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CIAO MARCO

Seguo Formula 1 e varie moto (motoGP, 250) solo superficialmente, attraverso mio padre e mio fratello e spesso anche per cavoli miei, perché fin da bambina quel muoooonnn dei mezzi lanciati a velocità in curva mi ha accompagnata tutti i sabati e le domeniche, anche quando distrattamente guardavo la tv giocando. Anche se non mi appassionano a livello di tifoseria, ho sempre tenuto d’occhio. Chissà come mai. Ritenevo comunque quella competizione sportiva di un certo interesse.

Quando è morto il grande Daijiro Kato (non avevo ancora un blog fral’altro) sono rimasta molto shockata.

Oddio, prima ancora per Senna. Però ero molto piccola, ho un ricordo forte di quel giorno ma non ero così consapevole, ero appena adolescente.

Comunque.

Kato, nel 2003, un giapponesino timido ma che amava il nostro paese e si era fatto benvolere.

 

Nel 2010, ho quasi pianto per il povero Shoya Tomizawa, un ragazzo, cavolo solo un ragazzino, ce ne rendiamo conto, era nato nel ’90 e muore nel 2010, vi rendete conto cos’è morire a 20 anni??

Io lo trovo agghiacciante.

 

E ce ne saranno di sicuro molti altri, ma non voglio fare una stele di caduti.

Anche perché, quanti ce ne sono che cadono ogni giorno, in strada, senza che correre e correre il rischio di morire sia stata una loro scelta?

Troppi, anche li.

E non credete, ci penso ogni giorno.

Da quando in televisione ho visto un servizio sulla giornata delle vittime della strada, sul fatto che a Brescia nel 2004 in Piazza della Loggia avessero disposto 162 croci in memoria delle vittime (solo di Brescia, nota bene), hanno intervistato genitori distrutti e ho visto su una di quelle croci la foto di un ragazzino, ma cos’avrà avuto 18/20 anni, col suo cappellino da baseball bianco e i jeans larghi, che era talmente somigliante a mio fratello che sono scoppiata a piangere, e da allora, almeno una volta al giorno, mi torna in mente l’immagine di quella croce con quella foto, e penso a quale dolore potrei neanche provare a immaginare se mio fratello o qualunque persona venisse a mancare così.

 

Nelle gare automobilistiche e motociclistiche, certo, la morte è anche un rischio, ma comunque è un evento terribile ugualmente, non perché uno ne sia cosciente vuol dire che conta di meno.

 

Insomma, non trovo le parole più adatte… ma volevo dire ciao a un altro ragazzino che ci ha lasciati.

 

Non voglio neanche dire quanto mi ha resa triste la sua scomparsa, quanto io sia rimasta sbigottita vedendo il suo corpo inerte come una bambola di pezza sulla pista, quanto guardando le immagini speravo che si sarebbe rialzato zoppicando per andare sull’erba, e invece restava fermo, e sarebbe rimasto fermo per sempre.

 

CIAO MARCO

 


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Milano bombardata 2: Via Torino (Via Palla/Via Lupetta)

Ordunque, riprendiamo la rubrica Milano Bombardata.

Un po’ perché sono di umore crepuscolare e un po’ perché passando da qualche giorno in Via Torino, ho visto con orrore che stanno sbaraccando le macerie bombardate, quindi insomma, è proprio l’ora di riprendere la rubrica con un nuovo capitolo.

 

Subito delle precisazioni:

1) In realtà hanno recintato la zona da settimane, ma pareva tutto fermo. Solo da qualche giorno, osservando bene, si nota che manca un pezzo di rudere

2) Le foto che posto qui sono pre-recinzione

3) e menomale, dato che la cinta che hanno meso non fa vedere una ceppa…

 

Un giorno che eviterò di scordarmi la macchina fotografica a casa, produrrò anche foto della zona come la si vede oggi, che comunque è decisamente meno interessante di quello che posto adesso.

