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Le briglie dei sogni

Allora.

C’è che dopo una discussione fatta con Consorte, sto meglio.

Decisamente, dovevamo parlare.

Ma quello che ha rischiarato punti oscuri fra noi due come coppia, ha anche rasserenato un po’ me nella mia individualità.

Infatti stavo male (e starò ancora male, ma forse mi riprenderò più in fretta?) per tutti i rimpianti che ho. E ne ho tanti. Tornassi indietro di 10 anni, non rifarei praticamente neanche una delle scelte che ho fatto.

Rimuginavo, scontenta di me stessa, scontenta della mia vita.

Perché sto cercando casa (da acquistare – ora sono ancora in affitto), e il prendere casa impone da sé che io rinunci ad alcuni sogni che avevo in “gioventù” e per i quali, diciamocelo francamente, in realtà non ho mai lavorato perché si realizzassero.

 

 

Ho letto recentemente un libro di Grabriella Magrini, “Le parole che ti ho scritto”.

Il libro non mi ha fatto impazzire, però si leggeva molto bene.

C’è in questo libro una frase GENIALE che riassume perfettamente la mia situazione:

È MOLTO DIFFICILE REGGERE LE BRIGLIE DEI PROPRI SOGNI, ED È CON SCONCERTO CHE CI SI ACCORGE DI AVER LAVORATO, SENZA SAPERLO, CONTRO DI ESSI

 

Non c’è niente di più perfetto di questa frase per definire la mia condizione.

 

E io mi struggevo nei miei rimpianti, nella rinuncia ai miei sogni – ma insomma, dovevo pur rendemi conto che ormai certi sogni non potevo più realizzarli – giorno dopo giorno, soprattutto notte dopo notte, perché ormai ero diventata anche insonne.

Ma, come mi ha detto lui, “è inutile pensare sempre al passato. Se hai fatto certe scelte, vorrà dire che in quei momenti avrai avuto i tuoi motivi. Sicuramente non le hai fatte a caso. E comunque ormai è inutile rimuginarci. Perché guardi sempre indietro?…”

 

Eh, infatti, bella domanda.

Perché?

Perché, nella mia smania di perfezionismo, non riesco a tollerare le imperfezioni della mia vita, conseguenza di scelte mie fatte in passato, e che si ripercuotono anche nel presente.

Sono perfezionista e intransigente verso me stessa.

E continuerò ad esserlo.

 

MA

 

In effetti su una cosa Consorte ha ragione: che senso ha continuare a guardarsi indietro dopo che ben abbiamo appurato che è inutile?

 

Orbene… È VERO, cazzu cazzu, iu iu.

 

MO’ BASTA, mi sono detta.

D’accordo quello che non ho realizzato ma che mi dici di quello che ho realizzato??

 

Beh che ti dico.

Che non è niente male.

 

Dall’età di 26 anni…

 

…innanzitutto, ho trovato un Consorte bellissimo e che mi ama molto. Che non è facile, per un uomo.

 

Poi. Ho un lavoro, un bel lavoro. Solido. Vecchia maniera. A tempo indeterminato, ottima retribuzione. Ditemi adesso quanti giovani di pari età hanno raggiunto questo traguardo (e incredibilmente, dopo un anno e mezzo, ho capito anche come gestirlo bene).

 

Ho raggiunto l’eccellenza negli studi.

 

Vado a nuoto ogni giorno, dalle 7:30 alle 8:15.

Si, ogni giorno e si, al mattino presto. E mi sento bene. BENE. Proprio bene bene. È vero, mi alzo alle 6:00 per andarci (vado nella piscina a 5 minuti a piedi dall’ufficio) ma non potete credere quanto bene si sta dopo. Tensioni e pensieri si diradano e affronto la giornata con uno spirito tutto diverso. Sarà anche per questo che vado molto meglio a lavoro? Chissà. Ma comunque senz’altro mi fa benone.

 

Leggo moltissimo e ho una discreta cultura su quasi tutto (tranne l’economia, che per me sarà sempre a livello “io ti do questo se tu mi dai quello” – il baratto puro e semplice).

 

Riesco sempre ad anticipare la moda. Non so come ma mi ci riesco (certo, se non voglio andare in rosso devo comunque limitarmi nelle spese, così invece che da Dolce&Gabbana magari compro da Zara).

 

Ho un guardaroba di tutto rispetto e modestamente un buon gusto in ogni cosa, dall’abbigliamento all’arredamento.

