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Camogli: iniziata a razzo, finita a ca§§o

Dunque. Devo precisare che questa espressione, “iniziata a razzo, finita  a cazzo”, l’ho sentita per la prima volta pochi mesi fa, durante un collaudo di terza parte – una cosa di lavoro.

Significa che una cosa parte bene, velocemente e senza nessun intoppo, ma va a finire irrimediabimente male (che poi è l’esito di quasi tutti i collaudi – da qui l’espressione).

Trovo che si adatti magnificamente a ciò che mi è successo ieri, 27 giugno 2015, a Camogli.

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Doverosa precisazione: io ADORO Camogli.

È un delizioso paese sul mare, facile da raggiungere ed estremamente pittoresco. Neanche molto caro (a meno che non intendiate comprarvici una casa – allora si, vi spellano vivi, come a Milano, uguale).

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Lo adoro e quindi quando voglio andare al mare in giornata (essendone Milano e hinterland dolorosamente sprovvisti, e non si può sempore andare solo al lago diamine) è li che vado.

C’è un bel trenino Milano Centrale – Sestri Levante che parte alle 7:25, e alle 9:48 (sulla carta: in reatà alle 10:00, dai) sei a Camogli. Un tempistica decentissima che ti permette di andare e tornare in giornata.

Andare al mare! Da Milano!! È qualcosa che ha del miracoloso!

Certo, questo è solo l’inizio.

Non vi ho ancora detto cosa succede se, putacaso (giusto per dire), volete tornare a casa. Di andare, si va. È il ritorno il problema.

Ma andiamo con ordine.

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Sei arrivato a Camogli, e te la godi.

Non ci credete?

Ecco alcune foto:

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Una veduta appena scesa dal treno.

Capite che è STRANISSIMO per un milanese? Scendi dal treno e rimani di sasso. Mare! Pini del mediterraneo! Salite e discese!

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Vie del borgo.

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Scorci… Tipo, a me fa impazzire questa specie di tromba delle scale, che tromba delle scale non è, e li dove c’è una bifora al centro c’è ben piantata… una palla! Di pietra!! Ohibò!!!! Ma che è?

Qualsiasi cosa sia, la adoro!!

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Il porticciolo

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Il pezzo di spiaggia libera dove vado sempre!

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Al mattino il cielo era terso come non lo avevo mai visto

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Verso il castello: una delle scale di accesso.

Quanto amo questi scorci. Tu cammini fra le viuzze e trovi queste scalette… proprio ti invitano a salire, e vedere cosa c’è oltre.

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Castel Dragone

(in qualcosa mi ricorda la Puglia…)

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Trovo sorprendente che per edificare questa roccaforte abbiano utilizzato questi mega-super-iper massi che erano già li, aggiungendo solo le pietre per costrutire il resto.

Vedete quanto è grossa la roccia??

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Dettagli architettonici!

Spettacolo!

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Il mare, osti… Un paio di souvenir non guastano mai…

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Giuro che non capirò mai come hanno fatto ad arrivare li, dato che l’unica via di accesso è un bel po’ ripido strapiombo_°_O

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L’acqua era meravigliosa: pulita e freschissima, ma non fredda.

Che piacere buttarcisi quando avevo troppo caldo (circa ogni ora! Fa caldo quest’estate, sembra agosto!)

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Panorama dal castello.

Con le ore il cielo è diventato più cangiante, ma comunque andava bene (e faceva sempre caldo).

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Ora voi direte: bello eh? Figata eh?

Si.

Bello.

Figata.

Ma.

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Ma quando sei dalle 10:00, dopo aver speso 23 euro per una focaccia di Recco+un’acqua+una birra piccola, ecco, alle 17:00 magari vuoi tornare a casa.

Che sai già che ci metterai un po’. Partendo da Camogli alle 17:21, arrivi in Centrale alle 19:50 (sempre che il treno non accumuli ritardo), poi da li devi prendere il Passante Ferroviario da Repubblica e tornare a casa, nella tua provincetta nord-ovest di Milano, in quel cavolo di posto dove c’è l’Expo (no, l’Expo non mi piace molto, se me lo chiedete – ma non me lo chiedete, perché al resto del mondo piace. Quindi io non faccio testo).

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Quindi partire alle 17:21 può sembrare presto, ma in realtà ora che arrivo a casa sono le 20:30. Quindi orsù, forza e coraggio, torniamo in stazione a Camogli, facciamo il biglietto e prendiamoci ‘sto treno.

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E INVECE NO.

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Il massimo che mi sono presa è stata una immensa incazzatura.