 

Dunque, due parole da spendere sulla zona: Via Torino naturalmente è LA via di Milano, più “via” di Via Montenapoleone & affini, innanzitutto perché promette (e mantiene) shopping decisamente interessante a prezzi non da furto, con la conseguenza che vi ci si riversano circa 239843234 persone al metro cubo elevato alla settima minore, dalle persone che comprano da Pinko (vedi: S) ai ragazzini (quasi tutti sudamericani. Ditelo a tutti in giro, vi prego, svegliamo le coscienze, svegliamoci! Ci hanno colonizzato. Sono dappertutto. Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi. Diffondete la notizia. Fra un po’ ci estiguiamo. Cinesi, vi prego, venite numerosi!!) che vengono fagocitati da Energy o da Bershka (inciso: io ho fatto un voto di non entrarci più, da Bershka. Un po’ perché fa cose troppo colorate, un po’ perché vedi un vestitino carino, ci torni la settimana dopo e l’hanno già tolto perché “è passato” (??), ma soprattutto perché ha una musica a volume stratosferico, proprio ti uccide li, all’istante. Se sopravvivi, è possibile che tu accusi disturbi post- traumatici tipici dei reduci di guerra. Il tutto non mi sembra poi dimostrazione di grande intelliganza da parte dei venditori).

 

Dunque una via fruibile e godibile a zero passi dal Duomo, insomma è proprio li.

 

Ecco, pare proprio strano pensare che nella via dello shopping ci sia un bel rudere bombardato dal ’43.

Invece ovviamente c’è. E pure bello grosso.

Era quasi un intero isolato, che comprende anche due vie limitrofe, la Via Palla e la Via Lupetta.

 

Ecco una foto aerea, per farvi capire  (cliccateci su per ingradirla).

La parte in rosso è il, anzi, sono i ruderi bombordati.

La parte in verde non è più agibile come parcheggio da mesi, è evidente che la foto di Google è vecchia, e comunque è anche la parte su cui adesso hanno erto una parete di  compensato e lamiera che non fa vedere un’ostrega di quello che succede dietro, che io stimo interessantissimo e avrei fatto miliardi di foto.

Notate la scala, per rendervi conto di quanto è grande l’area interessata.

 

Lo so, LO SO, vi state chiedendo com’è che dal 1943 ad oggi, IN PIENO CENTRO A MILANO, nella trafficatissima via dello shopping da bere (questa mi piace tanto quanto un’altra che uso abitualmente: “donne sull’orlo di casalinghe disperate”. Sono pazza ma questo lo sapete già), dicevo, come mai in pieno centro e nell’arco di quasi 70 anni non si sia mai provveduto a sbaraccare i ruderi bombardati e fare una piazzetta, o più probabilmente le solite lucrative attività o invendibili appartamenti di mq 280 triesposti trattative riservate.

 

In realtà il motivo è molto semplice: essendo il centro ci sono vincoli urbanistici talmente severi che è praticamente impossibile farvi alcunché.

Insomma è lo stesso problema delle Cinque Vie, solo che li hanno comunque raso al suolo il rudere, mentre questo è rimasto, ma forse ancora per poco; a dire il vero non so molto sui possibili lavori di smantellamento dei ruderi in Via Torino, quasi non ho capito se hanno recintato l’area solo perché i ruderi stanno crollando da soli – e quindi per ragioni di sicurezza – o se perché veramente stanno facendo qualcosa.

 

Di sicuro mi piacerebbe sapere chi è il proprietario dell’area. Sarà la Telecom o qualche altra società del cazzo che ci farà un uso altrettanto del cazzo, e scusate la finezza.

Ah se fossi nata prima, mi sarei installata li e ora avrei acquisito il terreno per usucapione. Ah, la vita…

 

Comunque, insomma ruderi  nel cuore di Milano e come sempre io mi ci fiondo perché li adoro.

 

Non sono riuscita a trovare informazioni né sui lavori (se ce ne sono) odierni, né su che cosa fosse quel complesso di edifici ora in rovina. Suppongo solo un mix di abitazioni e botteghe, da quelle poche foto che sono riuscita a strappare degli interni.

 

 

E dunque passiamo subito a quello che vi interessa senza dilungarci oltre in chiacchiere: FOTO!

 

 

FOTO DA VIA TORINO ang. VIA PALLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO DA VIA LUPETTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sono persone (già le odio) che abitano proprio attaccate al rudere! Riuscite a vedere gli appartamenti “nuovi”?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sono delle insegne… le vedete?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cielo sopra Via Lupetta…

 

 

 

 

See you, space cowboy

 

つづく


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Milàn l’è un gran Milàn

Altra inquietudine, sempre inquietudine.
Come dicevo a Yanello, no, non sto bene.