 

Non ho la televisione e ne sono fierissima. La odio e non serve a niente. Non è più veicolo di cultura ma di oscenità e ignoranza.

 

Esigo sempre la perfezione, da me e da chiunque altro che abbia contatti con me. Il mio elitarismo mi fa sempre stare benissimo (si, ok, ho anche pochi amici, ma come si suol dire, meglio pochi ma buoni).

 

Sono anticonformista, ma non rompo mai le palle a nessuno.

 

Sono vegetariana da sempre (non vegana, no, e se me lo volete chiedere, il latte di soia mi fa cagare)  e la mia salute è PER-FET-TA. Ricevo sempre mille complimenti persino dal dentista. Dalla ginecologa (dio che imbarazzo…) Dal tizio che mi tira su il sangue per il prelievo. Hihihih.

 

Spremo sempre il dentifricio dal fondo.

 

Sono un’oltranzista della raccolta differenziata e impongo a tutti di farla, compreso il mio attuale ufficio che non la faceva (ma si può??).

 

Sto cercando casa, quanti possono dire di aver una casa di proprietà prima dei trent’anni? E posso contare su un aiuto da parte dei miei – ok, qui non ho raggiunto un bel niente perché semmai sono i miei gentili a farmi un “anticipo” sull’eredità.

Allora mettiamola così: sopporto i miei, e anche i parenti, e anche i parenti non miei.

Che scusate se è poco eh.

 

 

Boh, insomma, AUTOSTIMA.

OOOOHHHMMMM…… oooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

 

Ce la posso fare.

 

La chiamerò “sindrome di kung fu panda”. L’improbabile che scopre che tutto sommato… è probabile e gli riesce anche abbastanza bene.

 

 

E quindi allora, non so come concludere perché fondamentalmente questo post serve solo a me, è uno sfogo liberatorio e mi serve a centrare il punto della mia situazione.

 

Allora concluderò con un paio di aneddoti che trovo molto edificanti, uno in negativo e uno in positivo.

 

Il primo è avvenuto ieri mattina in piscina.

La piscina apre alle 7:30, naturalmente le 7:30 indicate dalla cassa all’interno della reception.

Ora, per aver aperto alle 7:32 la ragazza si è beccata i mille insulti di uno stronzo e cafone che l’ha aggredita.

Cafone: o, ma ti pare possibile che ogni giorno apri sempre più tardi, ma cazzo, la gente deve andare a lavorare, non lo capisci cazzo?

Receptionist: io apro quando la cassa mi indica che sono le 7:30, altrimenti non posso farvi gli scontrini

Cafone: NON SONO LE 7:30, è MOLTO più tardi, porca puttana che testa di cazzo, hai il cervello piccolo come quello di una gallina!!

 

Ora, io ci sono rimasta di merda. La ragazza li non ha fatto una piega invece. Ma dentro di sé chissà quanto le ha dato fastidio. Oltretutto davanti a circa 20 persone.

 

Io non avrei MAI saputo trattenermi. Tutti questi improperi per aver aperto alle SETTE E TRENTADUE ????????????????

Che poi, saranno state le 7:32 secondo l’orologio di quel cretino, secondo quello della cassa erano le 7:30, ma come si permette dico io????????

 

QUI CI VUOLE RISPETTO

E NON SOLO RISPETTO PER IL LAVORO DI UN’ALTRA PERSONA (che con me puoi schiattare se ti apro o rispondo al telefono fuori anche do 30 secondi dal mio orario di lavoro), MA PROPRIO RISPETTO PER UN’ALTRA PERSONA.

 

E poi ancora altre dimostrazioni di inciviltà: delle 20 persone che come me dovevano pagare l’ingresso singolo, tutte ordinatamente in fila in cassa, tutti con la faccia lunga perché era mattino presto (che poi voglio dire: ti obbliga forse qualcuno ad alzarti all’alba per nuotare??), nessuna di queste ha rivolto un buongiorno alla ragazza né ha detto grazie quando lei ha dato il resto.

Io sono stata l’unica. E lo so bene perché ero l’ultima della fila. Ho osservato attentamente ognuna di quelle persone per vedere se per caso era rimasto un briciolo, se non di decenza, almeno di educazione.

Beh, no.