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He! Troppo facile! Vai li e fai il biglietto e prendi il treno! Seeeee!!!

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Arrivo, e la macchinetta automatica è rotta.

Sospiro. Vabé, facciamo il biglietto in biglietteria.

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BIGLIETTERIA CHIUSA.

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Cazzo, biglietteria chiusa?? Tutto il giorno?? Ma ma ma ma… ma come fa un povero pirla che vuole regalare dei soldi alle Ferrovie dello Stato a fare il biglietto, pardon, il titolo di viaggio??

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Torno alla macchinetta. Niente, è inesorabilmente rotta.

Però forse… oddio, ce n’è un’altra!

Vai, vai!

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…è una parola. Vai un par di balle.

Solo per selezionare la stazione, ci mette 10 minuti.

Ma che è,__va a manovella??

Una lentezza esasperante.

Accetta pagamento solo con carte o bancomat. Che anche li. Diamine, non voglio ficcare il mio bancomat in questo ciclotrone, poco ci vuole che se la grippa dentro e posso dirgli addio.

…che faccio?? I minuti passano…

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Il treno sta per arrivare… Muoviti, stupida macchina… Metto il bancomat, l’idea mi ripugna ma bisogna muoversi, muoversi, sento che arriva il treno…

Muoviti, stampa ‘sti azz di titoli di viaggio, vai…

Alla buon’ora, finalmente hai finito di stampare due biglietti del menga! Corri corri!!! Il treno è ancora li! Con le porte chiuse ma c’è! Pigi convulsamente sull’apertura delle porte ma niente. Tutto chiuso. E lentamente… il treno parte.

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E tu rimani li. A tirar giù tutti i cristi  e le madonne che ti vengono in mente. Anche dività pagane assortite. Tutte.

Ci sei tu, c’è un binario inesorabilemnte vuoto, ci sono i fottuti quanto inutili titoli di viaggio stretti in pugno, c’è una folla di turisti stranieri completamente smarriti – poveracci, io mi chiedo veramente come facciano gli stranieri in Italia, con tutti questi disservizi e nessuna, nessunissima assistenza o spiegazione, né in italiano né in inglese.

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Comunque.

Corri dentro alla stazione come una furia. Ci sarà qualcuno. Una sola persona delle FS. Un idiota da pigliare a calci.

Niente. Nessuno. Balle di erba secca che rotolano del deserto.

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ALLORA SAPPIATELO: A CAMOGLI DI SABATO NON C’È PERSONALE IN STAZIONE. SE VI VA MALE QUALCOSA, SIETE FOTTUTI. E BASTA. OH, QUANTE STORIE. FICCATEVELO BENE IN MENTE.

Non so gli altri giorni. Presumibilmente anche la domenica. Poi non dite che nessuno ve l’aveva detto.

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Non pensiate che si possa riciclare il biglietto fatto alle 17:21 con un treno successivo.

Nossignore.

Il treno alle 17:21 vi fa fare una fermata fino a Portofino, da li dovete prendere un Intercity numerato con posto assegnato.

Ecco, il titolo di viaggio che avete fatto vale solo per questa tratta e quel treno. Basta. Non potete usarlo per altro.

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Quindi è necessario dire che le Ferrovie dello Stato vi hanno appena inculato 24 euro.

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Comunque, tirate giù le doverose bestemmie del caso, guardo il prossimo treno.

17:22, con cambio Genova Brignole per prendere la coincidenza che porterà a Milano. Forse.

Peccato però che siano già le 17:25 e di quel treno neanche l’ombra.

Poco dopo annunciano il ritardo: stimato (menomale che lo dicono) di 10 minuti.

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Questo vuol dire solo che non potete prendere neanche quel treno, altrimenti COL CAVOLO che prendete la coincidenza a Brignole. Paghereste il biglietto (ammesso che riusciate a farlo) per buttare alle ortiche anche quello.

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Soffocando un altro moto di bestemmie assortite, guardate il prossimo: 18:13, cambio a Genova Piazza Principe.

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Nel frattempo, bagnanti e turisti vari aumentano in stazione, tutti nel mio stesso stato d’animo, irritazione e frustrazione e bestemmia facile.

Qualcuno riesce a fare il biglietto dopo un quarto d’ora, qualcun altro non riesce – perché la macchinetta adesso ha deciso che a volte funziona, e a volte invece è meglio lasciare esterrefatti gli utenti dicendo “terminale fuori uso” o l’ancor più sconcertante “nessun contatto con la centrale. vi invitiamo a riprovare più tardi”.

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Un FOTTUTO CASINO, insomma.

