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Plastica

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Da sempre sostengo che si faccia un uso criminoso e indiscriminato della plastica.

Quello qui sopra è il mio semplice pranzo di oggi (beh non ho mangiato tutto quel Galbanino in effetti, era solo avanzato da ieri – e notate le censure alla carta intestata e al calendario XD), e guardate soltanto cosa “ho prodotto” a livello di rifiuti.

Ok, chiaro, poi li lavo e li metto nel riciclo della plastica.

Ma non sarebbe meglio non usare la plastica direttamente?

Certo, usarla è comodo, ma quanto inquina?

Molto.

Moltissimo.

Troppo.

Volete degli esempi? Ecco qui.

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Torniamo alla vecchia maniera! Recipienti di vetro col sistema dei vuoti a rendere, e se non si può fare… amen, vorrà dire che l’ananas me lo faccio a pezzettini io a casa mia invece che comprarlo.

Save the world.


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Rivelazione

Ieri sera, ordinario sabato sera.

A seguito di accordi presi da Consorte con una ragazza della compagnia, mi viene comunicato che il sabato sera si starà a casa della stessa (e del suo ragazzo – convivono).

Ok, mi sta bene, anzi, ne sono proprio felice perché sono le serata che preferisco – musica di sottofondo non assordante con playlist modificabile, buoni alcolici non adulterati da sedicenti baristi che appena vedono una ragazza si affrettano a mettere sciroppi alla fragola nei cocktail sperando che la stessa non si accorga che c’è meno alcol, giochi da tavolo/carte e conversazione simpatica, con in più il vantaggio di un ambiente familiare come può essere una casa.

Benone.
Ora,
Intanto la serata parte col piede sbagliato perché io e Consorte lasciamo a casa almeno un paio di giochi da tavolo che per me è un must portare in serate simili.
S:
non abbiamo portato niente ai ragazzi!!
Consorte:
come no, le chiacchiere [ha il pallino delle chiacchiere in questi giorni e non c’è modo che desista a farle – che poi a me spiace non dargli soddisfazione con la mia golosità, ma se c’è un dolce che proprio non mangio mai sono le chiacchiere, non mi dicono proprio niente]
S:
mmm con ‘ste chiacchiere… I giochi intendo!
Consorte:
ah vabbé, ce li hanno la
S:
ma cos’hanno la, solo il taboo e forse il pictionary, io intendo trivial pursuit e uno!
Consorte:
[spallucce]
S:
[giramento di @@]
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E perché abbiamo dimenticato i giochi? Per la fretta ovviamente.
Perché gli uomini hanno fretta, fretta, fretta. Sempre e comunque. Tu ti stai ancora pettinando e loro si mettono su il cappotto. Tu ti metti le scarpe e loro, girando in casa come leoni in gabbia, aprono la porta e guardano fuori speranzosi come un cucciolo a cui sia stata promessa la libertà, pronti per schizzar via, perché insomma, hanno fretta (di fare cosa, sa solo il ca…) Tu ti metti il cappotto e loro sono già in macchina (accesa).
Tutto questo sorvolando sul fatto che uscendo vanno portate via determinate cose, a seconda della meta.
Se ad esempio la meta è, come nel caso di ieri sera, casa dei suoceri, bisogna riportare loro dei piatti e dei libri che ci avevano prestato. Poi, prima di uscire, è buona regola controllare che tutto sia spento – fornelli, ciabatte, luci, tapparelle (si, quando torno alle 2 di notte non mi va di chiuderle, ok? Lo si fa prima!). E poi, in previsione della serata con gli amici dopo, i giochi.
Naturalmente tutto questo viene in mente solo a me di farlo.
Sono riuscita a ricordarmi i piatti e i libri, ma non i giochi… pensiero fuggevole di qualche minuto prima irrimediabilmente cancellato dalla fretta e furia.
……………..
Cheduepalle.
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Ok, comunque non era questo il punto. Il punto è che siamo arrivati a casa di questi amici, i quali stranamente ci stavano aspettando fuori, in strada.
…attimo di smarrimento e poi “Ops, ma forse voi avevate capito che stavamo a casa…?”
SI, mia cara. Poi, vai a sapere se si è espressa male lei o ha capito male Consorte, tutto è possibile, in ogni caso eravamo fuori al freddo con una ciotola di chiacchiere in mano.
(E vorrei puntualizzare che questa non è la prima volta che lei e Consorte non si intendono, vedi appuntamento per una mostra un giorno in cui io e Consorte abbiamo aspettato a -6° per 40 minuti – ma non pensate male, io sono per la par condicio, do la colpa del misunderstanding a entrambi – comunque era per dire che non è una novità).