 

=_=

 

Ed ecco invece un aneddoto decisamente positivo: oggi, mentre ero sul tram, durante la fermata effettuata in Cordusio, iniziano a salire come al solito due basse e grasse sudamericane con passeggino (passegIONE, era enorme), come va tanto di moda fare fri genitori di oggi: mica far camminare il mostriciattolo, no, più facile scarrozzarlo in passeggino rompendo le palle a tutti in ora di punta sui mezzi.

Al che l’autista (finalmente uno che lo ha fatto!!) ha detto: “bene signore, adesso il bambino va in braccio e il passeggino lo chiudete e lo bloccate negli appossiti fermi qui dietro. Come da regolamento. Siete in due, potete anche farlo senza problemi”.

Standing ovation per l’autista.

Naturalmente si è beccato un’occhiataccia da entrambi i mappamondi (è così che io, nella mia immensa bontà, chiamo le donne sudamericane) e la solita sequela di frasi di scherno in spagnolo, ma cazzo se le due hanno dovuto fare come diceva.

 

So’ soddisfazioni. Oh yes. Persino per me.

 

 

 

Quindi cos’ho imparato da tutto questo?

Che non devo più assolutanmente mettere il portafogli nelle cassette di sicurezza della piscina.

 

Mi direte “e che c’azzecca?”

 

Sapete, era un po’ come concludere come faceva quel comico dicendo “ma che cosa volevo dire con tutto questo? NON LO SO, MA I FATTI… MI COSANO!”

Ecco, era una cosa un po’ così.

 

Torniamo al mio portafogli e alle cassette di sicurezza, che sono delle cassettine poste di fronte alla reception della piscina e totalmente scollegate dagli spogliatoi e dagli armadietti. Sono praticamente delle cassafortine che servono per riporre unicamente gli oggetti di valore. Nella piscina dove vado funzionano a codice: uno setta il proprio codice serra la proprio cassettina. All’uscita inserisce lo stesso codice e in teoria doverebbe riprendersi i propri valori.

 

SENONCHÈ

 

Su 30 cassettine generalmente ce n’è sempre un terzo guasto con tanto di cartellino. Ho sentito la receptionist lamentarsi che le avevano fatte mettere a punto solo due giorni prima e 10 erano già guaste di nuovo.

Che dire.

Cambiate qualcosa no?

 

No.

 

DIFATTI

 

Oggi, inserisco il mio codicillo come al solito e la cassettina rimane serrata. Tenta di la, tenta di qua, niente. Ho dovuto sorbirmi anche due addetti che mi hanno detto “ma non è che sbagli tu cassettina, ma non è che sbagli tu il codice, ma non è che sei tu che porti sfiga…” =_= Beh insomma, in capo a mezz’ora hanno dovuto scassinarla, manco col codice passepartout si apriva… Sono arrivata a lavoro con 45 minuti di ritardo.

Mah.

 

 

Altro episodio: un bel giorno in pausa pranzo sono andata a fare la spesa, correva l’ora 13:45.

Al momento di pagare, cerco il portafogli in borsa e…NON C’È!!

Attimo di panico.

Attimo di vuoto.

Attimo di buio.

 

 

E poi, infine, l’illuminazione:

 

 

CAZZO, HO LASCIATO PORTAFOGLI E DOCUMENTI NELLA CASSETTINA DI SICUREZZA DELLA PISCINA DALLE 7:30 DEL MATTINO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

VOLO fino alla piscina, mollando istantaneamente tutta la spesa (spero l’abbiano stornata) e il cassiere allibito, e registrando il record di tempo di percorrenza di 1,2 km mai camminato da gambette di donna alta m 1,58.

 

Per fortuna, era tutto ancora li. Il codice ha funzionato, anche, che non è da tutti i giorni.

 

Uff…

 

E quindi in conclusione ho appurato che è meglio se io i soldi me li porto nell’armadietto negli spogliatoi, che tanto lo tengo chiuso col lucchetto. Troppi rischi, la cassetta. È già un mondo troppo difficile, e in fondo in fondo lo pensate anche tutti voi che avete dovuto leggere questo post fino alla fine.


