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Natale 2011

Auguri a tutti!  ^____^

Non sono credente perciò per me il Natale rappresenta solo un giorno di vacanza in più (tranne quest’anno, dato che è già domenica…) e un bel po’ di regaluzzi.

Vi saluto con queste foto che ho fatto a casa addobbata & imbandita!

 

I regali

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L’alberello di natale ^___^ Tutto argento quest’anno

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La tavola testé apparecchiata (dalla sottoscritta)


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Ho ricevuto:

Euro 250 in contanti (yuppi!! ^___^)

La serie completa del manga Usagi Drop in giapponese, freschissimo di stampa dal Giappone

Il libro “Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sanchez (speriamo sia bello, non lo conosco)

[Edit del 28/12/2011, ore 14:45:  è davvero un bel libro!]

Una scatolina tipo di vimini con dentro un tris bagnoschiuma-shampoo-balsamo (vai di riciclo alla grande)

Uno strofinaccio bianco con decorazioni natalizie (beh uno strofinaccio è sempre utile)

Una specie di vasetto/svuotatasche/sa il cavolo di simil argento sbalzato (riciclo a gogo)

Un secchiello con dentro bagnoschiuma-lucidalabbra-crema mani di Yves Rocher (fichissimo!!)

Una simil-smart box per un’attività relax per due persone (grazie Pami!!!)

Due hard disk esterni di una capacità spropositata (grazie fratellozzo nerd!)

Un set di DVD di uno spettacolo di Maurizio Crozza (lo amo! Lo amo!!)

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Se non ricordo male è questo, mi sembra sufficiente ^___^

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Auguri a tutti!!


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Aria da neve

Una fugace visione del Corso Sempione in prossimità dell’Arco della Pace

(cliccate per ingrandire)

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Aria da neve, parrebbe.

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Mi piace sempre un sacco l’Arco…

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Uno degli ingressi del Parco Sempione… L’autunno non ha proprio ceduto il passo all’inverno, quest’anno.

(meglio così, dico io)

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Il didietro della Triennale Cadorna… Vai di stile di regime! …Ehm, vai di razionalismo!

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Orpo, ma cosa vedono le mie fosche pupille? Hanno forse riportato alla luce “I bagni misteriosi” di De Chirico in versione originale? Non credo di aver mai visto i due bagnanti finora!

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Cercherò info…


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Milano bombardata 2: Via Torino (Via Palla/Via Lupetta) – UPDATE

A Sant’Ambrogio grazie a dio avevo la giornata libera (le feste religiose le adoro sempre, pur non essendo io religiosa – tutto è benvenuto pur di stare a casa) e sono andata alla Fnac in Via Torino, dai cui piani 2° e 3°, dalle finestre, si possono vedere ancora le macerie del bombardamento.

Dal ’43 fin quasi al 2012, 69 anni che sono li, la vita di un uomo.

Mi dispiacerà un casino quando le tireranno giù del tutto.

A dir la verità sembra che procedano incredibilmente a rilento. Tenendo conto che ci vorrà si e no una manata a tirar giù certi muri diroccati, i lavori, che palesemente sono iniziati, sembrano essersi arrestati. E chi lo sa che cosa stanno combinando.

Ad ogni modo, fra poco un pezzo di storia di Milano non ci sarà più, e io lo voglio documentare prima che scompaia per sempre lasciando posto al classico edificio che non si armonizzerà un cazzo con gli edifici circostanti e che ospiterà la solita banca asettica (nonché inutile) e/o un chiassosissimo negozio di abbigliamento per ragazzine.

E dunque ecco le foto che ho scattato (naturalmente sono solo una minima parte!):

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a dio, unica nota positiva in questo scempio, hanno innanzitutto tirato giù quell’orrendo baracchino di trucidi (cumulo di calcinacci in basso a sinistra) che vendeva patatine confezionate, lecca lecca e altre schifezze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E infine questo, sigh sob :,( L’appartamento dei miei sogni: bello, caratteristico, edificio nuovo che si armonizza bene con il contesto circostante, soleggiato, piano alto, caratteristico… 15.000 euro al metro quadro… ma che v’ho fatto di male io :,( Sigh me misera, me tapina!

 


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Uff

Che vi posso dire, lo so che latito, ma purtroppo… beh lo sapete. Sto abbastanza male. E non mi va di scrivere delle orrende cose che mi capitano in ufficio, perché sarebbe come riviverle.

Ossessioni che non mi fanno dormire. Pensieri accuminati come punteruoli, che mi si ficcano nel cervello come una spina di fico d’india nel polpastrello, impossibile da sradicare.


La lettura mi distrae.

Purtroppo sono talmente affamata di libri che li leggo troppo in fretta, e così ho già anche finito in una settimana 1Q84 di Murakami.

Ora attacco La setta degli angeli di Camilleri, ma quello so già che entro stasera è finito.

…mi rileggerò La patria, bene o male di Gramellini e Fruttero.

Tutto, pur di distogliere la mia mente dalle ossessioni che la tormentano.

 

E allora io penso, ma sono veramente io sbagliata? O è effettivamente questo lavoro ad essere disumano?

Le mie colleghe ci stanno bene.

Mi fanno uscire fuori dai gangheri quando dicono “ah menomale che c’è il lavoro!”.

Le ammazzerei una ad una.

A me sta rovinando la vita, e a loro da sollievo.

 

Quanto possibilmente può essere squallida la vita di una persona che per trovare sollievo si butta sul lavoro?

 

Io non ci capisco più niente. Sono stordita, confusa, e soffro.

 

Ho paura di licenziarmi, perché troverei il vuoto. Come dicevo, io e Consorte siamo gli unici nella nostra cerchia di amici, ad avere un vero lavoro. Gli atri pirlano da un interinale all’altro, uno che ha un lavoro fisso è in cassaintegrazione e non sa neanche lui che fine farà.

Questo è lo scenario che vedo e non mi piace.

Ma non so ancora fino a quando mi piacerà di meno che stare in quel posto infernale.

Certo, io ero un tipo che milioni di problemi anche prima, ma questo lavoro ha avuto la rarà capacità di scatenarli e acutizzarli tutti.

 

Ogni giorno spero che succeda qualcosa, spero persino di ammalarmi, di perdere la memoria, di venire rapita dagli alieni, insomma… da sola non riesco a uscirne, perché se lo facessi starei ancora peggio, ma se qualcun altro me ne sollevasse… se succedesse qualcosa… se la terapia non fosse così lenta a fare effetto… ah forse avrei dovuto cominciarla prima… ma prima stavo meglio… boh…

 

La confusione mi paralizza, la lettura mi salva dalla pazzia, almeno per ora.


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