Appena risolvo un disagio, sono subito capace di crearmene un altro.

La casa.

Sto cercando casa, da acquistare.

Ok, allora, pensiamo a una casa.

Ho vissuto con quelle persone insopportabili quali sono i miei genitori per 25 anni, sempre in case grandi, sempre in paesotti di provincia, sempre in sobborghi residenziali, dove c’erano generalmente le seguenti infrastrutture: uno o due campi coltivati a pannocchie, un’edicola, un minimarket, una scuola materna, una scuola elementare e un barbiere.

Stop.

Chiedimi… scuole medie e/o superiori?

NO.

Chiedimi… fermate di treni, tram o bus?

NO.

Chiedimi di qualunque posto per svago/tempo libero?

NO.

A meno che tu non intenda l’oratorio (che a onor del vero non era neanche vicinissimo, e comunque per me proprio… vade retro) o i suddetti campi di mais.

ORA

Per tutta la vita sono stata costretta a muovermi fior di chilometri da casa per poter fare qualsiasi cosa.
Si, anche quando andavo alle elementari, perché i miei hanno avuto la simpatica idea di farmi cambiare scuola elementare in quarta. La prima scuola era anche vicina a casa, ma la seconda no. Mi ci dovevano portare e riprendere ogni giorno in macchina.
Se glielo chiedi, neanche loro sanno perché mi abbiano fatto cambiare scuola.
Che poi, giuro su dio, è stato il periodo più orribile della mia vita. Ma davvero. Davero davero.

Comunque, passiamo oltre.

Stessa solfa per le scuole medie, un po’ più lontane.

Peggio per le superiori, ancora più lontane. Levatacce orrende.
Oltretutto, finché sono stata senza patente, è stato un dramma. La rete dei trasporti via pullman è orrenda in provincia, fa degli orari stupidissimi ed è scomodissima.
Si facevano i salti mortali per incontrarsi fuori da scuola, io e qualche compagna provenienti tutti da differenti paesotti, tutti uguali, tutti scollegati, tutti in mezzo al nulla.
Ed era una tragedia non poter fare quasi niente proprio nel periodo in cui si è di più nel fiore della gioventù.
Sigh.

Tuttavia il fondo l’abbiamo toccato poi con l’università: arrivavo tranquillamente a fare 4 ore di mezzi ogni giorno. Senza contare gli spostamenti interni a Milano.

Non parliamo poi di amici/ragazzi, anche li era una mezza tragedia ma il discorso sarebbe troppo lungo.

Insomma, per farla breve, ho sempre risentito della scelta dei miei di voler abitare per forza e sempre nei sobborghi “residenziali” (hanno cambiato diverse case, ma tutte sempre nello stesso tipo di zona).
Tanto a loro che fregava: mia madre lavorava a 10 minuti a piedi da casa, mio padre lavorava a Milano ma evidentemente non aveva problemi ad alzarsi alle 6 per andar prima e non trovare traffico.
E comunque entrambi avevano la macchina e nessuna vita sociale, pertanto per quel che li riguardava erano soddisfatti.

MA IO NO.

Saranno state tutte le difficoltà, sarà stata la uggiosa vita provinciale, ma io ho sempre avuto un sogno: MILANO.

(No, non era il sogno del post di poco tempo fa. Diciamo che Milano è un altro sogno).

La grande Milano, la metropoli, la Milano da bere, Milàn Milàn, dove c’è tutto e basta.

Oltre ad amarla in sé per sé, nel senso che mi piace anche architettonicamente e urbanisticamente, nonostante molte evidenti brutture e storture.

Milano nun fa’ la stupida stasera…

Ecco insomma, cazzeggi a parte, Milano.

Voglio Milano.
Vorrei Milano.

E sono sempre stata sicurissima.

MA

ora che sto giusto cercando casa, mi sono scontrata contro una serie di imprevisti che mi hanno fatto venire mille dubbi.