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Gesù sta arrivando

No allora

Ecco come dire

TIPO

Siccome che mi piace fare intenzionalmente erroracci per distrarmi un attimo

Dato che sono molto irrequieta ultimamente; sento che la solita inquietudine che ha sempre fatto da sottofondo nella mia vita sta avendo uno dei suoi occasionali picchi, sento che mi sento soffocare e che vorrei dare uno scossone alla mia vita, anche se non permanente

Sarà anche che è stata una settimana mortalmente noiosa a lavoro (ormai ho capito che qui dentro la va così: giorni che praticamente devo dormire in ditta e giorni che vorrei tirare craniate al muro dall’inedia), nell’attesa che un cliente particolarmente stupido mi indichi un dato fondamentale che devo mettere su ogni importanterrimo documento che devo emettere per il contratto, quindi una settimana di nullafacenza e attesa, una spada di damocle che mi fa stare tesa in modo non costruttivo, che acuisce la provvisorietà e la vacuità che già sento sempre

Sarà anche che Consorte è via da qualche giorno per lavoro e sento che c’è qualcosa in sospeso con lui, sento che dovremmo parlare molto di più perché ci sono tante cose, cose importanti per il futuro, che evitiamo sempre… anche perché lui è sempre così teso, pieno di problemi familiari/lavorativi/interiori… che a parlargli di quello che penso che dobbiamo fare, a cui dobbiamo pensare, mi pare di fare male

Sarà che nonostante io abbia poco da fare, da 4 pomeriggi a questa parte mi scordo sempre inevitabilmente di fare cose utili, se non indispensabili quali: la lista della spesa (e anche la spesa stessa), studiare gli ideogrammi e cercare (disperatamente) una casa da acquistare a Milano, e questa mia distrazione costante mi frustra in modo inimmaginabile

Sarà che sento di gente che riesce (cazzo cazzo cazzo) a trasferirsi in Giappone mentre io non ci sono riuscita (ok, mi direte: moltissimi non ci riescono, è un paese impossibile, la gente ti guarda brutto perché sei gaijin, non potrai mai fare carriera perché sei straniera +donna + in età da figlio… Si, ma EMBE’?? Non sono ragioni sufficienti per mettermi l’anima in pace!)

Sarà che oltre a tutto questo è quasi una settimana che a mezzogiorno mangio indiano (che è il mio cibo preferito e poi al ristorante mi trattano come una regina e mi fanno sempre sconti), ma l’indiano non è proprio la cosa più soft da digerire… che unito anche all’inedia generale, crea una bella dose di sonno e insofferenza assortita per qualsiasi cosa

 

Ecco, sarà tutto questo insieme che…

…mi provoca inspiegabili crisi di isteria e intolleranza religiosa, quando vedo questi inquietanti cartelli che stanno spuntando come funghi un po’ ovunque da qualche mese a questa parte:

.

.

.

Che poi non ho capito se è una minaccia o cosa.

 

 .

E poi quando al mattino
(che già solo per il fatto che è mattino c’ho i maroni ragionevolmente girati)
vengo inopinatamente volantinata con roba come questa…

.

.

.

.

…che SEMBRA una innocente cazzata, mal al suo interno nasconde questo…

.

.

.

.

…ecco, come direbbe il mio bisnonno, è in occasioni come queste che io perdo la trebisonda.

.

.

__… … … … … … …

.

__no, cioè, DICO

__ma TI PARE

__che la CRISI ECONOMICA

__c’entra VAGAMENTE qualcosa

__con Dio?? Con GESÙ (che starebbe anche arrivando)???

__EH????????????????????

 

 

Maaaa… te posso da’ der tu?????????????????????


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La sfiga

Scusate se questo post è scritto con uno stile un po’ impreciso, ma sono giorni molto incasinati, non ho riposato per niente e anche in questo momento – domenica sera – sto facendo una fatica immane per non far crollare miseramente la mia stanca fronte sulla tastiera.
Perché scrivo stasera, allora, direte?
Perché ovviamente poi non avrò altra occasione, la settimana sarà molto intensa [eddai, questa era ovvia ;) ]

 

AUTOGRILL A CASO, VIAGGIO DI ANDATA VERSO NUMANA (MARCHE) – ore 5:30 (si, del mattino…)
S: un cappuccino, grazie
Signora poco dietro S: un cappuccino, due macchiati e un marocchino, da portar via
Commessa: ok ok
Passa del tempo…
Commessa: prego, ecco i due macchiati, il cappuccio arriva subito
S: ehm… scusi… un cappuccino grazie
Commessa: ok
Passa del tempo…
Commessa: ecco il marocchino, ora faccio il cappuccino
S: …scusi ma il mio cappuccino??
Commessa: eh un attimo! Adesso lo faccio e lo do a tua madre!
S: @_@ ?!?!?!??!? PREGO???
Commessa: sua madre no? [e col mento indica dietro S, verso la persona che ha ordinato un cappuccino, due macchiati e un marocchino]
S: [si gira verso la “madre” in questione, ritrovandosi faccia a faccia con una donna di circa kg 800] NON È MICA MIA MADRE!!!!!!!!!!!!!!!
Commessa: ops, scusami [che poi non ho capito perché mi dava del tu], credevo che foste insieme, che lei fosse tua madre!!
S: ”-.-