E c’è un’altra cosa che mi disturba profondamente, nel sogno svanito della serata a casa con gli amici.
Il vestiario.
Perché le ragazze erano insolitamente vestite bene. Mentre io, prefigurando una serata birraiola a casa, non avevo di certo la mise adeguata. Dai discorsi fatti sul dove si pensava di andare, capisco che l’idea era di farsi una seratina un po’ più in del solito.
E CAZZO, DIRLO NO??
Come faccio ad andare in qualsiasi posto vestita così?? Ogni contesto ha il suo vestiario, e a me di certo non lascerebbero entrare!
Bene. Divento ancora più scura. I marons mi girano già abbastanza.
Dirò poi in macchina, quando siamo soli, a Consorte:
S: ma scusa, ti pare, perché non ci hanno avvisati che bisognava vestirsi un po’ bene??
Consorte: ma si, non ci siamo capiti, fa niente
S: cosa c’entra?? Capisco che non vi siete intesi sullo stare a casa. Ma comunque qui c’è stata un’informazione omessa, non male interpretata, ovvero che era meglio vestirsi un po’ fighetti!
Consorte: ma si…
S: “ma si” de che?? Cioè, la Lalla (nome di fantasia) aveva persino paura di essersi vestita troppo elegante! E io altro che troppo elegante, ca§§o!
Consorte: vabé non è importante
S: non sarà importante per te che ti vesti sempre uguale in qualsiasi situazione, ma IO NO, sai al mondo esiste anche gente che CI TIENE ad essere vestita giusta per il posto in cui sta andando
Consorte: [spallucce]
S: mmmm………………………
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Comunque poi per (mia) fortuna si sceglie un posto senza troppe pretese (posto in cui comunque io non sarei andata neanche li vestita in modo così casual – sono stata tutta la serata senza andare in bagno seduta col cappotto sulle gambe, per coprire un po’).
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Il fatto che il suddetto posto fosse abbastanza vicino a casa nostra non contribuisce al mio buonumore (cioè, io sono andata in Brianza per poi tornare vicino a casa mia? Anche qui, dirlo prima??), comunque mi consola il fatto che già comunque eravamo in Brianza per la cena dai suoceri, perciò poco male – era peggio se andavamo li per incontrare loro per poi tornare indietro.
Facciamo quindi per entrare in macchina per andare in questo posto, quando il ragazzo fa: “o vabé, andiamo con una macchina sola” e molto gentilmente ci offre un passaggio con la sua.
Grazie, gentilissimo… Ma in questo caso ci converebbe comunque prendere la nostra macchina, perché il paese dove stiamo andando è abbastanza vicino a casa nostra, non ha senso tornare indietro a fine serata per riprendere la nostra macchina e rifare ancora la strada.
Risposta scazzata “O vabé fate come volete!”.
…E già li… soprassediamo sul tono.
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Arrivati in questo f*****o posto, ci mettiamo due minuti in più degli altri a trovare parcheggio
Consorte: ecco, se andavamo con loro non avevamo questo problema
S: [rimane di sale] … …Ma scusa, ti pare?? Va’, ci sarà un posto in questi dintorni, mica è necessario parchegghiare proprio davanti all’ingresso, toh, mettila li davanti a quella macchina rossa, va benissimo!
Borbottio di Consorte.
S: [non riesce a trattenersi] E comunque, mettiamo in chiaro, decido io dove va questa macchina! A me sta sul cazzo ogni volta tornare indietro per recuperare la macchina, io voglio salire su ed andarmene a casa! [una regola li. Chissà come mai ci si rincagna tutti in una macchina sola per andare nei locali, sarà per non guidare, a fine serata, nel tragitto dal pub alla macchina? Ha senso questa cosa, quando comunque devi già guidare dal punto in cui hai lasciato la macchina a casa??]
Consorte: allora ci vieni da sola con la macchina, la prossima volta io salgo con gli altri, mettiamo in chiaro.
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Non ho detto niente, gli altri erano troppo vicini e io odio le piazzate. E poi avevo da riflettere.
Guardando loro, guardando lui, mi sono sentita stanca.
Ho considerato il disguido della serata, l’atteggiamento, la superficialità, e mi sono sentita stanca.
Guardando le loro facce, ho capito.
HO CAPITO.
Ho capito perché praticamente io non ho amici.