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Rinuncio all’idea di fare il biglietto.

Per quanto non mi piaccia, se la sono cercata. Non ho tempo di farlo – la fila è aumentata, la macchinetta che lavora a spot, più lenta che mai. Non è cosa.

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SENONCHÈ

arrivano le 18:13, poi le 18:15, e il treno non arriva.

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Ma ca*** porca pu***** a chi t’è muort e a chi t’è viv, che minchia di fine ha fatto anche ‘sto treno??

Pure lui in ritardo (stimato) di 10 minuti – annunciato quando ormai era evidente che sarebbe arrivato in ritardo.

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E addio coincidenza a Genova Principe.

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Furibonda, guardo il prossimo treno: 18:49 – ma stavolta – o lusso dei lussi – diretto, senza cambi!

E finalmente!!

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Dopo aver perso l’ennesima coincidenza, dopo aver fatto qualche infruttuoso tentativo di fare il biglietto, capisco che non c’è altro da fare, prenderò il treno alle 18:49, e senza biglietto.

Sono li dalle 16:50, per prendere un treno DUE ORE DOPO. E dopo aver speso 24 euro PER UN CAZZO. E dopo essermi fatta venire il cimurro per l’irritazione.

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Alla fine anche il 18:49 arriverà in ritardo, di 15 minuti. Giusto per onorare la tradizione. L’unica cosa buona è che essendo diretto, almeno non c’è l’ennesima coincidenza da perdere da qualche parte a Genova.

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Solo il tempo è da perdere. Pare che noi italiani abbiamo immense risorse di tempo, dato che ci viene imposto di SPRECARLO in questo modo appresso a disguidi e inettitudine da parte delle istituzioni e dei più elementari servizi al pubblico.

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Per farvela breve, arrivo a casa circa alle 23:00. Esausta, incazzata come un coyote e piena di salsedine.

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Fossi partita da Firenze, ci avrei messo di meno.

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Per tutto questo, il post si chiama “Camogli: iniziata a razzo, finita a cazzo“.

Ora potete capire perché.

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Poteva chiamarsi “Camogli: un’isola di perfezione” o anche “Camogli: una figata dall’inizio alla fine“, e invece no. Per niente.

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Adesso devo anche capire come farmi rimborsare il biglietto dell’Intercity che non ho potuto usare.

La signorina del call center mi ha detto che il rimborso va chiesto alla biglietteria dove è strato emesso, anche se emesso fisicamente dalla macchinetta.

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QUINDI È MEGLIO CHE IO MI METTA L’ANIMA IN PACE: ho regalato Euro 24 alle Ferrovie dello Stato.

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In compenso, una volta salita sul treno, ho segnalato per ben due volte al capotreno che  non avevo potuto fare il biblietto a Camogli ecc ecc e che quindi me lo facesse lui.

Mi dice si si, mo’ arrivo. Niente.

Alla seconda volta, mi guarda e mi fa: “lei dove scende?” e io “Milano Centrale” e lui “Aaah, allora c’è tempo no?”

Eravamo a Genova Piazza Principe, non l’ho mai più rivisto.

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Quindi il viaggio di ritorno non l’ho pagato.

Va anche detto che però sarebbe costato solo Euro 15, rispetto ai 24 che ho sborsato per cercare di prendere il 17:21. Oltre alla mega incazzatura (non vogliamo calcolarla?)

Quindi non mi sento affatto rimborsata.

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Se volete andare a Camogli, andateci, è stupenda. Ma poi tornate con altri mezzi che non siano il treno. Asino e carretto, slitta trainata da husky, vanno bene tutti. Ma il treno no.


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梅雨2015 / Tsuyu 2015

Il grande Yanello, con i suoi post pieni di foto meravigliose, ci ha avvisati dell’inizio della stagione delle piogge (tsuyu) in Giappone.

Beh… anche in Italia è cominciata!! >.<

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Da fine marzo a fine maggio abbiamo avuto una vera e propria estate, con picchi di temperatura agostani, adesso piove piove e piove!

Altro che andare al mare (volevo andarci questo week end)!! :,(


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Milano bombardata 2: Via Torino (Via Palla/Via Lupetta) – LAST UPDATE

…e last update!

Ecco ciò che c’è adesso al posto delle rovine bombardate:

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Prima era così:

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Devo dire che l’edificio attuale non è male.

Nel senso, io adoro gli edifici in rovina e non li toccherei mai, però dato che ormai hanno sbaraccato tutto… devo ammettere che il risultato è soddisfacente (ma devo capire cosa ci faranno).

Menomale…!

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