 

SEMPRE UN AUTOGRILL A CASO, DURANTE IL VIAGGIO DI RITORNO – ore 00:30
S: un caffé grazie
Signore a fianco a S: un caffé e due cappucci
Passa il solito tempo
Commessa: ecco, due caffé e due cappucci… oh no, ho sbagliato! [e sfila via il caffé dalle mani di S] tu non hai ordinato il caffé! Siete insieme giusto?
S: @_@ ma ma ma ma… IL MIO CAFFÈ!! No, non siamo insieme!!!!!!!! Il mio naturalmente era UN ALTRO caffé!!
Commessa: [guarda poco convinta]
S: ahò, lo scontrino è questo, l’ha guardato prima!
Commessa: [guarda lo scontrino, poi guarda S con uno sguardo tipo a-me-non-mi-frega-nessuno] vabé vabé, adesso arriva…

MA CHE HO IO, CHE LE COMMESSE DELL’AUTOGRILL MI SCAMBIANO SEMPRE PER LA FIGLIA MINORENNE DI QUALCUN ALTRO E NON VOGLIONO SERVIRMI???

 

VENERDÌ 26 AGOSTO – ore 16:30
Per una volta, dico UNA, che ho la malsana idea di uscire due ore prima dall’ufficio, mica va a capitare che rimango chiusa DUE ORE E MEZZA in treno per via di una svitato che non se ne andava dai binari????
http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=211842
Ma vi rendete conto di che coincidenza, proprio quel giorno e a quell’ora, che io sono uscita prima, quel pazzo scriteriato è arrivato fin dalla Brianza per bloccare la circolazione dei treni!
C’è davvero dell’incredibile!!
Che poi vorrei anche precisare il 26 era pure il mio compleanno. 19 anni, ma da 10 anni. E pensa te com’ero felice.

 

VENERDÌ 2 SETTEMBRE – pausa pranzo
Poste di Piazza Cordusio. Prendo il numerino per fare una raccomandata, sono il 314, siamo ancora al 292.
Sigh.
E vabé, ci sono 15 sportelli, vuoi che non si vada veloci?

No.

Appunto.

‘-.-

Che poi, siccome ero andata li con un pacchettino, avevo all’inizio pensato di fare un pacco e non una raccomandata.

S: buongiorno, dovrei inviare questo pacchetto…
Impiegato delle poste: …ma proprio proprio?
S: ………………….. [ma fottiti va’] Si, proprio proprio!
Impiegato: e che tipo di pacco?
S: ordinario internazionale
Impiegato: celere?
S: no, ordinario
Impiegato: ma che pacco è?
S: ……….COME “CHE PACCO È”, È UN PACCO ORDINARIO!!
Impiegato: ah, ma esiste?
S: …………………
Impiegato: sicura?
S: CERTO, comunque questo è il listino che ho scaricato dal sito delle poste
Impiegato: ………… maaaa… forse è meglio se fa una raccomandata
S: [tutto pur di non lavorare eh] Si può? Siccome è un pacchettino, per quanto piccolo…
Impiegato: sisi, vada vada, faccia la raccomandata

…………….. SENZA PAROLE

Comunque, per fortuna m’è venuto in mente che entro i due kg posso fare comunque la raccomandata, quindi prendo il mio famoso numeretto 314 dalla macchinetta.
I numeri vanno avanti… L E N T A M E N T E … su 15 sportelli ne funzionano solo 4, di cui uno adibito solo ai pacchi (si, quelli che ti tirano loro, vedi sopra!), perciò per tutto il resto dei prodotti postali sono solo in 3.
E si fermano ai numeri 302, 303 e 304 per circa mezz’ora.
MEZZ’ORA.
Ma vi rtendete conto, fermi su tre singole pidocchiosissime persone per MEZZ’ORA???!!!!!!!!

