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Babbo Bastardo 2010

Mm. Che dire. Non un Natale entusiasmante.

Le premesse in effetti non erano proprio il massimo. Stanchezza generalizzata, scarsità di soldi (da parte dei miei, evidentemente – poi vedrete), “festeggiamenti” spezzati in due fra il 24 sera a casa dei miei e il 25 a pranzo a casa dei Suoceri (errore da non commettere mai più), appartamento Suoceri al 3° piano senza ascensore e nonna che purtroppo da pochissimo ha iniziato a non camminare più bene, macchina sfasciata il 23 sera da una stupida che distraendosi non ha rispettato lo stop, amici che si dimenticano di me.

Il 24 sera mio fratello viene a prenderci, dato che la macchina è inutilizzabile. Arriviamo a casa dei miei. Trovo mia nonna che non riesce manco a muoversi (poveraccia – ma c’ha anche 90 anni, difficile che potesse non avere mai niente!), mia madre in uno stato pietoso di disordine e sporcizia (passi per me, ma farsi vedere così da Consorte… boh), mio padre che alle 7 di sera già mugola perché ha sonno e vuole dormire (mi’ con sta cosa del sonno quanto mi irrita! Ha sempre sonno, è sempre acciaccato, dormirebbe sempre, appena può il suo più grande desiderio e stravaccarsi da qualche parte, MA O’?? Non ti sei ancora suicidato?? Cazzo almeno a Natale ti vuoi svegliare???), mio fratello che un po’ ha sonno un po’ vuole uscire con gli amici, il gatto che mi rompe le palle passandomi fra i piedi e sempre quando porto qualcosa in equilibrio sulle braccia.

Questo il quadro.

Poteva il cenone di Natale mai andare bene?

No, infatti.

E’ stato orrendo.

Vorrei entrare nei dettagli per sfogarmi di più ma meglio non fare dei papiri qui.

L’atmofera era di scazzo generalizzato, io ce la mettevo tutta per essere un po’ allegra e risollevare un po’ la serata, ma non è servito a niente e anzi sono tornata a casa ancora più stanca e con una persistente stristezza addosso.

Ero l’unica a lavorare perché la serata funzionasse, ma non è  servito a niente. E si che mi sono impegnata al massimo anche per fare regali carini e che rendessero contenti chi li riceveva: a mia madre un libro di Herriot, Storie di Gatti (dato che adesso hanno un gatto – anche se antipatico), una calamita da frigo (bottiglia di latte parmalat – una di quelle calamite assolutamente realistiche che vendono dei negozi tipo C’Art, le avevo già regalato i ritoloni Regina, l’acqua Ferrarelle, la pasta Amato e l’insalata Bonduelle) e una minitrousse di trucco; a mio padre uno splendido libro di Gramellini e Fruttero, La Patria – Più o meno; a mio fratello la bellezza di 150 euro e a mia nonna una sciarpa nera con arabeschi violacei in chachemire e seta.

Ho ricevuto: da mia madre un libro di Camilleri, da mio padre niente, da mio fratello niente, da mia nonna € 50.

Veramente scoraggiante.

MAI più.

Che poi vogliono tacciarsi da grandi generosi volendoci a forza cedere la casa o la macchina. Idioti. Non abbiamo bisogno di questo. Stupidi idioti.

Questo oltre all’atmosfera di scazzo, nervosismo e disfacimento, si, disfacimento.

Bene (…), invece il pranzo del 25 a casa dei suoceri è a dato mille volte meglio di quel che pensassi, a parte le chiacchiere estenuanti di Suocero e l’insistenza di Suocera perché mangiassimo tutti tantissimo (tutti tranne lei ovviamente), la tavola era ben imbandita e le pietanze molto buone, oltretutto si sono dimostrati molto più gran signori dei miei quanto a generosità nei regali.

Ai miei hanno regalato un quadro, di dimensioni medio/grandi, dipinto da Suocera e veramente molto bello – dato che è un po’ “impressionista”, non si capisco bene ma dovrebbe essere un albero di magnolia in fiore. Veramente molto bello.

A me hanno regalato molti prodotti del set Dolcelisir de L’Erbolario (suggerimento di Consorte che chissà quanto gli è costato!), a Consorte hanno regalato 6 dvd di film di Verdone. A mio fratello niente (è troppo difficile con i regali). Ben gli sta.

La giornata è andata avanti con mio padre e Suocero che praticamente parlavano solo loro, ma ovviamente non dello stesso argomento. Mio padre ha l’attenzione monopolizzata da un suo amico che per un incidente ha perso la memoria e parla solo di questo, Suocero invece come al solito parla del suo passato di tutto quello che faceva lui in qualsiasi punto imprecisato della sua vita, decisamente prima di andare in pensione.

Noioso, ma per lo meno più simpatico dell’orrenda serata precedente.

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Ora dobbiamo romperci le palle con la macchina. Dobbiamo trovarne un’altra.