Dunque devo farvi una tabella di pro e contro. Devo farla già per me perché altrimenti non mi è ben chiaro il quadro. Mi vengono in mente mille cose ma devo fermarle, senò finisce come con le merendine.

Allora, essere interessati all’acquisto di un appartamento a Milano dal mio punto di vista comporta i seguenti pro e contro:

 

PRO CONTRO
Lavoro a Milano e mi viene comodo abitarci Appartamenti e case costano tranquillamente il doppio dei loro equivalenti in provincia
Adoro fare l’aperitivo in centro Gli appartamenti sono incredibilmente piccoli o stupidamente enormi
Adoro fare shopping/passeggiate in centro Spesso e volentieri si trovano splendidi appartamenti in dintorni però orrendi
Milàn l’è un gran Milàn Ci sono dei bei dintorni effettivamente anche in provincia, sebbene per forza uno è sempre costretto a usare quel mostro di macchina
C’è movida Non si trova un appartamento decente in una zona decente a meno di non pagarlo a peso d’oro, anzi anche di più. O ci si accontenta o si paga oscenamente troppo.
Ci sono eventi, mostre, ecc. Se voglio che i miei figli vadano alla Pizzigoni, devo per forza trovare residenza in una delle vie bacino d’utenza della scuola – questa è da approfondire in effetti. Dai possibile che non accettino bambini anche di altre zone? Dove lo trovi un genitore disposto a fare fior di chilometri solo per mandare la il proprio figlio?? Credo che telefonerò per accertarmi. Pur non avendo un figlio. Lol.
È una bella città anche solo da guardare(ok, escludete il Gallaratese, Quarto Oggiaro, Milano 2 e Milano 3) Va da sé che le suddette vie non sono esattamente bellissime se escludiamo via MacMahon, piazza Firenze (che ha dei prezzi altissimi), o che so, un po’ di piazza Prealpi, la via Brighenti… Se almeno non avessero deturpato il Vale Monte Ceneri con quell’orrendo cavalcavia…Purtroppo non comprende neanche l’inizio del viale Sempione L
C’è tutto e tranquillamente anche quello che non esiste in provincia, tipo: ristoranti indiani, ristoranti persiani, vietnamiti, tailandesi, eritrei ecc., Chinatown, ogni tipo di scuola, ogni tipo di università, un castello con un parco in pieno centro città, una cattedrale gotica, mille e più corsi da poter fare (dall’ikebana alla capoeira) Dovrò mio malgrado accettare una generosa offerta di soldi da parte dei miei. Infatti se io compro casa, loro intesteranno quella esistente a mio fratello. Pertanto per non commettere “ingiustizie” dovranno dare a me dei soldi.E poi non potrei neanche fare troppo la schizzinosa perché io, di mio, da parte non ho quasi niente
Si può tranquillamente fare a meno della macchina Se compro casa a Milano mi impelago con un mutuo di circa mille anni. Devo solo sperare di non perdere mai il lavoro.
Anzi, la presenza di filobus, metropolitane sotterranee e di superficie e sferraglianti tram mi piace come non mai, oltre a portare comodità per non dover usare la macchina mi piace il clima di movimento che creano Sarò lontana da casa dei miei, quindi se in difficoltà con i figli non potrò avere un pronto sostegno.
È il mio sogno di riserva, pertanto mi piacerebbe che almeno UNA cosa che ho desiderato nella vita potesse realizzarsi Se per malaugurata ipotesi io e Consorte ci lasciamo, il mutuo graverebbe solo su di me (la casa la compro io e sarebbe intestata a me, ma lui in quanto “coinquilino” contribuirà finché ci vive), ma paradossalmente se lui mi lasciasse non avrei bisogno di una casa!!(a meno di non avere già un figlio)
Vorrei che i miei figli frequentassero la scuola Rinnovata Pizzigoni, che adotta l’omonimo metodo pedagogico
Non dovrò per forza sempre scarrozzare in giro i miei figli poiché potranno anche loro agilmente servirsi degli abbondanti mezzi pubblici
Non vado d’accordo con i miei genitori (mai andata – e del resto loro non vanno d’accordo con nessuno) e non voglio vivere vicino a loro
I miei genitori hanno una casa enorme divisibile in appartamenti. Lo scopo era appunto che io e mio fratello ce la dividessimo, con loro.Ma vivere con loro vuol dire ZERO INDIPENDENZA. MAI. NIET. NISBA. TE LA PUOI SOGNARE. Stai pur sicuro che ti ritrovi mia madre che ti chiama per farsi inviare una mail.(e se ve lo state chiedendo, no, mio fratello non li aiuta quasi mai in queste cose. Ne ha talmente piene le palle delle loro insistenti richieste, da anni e anche per cose ridicolmente facili, che ha costruito una corazza totalmente impenetrabile dalle loro voci. Proprio manco li sente) 

 

 

Non so più che cosa fare.