E chi erano queste persone?
Vecchi.
Ovviamente.
Dio che odio, odio!!
Iniziava ad essere anche tardi, la mia pausa pranzo stava per finire.
Molto faticosamente arriva il mio turno.
L’impiegata come al solito è una napoletana scazzata (penso sia un prerequisito fondamentale per fare l’impiegato alle poste).
Ad un certo punto vedo delle ombre furtive dietro di me.
Un cinese.
(…un’ombra cinese!! Fichissimo!!!!!! XD )
Si avvicina qualcun altro.
Un sudamericano.
Poi un altro.
Un filippino.
Il cinese insinua la sua raccomandata sotto il vetro, mentre l’impiegata sta ancora facendo la mia.
S: scusi ma… ci sono ancora io
Cinese: 我的电话号码 ,  我的电话号码 !
S: …….
Filippino: ha chiamato numero
S: eh? Che diamo i numeri?? Cabala? Lotto????
Sudamericano: la senora has chiamado i nostri numeri
S: [controlla il numero del cinese: 316. Controlla n° sul tabellone: 318] Opporcamiseria! Signora, ha chiamato tutti i numeri dal 315 al 318!! Perché?
Impiegata: eeeh, sta troppo lungo da spiegà
S: ??????????????
Cinese: 现在我在这里 !
Filippino: ako dito ngayon!
Sudamericano: estoy aquí por un largo tiempo y…
S: CI SONO ANCORA IO!! NON HO ANCORA FINITO IO!!!!!

Miiiiiiiiiiiiii se odio le poste!!!

Vabè, sono in ritardo. Sono già del 14:05. Arriverei in ufficio tardi. Già che ci sono, ritardo per ritardo, decido di fare un salto veloce dal mio ottico, che tanto devo solo ritirare le lenti a contatto.
Arrivo davanti alla vetrina.
E trovo questo agghiacciante cartello:
Momentaneamente chiuso dalle 14:00 ale 14:30. Ci scusiamo per il disagio

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
MA IO DICO
DI TUTTI I GIORNI
E DI TUTTI GLI ORARI
PROPRIO QUEL GIORNO E QUELL’ORA DOVEVANO SCEGLIERE?????????????

Seriamente, sono quasi sicura di aver sentito un sonore rumore di palle che cadevano al suolo sprofondando!!!!!!!!

 

DOMENICA 4 SETTEMBRE – pomeriggio
Stendo le mie lenzuola bianchissime – e inizia a pioverci sopra. E questa è una. Rush serrato per limitare i danni e ricerca dello spazio sullo stendino (che nel frattempo era già pieno di altro bucato) per stenderle li.
Poi.
Faccio fare un lavaggio a copri-divano e accappatoi per poi portarli all’asciugatrice della lavanderia a gettoni. Con questo umido senò non asciugano mai. Mentre l’asciugatrice a gettoni generalmente fa un eccellente lavoro.
Generalmente, infatti.
Tranne domenica pomeriggio.
Ci sono tre asciugatrici. Una è costantemente impegnata dalla roba di un tizio, che avrà fatto come minimo 6 cicli di asciugatura di seguito.
quindi metto la mia roba in una delle due restanti. Imposto la temperatura massima.
Non me la prende e inizia ad asciugare al minimo.
Che io lo so, al minimo non asciuga ‘na ceppa.
E infatti, alla fine la roba era quasi uguale a dopo la centrifuga.
Ok, allora, quell’asciugatrice no perché si sarà rotto il termostato o qualsiasi sia l’aggeggio che regola la temperatura.
Mettiamo nell’altra. Al massimo. Funziona. Fico.
MA
un qualche cretino deve averci messo ad asciugare delle scarpe di gomma o roba simile perché sulla mia roba c’è qualche strisciata di gomma… e controllando bene il cestello in effetti qualcosa si nota, ma non si può capire che sia della gomma…
Quindi ricapitolando:
1) asciugatrice sempre impegnata
2) asciugatrice a cui non si può regolare la temperatura
3) asciugatrice che lascia giù striscette di gomma sui capi

CHE CULO EH! C’è ampia scelta… di danni!!

LUNEDÌ 5 SETTEMBRE – ore 17:30
S: pronto buonasera, vorrei sapere giorni e costi per il nuoto libero e se devo presentare certificato medico
Impiegata della piscina: € 4 a ingresso, ogni giorno 7:30 – 22:30 e non c’è da presentare certificato medico

AZZ!!! L’avevo appena fatto!! 50 EURO VOLATI PER NIENTE!!! :(((((

 

Ma che coincidenze sono?? Ma che è???? Ma che cos’è????????

 

Ho bisogno di una vacanza :/ È solo che in teoria sarei appena ritornata…


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