E’ perché ho un carattere impossibile.
Non riesco a soprassedere su niente, ognuno di questi piccoli disguidi a me sta sulle palle, mi rovina la serata e non sono più una buona compagnia.
E’ così.

E me le ricordo, queste cose, nei secoli dei secoli amen, e se capitano due, tre, tot. volte, sono pronta a rinfacciarle, pane al pane e vino al vino.

Queste cose mi stanno sulle palle e non riesco a soprassedere, perché al contrario io cerco sempre di fare le cose bene quando ci sono di mezzo altre persone, organizzare a modo, dare chiare informazioni a tutti, sbattermi un casino per qualsiasi cosa; quello in cui pecco può essere la puntualità (raramente arrivo in anticipo, e comunque anche se ritardo è solo qualche minuto. Quando c’è da darsi appuntamento preferisco dire agli altri “ci vediamo li verso le 19, si esatto diciamo tra le 18.45 e le 19”, insomma, mi sembra più onesto dare un lasso di tempo piuttosto che un orario preciso che poi viene sempre disatteso).

Insomma, le cose fatte un po’ più alla carlona, gli imprevisti, le cose a caso, a me, stanno sulle palle e non faccio nulla per nasconderlo. Antipatica, la parola giusta. Immagino.

Per questo, non ho quasi amici.

Questa rivelazione mi ha folgorata, ieri sera.

Non capisco come ho fatto a metterci tanto a capirlo.
Comunque, è così. Ora lo so. Sembra strano, ma mi sento un filo meno frustrata.
Ora so qual’è il mio ruolo. E’ già qualcosa. Ora so che non devo neanche sforzarmi troppo per farmi piacere o non piacere una serata.

Peccato, mi sarebbe piaciuto essere di più “alla mano”, probabilmente vivrei meglio.
Ormai va così. Non riesco a cambiare questa cosa. Potrei cambiarne altre, ma questa no. Sento che mi porterebbe solo a fingere. E dio solo sa quanto tempo della mia gioventù ho già sprecato in simili finzioni.


Che periodo stressante, comunque. A lavoro va tutto male, mi sento un’incompetente e diciamocelo, sono incompetente per quel lavoro, sa solo dio perché mi hanno presa li, fra l’altro dicendomi “siiiii, farà più o meno la stessa cosa di Ex-Azienda…”, ma de che?? Ma lo volesse il cielo! Sto facendo cavolate una via l’altra e finora solo delle immense botte di culo mi hanno salvata dal fare errori catastrofici e umilianti; ma umiliata io mi ci sento lo stesso perché mi sento incapace ed in effetti per quel lavoro è così; sono passata da un posto dove facevo esattamente quello che volevo e che mi piaceva (per quanto il carico di lavoro fosse da suicidio e l’impiego fosse precario) facendolo con grande competenza e ottimi risultati, a un posto che sarà anche fisso e ben pagato, ma ca§§o se FA CAGARE, fa veramente schifo :-/ E’ peggio che tragico, è fantozziano.

Voglio assolutamente cambiare. Non ho idea di come farò, naturalmente. Adesso la mia posizione, amministrativamente parlando, è abbastanza “alta”. Non c’è una sola agenzia interinale che mi troverebbe un posto, vedendo che stipendio ho ora e il posto a tempo indeterminato. Che poi io voglio un lavoro di basso profilo. Si, datemi una reception, un centralino, delle sale da preparare in vista dei meeting, si datemi queste cose, ne ho le palle strapiene di stupide responsabilità, voglio fare il mio lavoro per 8 ore, poi chiudere tutto e andarmene a casa col cuore leggero e senza inquietanti incubi notturni e palpitazioni.

Si lo so, state pensando “questa non ce la fa più”. E avete ragione.

(Gli incubi e le palpitazioni li ho veramente, non era un eufemismo).

Mi viene in mente la mia tesi della laurea di primo livello, sul mercato femminile del lavoro in Giappone.