Andare ad abitare dai miei sarebbe la soluzione più “comoda”, non spenderei niente e se avessi bisogno dei miei ad esempio quando i miei figli saranno poppanti ma io dovrò andare a lavorare. Ma il livello di stress mio sarebbe altissimo perché malsopporto i miei e poi sia io che i miei figli andremmo incontro alle stesse difficoltà di spostamento e libertà (oltre che di opportunità) che ho avuto io da adolescente.

Andare ad abitare a Milano sarebbe bello perché amo la città, offre tutto senza sforzo, è comoda per il lavoro e potrei mandare i bambini alla Pizzigoni, ma sarà una bella ramazzata di soldi da tirar fuori e se dovessi aver bisogno una volta tanto dell’aiuto dei miei (…) sarei lontana da loro – oltre ad avere la loro disapprovazione (come sempre, del resto)  per a) il fatto di non aver accettato di vivere nella loro casa e b) il fatto di aver scelto Milano (secondo mio padre è una città che fa ammalare, come se lui non fosse sempre malato anche se vive in provincia).

 

Sono molto destabilizzata e per niente serena.

 

Se almeno Milano mi aiutasse facendo saltar fuori un appartamento, un’occasione da non poter lasciar perdere…

 

(invece insomma…)


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Kotakoti

Ecco, ho trovato un nuovo motivo per deprimermi, mannaggia a me che passo il tempo a pacioccare sul web:   questo http://kotakoti.tumblr.com/

 

Non che io sia un cesso, parliamoci chiaro.

 

Ma lei è inarrivabile, cazzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso ho un nuovo ideale di perfezione a cui aspirare e a cui naturalmente non arriverò mai.

 

Che poi peraltro apprezzo che i suoi capelli mi sembrino evidentemente non tinti. È proprio una bellezza vera.

Ah spero proprio che ci stia facendo dei bei soldi (anche se non mi pare).

 

SIGH.


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo, pensieri, respect by with 16 comments.

Non s’era detto di accendere il cervello?

Un giorno un pettine

Un giorno portafogli e portadocumenti (quasi – salvati in extremis)

Un giorno un paio di calzini

Un giorno di nuovo portafogli e portadocumenti (salvati di nuovo)

Ogni genere di elastico per capelli

 

Dico, avrò dimenticato abbastanza cose in piscina o ci devo lasciare dell’altro??

 

UFFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA =___=

 

Non c’è un giorno che io mi dimentici qualcosa / di fare qualcosa.

 

Quando vado a fare la spesa, è un must che io mi dimentichi almeno una o due cose in lista.

 

È vero che al giorno faccio milioni di cose e provvedo ai bisogno di vari uomini (boss, Consorte, colleghi vari), però a volte vorrei proprio non dimenticare sempre le MIE cose, porca paletta =___=

 

Anche oggi ho fatto la spesa – e prendi la crema cacao e nocciole per Consorte, lo shampoo, il bicarbonato per la lavatrice, il caffé Illy… mumble mumble, c’è tutto?

Si dai.

 

MA ANCHE NO.

 

E il mio Kinder Brioss?????????????????

 

Ero andata li quasi apposta per comprare le mie merendine (e lo ammetto, è un mio peccatuccio: mi piace il Kinder Brioss inzuppato nel latte. Mmmm come si inzuppa bene… Me lo mangio a colazione dopo la piscina. Sigh. Beh per lo meno è a colazione, pare sia lecito. ODIO i biscotti. Perciò vai di Kinder).

 

Mi sa che è meglio che inizi ad andare in stand by per stasera =___=


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 4 comments.