da una persona che diceva di amarmi per sempre e che LUI era mio.

Tradita da alcuni amici.

Ho mia madre che mi sta addosso (ma a volte mi aiuta…)

La terapista che mi dice che non sa più cosa fare con me, che si sente impotente, e che non mi va mai bene niente (ma a volte mi aiuta anche lei…)

Prendo una bella manciata di farmaci, finora a parte farmi venire sonno ed effettivamente curare gli attacchi di panico, non mi pare che stiano facendo qualcosa.

Sono sola.

Torno a casa alla sera e sono sola.

Non so neanche cosa dovrei sentire. Come dovrei sentirmi. Che cosa dovrei fare. Che cosa sono io. Che cosa ne è rimasto di me.

 

 


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