Non ho capito che ca§§o vogliono fare i miei, prima mi rompevano e strarompevano perché noi prendessimo la Matiz che ora guida mia madre, nel senso che volevano regalarmela. In quel momento avevo detto di no perché ce l’avevamo già una macchina, e oltretutto io non voglio regali così impegnativi.

Ora non si capisce cosa vogliono, se vogliono darcela o meno (naturalmente io LA PAGO, non esiste il regalo), mia madre continua a ripetermi “l’altra volta hai reagito così male“, me l’avrà ripetuto mille volte, la qual cosa non fa che irritarmi ancora di più, innanzitutto perché non mi ricordo di aver reagito così male, e poi perché se l’avrò fatto sarà stato perché evidentemente me le stavano abboffando alla grande in un momento in cui non avevo alcun bisogno di una macchina.

Dio mio, questa gente non ce la fa, non ce la fa proprio. Se osano irritarmi ancora giuro che quella cazzo di macchina me la compro io nuova per cazzi miei.

Poi capito anche uno dei motivi di scazzo di mia madre il 24 sera: è un po’ che mio fratello (che per ora vive con loro) mugugna che vuole comparsi casa in un paese vicino, mentre finora aveva detto che sarebbe rimasto nella casa attuale dei miei (che è immensa – anche da pulire s’intende). Non si capisce perché questa inversione di tendenza adesso, dato che quella casa gli torna comoda per tutto, lavoro, giro di amici, comodità varie. Dice che è ingestibile (in effetti, da solo… e poi LUI, un menefreghista nato), ma comunque ha sempre avuto una passione per quel paese dove adesso vorrebbe trasferirsi e poi vuole essere lasciato in pace (in effetti i miei non ti danno tregua quanto a richieste, pare che da soli non riescano a fare niente, ma come hanno fatto finché non ci siamo stati noi???).

Siccome i miei hanno voluto costruire quella casa e particolarmente grande e divisibile in tre appartamenti proprio perché noi ci vivessimo dentro, IGNORANDO COSTANTEMENTE LE NOSTRE AFFERMAZIONI CHE NON CI VOLEVAMO VIVERE LI COSI’ A QUELLE CONDIZIONI, adesso sono molto seccati, e mia madre va in giro a dire tutta piccata che adesso quella casa la vendono, si comprano un quattro locali solo per loro ecc ecc

TE L’AVEVO DETTO IO di non costruirla quella casa, di non romperti a farla immensa che io ho SEMPRE desiderato in appartamento a Milano e mio fratello…boh – che poi io finché sono stata li dentro la pulivo anche, stiravo, lavavo, gestivo i vari compiti insieme a mia madre e so benissimo quanto sia pensante da gestire anche solo in due – per non parlare del giardino poi, una cosa mostruosa. Certo, tutt’altra cosa sarebbe se, com’è giusto, si ingaggiasse una donna delle pulizie, ma entrambi i miei non le sopportano. Stupidi idioti.

Beh insomma, uno sfacelo. Ma mio dio se li avevo avvertiti. Da sempre. Da subito.

Pazzi.

E mo’ vediamo come ca… va con ‘sta tupida macchina.

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Peccato anche per gli amici che ti mettono nel dimenticatoio, un paio in particolare. Beh, amen. Vuol dire che tanto amici poi non lo erano.

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Odio queste feste. E’ il momento in cui la gente dà il peggio di sé. Soprattutto i parenti.

Non capisco proprio come ci possa essere gente a cui piaccia il Natale.

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Comunque, bando alle ciance e alla tristezza, ho fatto delle foto dei regalini che mi sono arrivati :)  Pochi ma carini, soprattutto da parte di Consorte, che è sempre la miglior persona che io abbia mai conosciuto:

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Era impossibile trovare i guanti che avevo richiesto qui della mia misura, ovvero 6. C’erano solo 7 e 8.

Cioè, io vorrei sapere quale razza di donna al mondo può avere queste misure di mano!!

Quindi abbiamo ripiegato su questi qui su (ok sono meno stylish ma mi vanno perfettamente) e sul mascara della Essence che ho provato ed è eccellente (fra l’altro costa pochissimo), il quale ha avuto il merito di farmi convertire a una marca di basso prezzo per il makeup.

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Meraviglioso portafogli di Accessorize:

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Set di timbrini Muji sempre da parte di Consorte:

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I prodotti Dolcelisir di L’Erbolario – hanno un profumo dolcissimo  *____*

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I libri


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Buone feste… se sono buone.


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Quelli intelligenti

Ci sono dei bambini che mi piacciono!

Alcuni mi sono simpatici.

Tipo quelli che hanno scritto queste cose qui:

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Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 3 comments.

E morirò con un falafel in mano

E anche rotolando, aggiungerei.

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Ho divorato quel falafel come se mi avesse fatto uno sgarbo personale.

Poi, a mo’ di barile in discesa, ho raggiunto casa.

Argh.


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 8 comments.