Le donne e la poca responsabilità che viene loro data in ambito lavorativo – ma si parla poco niente però del fatto che la maggior parte di loro in definitiva accetta questo sistema, perché la loro idea non è fare carriera ma focalizzare i propri momenti migliori in altri ambiti spesso ben più appaganti – chi in favore della famiglia, chi del proprio tempo, chi dei propri divertimenti da giovane ragazza single e rampante… e chi le critica? O stuoli di ofuisu rejii (leggi: office lady), io vi ammiro! E anzi, io vorrei il vostro posto! In Giappone magari!!


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 16 comments.

Sunshine Award 2011


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Ahem… Allora… Non avevo letto bene le regole… Grazie ancora ad Autista per Caso, che è stato il primo a “nominarmi”… e ora anche Bebe! Grazie ragazzi!

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Dunque, chi scelgo, esclusi i due suddetti?

In ordine assolutamente casuale e senza nessun obbligo di seguire le regole (che trovate leggendo qui):

1.) Blog di Andrella, Yanello, Andreus

2.) Il Mondo di Clay

3.) The Foxy

4.) Piegato l’Impiegato

5.) Questa è la Mia Vita

6.) Giappo Pazzie

7.) Le Chat

8.) Nulla da Fare

9.) Il Suo Cane Sbava!

10) Ragazza Rosa e Gatto

11) Non Chiamatemi Cameriera

12) Soliloquio di un’Insengnante


Voila ^__^


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Ri-epilogo

Allora
‘Sta storia infinita della Fiat 500 Lounge…
Lo staff di Bakeca ha finalmente ascoltato i miei moniti, e ha rimosso il truffaldino annuncio anche dalle pagine di Monza.
Olé!
MA
A quanto vedo la cosa ha mietuto una vittima comunque, a Roma e dalle pagine di Kijiji.
Infatti ho googolato la stringa “fiato 500 lounge 4000 euro”, e mi ha rimandato a questa pagina che vedete qui:
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Che tristezza…!
Comunque aver ottenuto qualcosa con lo staff di Bakeca è già un bel progresso.


Posted in a' coso...ma te posso dà der tu?, abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 3 comments.

Parentesi

Scusate la latitanza gente, ma è veramente un periodo pieno all’inverosimile sia a livello lavorativo sia in generale, e a metterci il carico da undici s’è aggiunto anche uno splendido raffreddore di quelli che ti fanno sembrare di avere 90 anni perché hai tutte le ossa rotte… si proprio quello… quello che ti fa stare coi decimi di febbre tutto il giorno… quello che ti senti gli occhi acquosi… ok, neanche a parlarne di testa pesante, naso chiuso e screpolato, rincoglionimento generale…

Ecco, quand’è che c’è una serata in cui non posso assolutamente mancare?

STASERA, OVVIO.

Sto barcollando… Qualcosa mi dice che a meno che io non mi droghi non ce la farò mai a tirare le 23:00.

Ieri era una giornata in cui ero tesissima, quindi nonostante l’abbattimento fisico sono riuscita a fare un miliardo di cose, ma oggi sto accusando miseramente e sono veramente uno straccio.

Ragazzi della pizzata, se domani avete gli stessi sintomi, ebbene si, date la colpa a me: l’untrice sono io.

Vediamo se domani non è magari il caso di fare il mio primo giorno di malattina in NuovAzienda (variamente detta anche Azienda Sedicente).

Stay tuned.


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 7 comments.

Pensavo fosse un epilogo, invece era un calesse

Ragazzi di poca fede che siamo

L’annuncio è semplicemente stato trasferito!!

Dalle pagine di Milano a quelle di Monza

Provare per credere, guardate QUI.

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“-.-

Sono senza parole.

Stavolta lo faccio un print screen! Eccolo qui per la vostra gioia!
(cliccate per ingrandire)

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È curiosamente sparita la foto del cruscotto che faceva vedere la sintonizzazione della radio su RTL 102.5 … un po’ strano dato che la macchina si troverebbe a Londra… mm…


Posted in a' coso...ma te posso dà der tu? by with 8 comments.

Epilogo

Buonasera bella gente, vi comunico che soprattutto grazie alla mitica Foxy, siamo riusciti a far rimuovere da Bakeca l’annuncio segnalatovi nel post precedente.

Ora che l’annuncio non c’è più, rimpiango di non avere fatto un print screen della pagina web, comunque insomma, l’importante è levare di torno i truffatori da quattro soldi.


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