Zürich

Bene, dopo 4 giorni e mezzo passati in Svizzera con mucho gusto (alla fine me l’hanno concesso, un giorno di ferie, il 6 dicembre – risultato: prenotazione treni e albergo SEI ore prima della partenza, ma sembra abbia funzionato), posso affermare di aver capito alla perfezione le seguenti cose:

1) In Svizzera sono capaci di mangiare da male a molto male a prezzi abominevolmente alti;

2) Nonostante la vicinanza con l’Italia, il caffé non lo sanno proprio fare;

3) In Svizzera, “latte” significa “caffé”;

4) Girando in città verrai indefessamente colpito da goccioloni di acqua piovana e/o neve sciolta che cola da qualsiasi superficie più alta di te ed esattamente SU DI TE innumerevoli volte al giorno;

5) Piove a intermittenza, sia a livello spaziale che temporale. Magari è 20 minuti che sta piovendo, quando improvvisamente smette, ma solo per ricominciare fra qualche minuto, magari un po’ più in la di 5 metri, ma assolutamente in modo casuale e spiazzante;

6) Altro che puntualità svizzera. Il treno all’andata ha accumulato 25 minuti di ritardo, al ritorno senza nessun preavviso siamo stati costretti a scendere a Chiasso e prendere un altro treno per Milano, nonostante la prenotazione;

7) A -6° i teen ager stanno in maniche corte e le teen ager vanno in giro scosciate;

8.) La libreria Beer non ha niente a che fare con la birra;

9) Non sognarti di parlare italiano (men che mai parlar male dei prezzi nei negozi) perché lo capiscono e lo parlano pressoché tutti anche se sei nel cantone crucco e anche se il tuo interlocutore ha la faccia asiatica;

10) Il lunedì È TUTTO CHIUSO INDEROGABILMENTE. Anche i musei. Sopratutto i musei, cazzu cazzu, iu iu. Non credevo che i protestanti avessero un equivalente del sabato ebraico;

11) Non si sa perché, ma in Svizzera musei, atelier, gallerie e giardini tendono a essere chiusi da ottobre a marzo, se non giugno;

12) I bagni nei locali pubblici sono generalmente così composti: un lavandino, una tazza del water.
Basta.
Ho visto solo un bagno che aveva ben due lavandini e tre toilette, ma in genere il rapporto è 1:1.
È evidente che gli svizzeri non hanno molto bisogno di andare al bagno;

13) Se cambi 200 euro ti danno 248 franchi, se cambi 27 franchi ti danno 17 euro. E che cazzo;

14) Trovi tantissimo e apprezzabilissimo (e costosissimo) design rigorosamente AL DI FUORI del museo del design (Museum für Gestaltung);

15) I tanto reclamizzati mercatini di Natale di Zurigo… fanno proprio cagare. Piccolissimo (si, piccolissimO perché non è che ce ne siano tanti. Ce n’è uno  e basta. Dev’essere un plurale majestatis), con prezzi da rapina e assolutamente niente di speciale (a parte l’odore di raclette fuso che tira mazzate alla gente stecchendola sul colpo). Basta andare alla fiera dell’artigianato a Milano per trovare 7 volte tanto di prodotti e a prezzi molto inferiori. Per non contare poi tutti gli altri mercatini sparsi che abbiamo qui. Credetemi che quelli di Zurigo fanno ridere. NON andate a Zurigo solo per il mercatino di Natale ché senò poi volete suicidarvi. E poi non dite che non vi avevo avvisato (NB la città di per sé è bellissima eh. Parlo solo della tristezza del mercatino);

16) Dopo essere stato in Svizzera, la tua carta di credito non è più quella di una volta, sappilo. Qualcosa per lei è cambiato per sempre.
Oltre al saldo disponibile visibilmente improbabile, la lista delle tue movimentazioni non è visibile fino a una settimana dopo il tuo ritorno, così che nel frattempo non ti ritrovi con i conti di quello che hai speso e quello che ti rimane. La vita in fondo è dura, in Svizzera.

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E pur con tutto questo, Zurigo è bellissima.

Ho selezionato solo 10 foto delle 500 che ho fatto, purtroppo non potranno rendere tutta la bellezza (di notte soprattutto), ma giusto dare un’idea:

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In controtendenza… part two

Ok, no, non ho ancora finito con le cose che odio, che sembrano molte di più di quelle che amo.

Non mi sono mai soffermata a pensarci bene però. Altrimenti mi deprimerei.

Comunque. Non sopporto:

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I_Black Eyed Peas

DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA DETESTO LA LORO MUSICA
s’è capito??

Sia le canzoni scritte di loro pugno sia le canzoni che hanno osato deturpare facendone delle orribili, triviali, commerciali e vomitevoli cover.

Nun z pò vrèèèèèè!!!!!!!

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Le madri invasate

Le madri che sanno parlare solo e unicamente dei propri figli.

Non le reggo. Mi danno il voltastomaco (e poveri figli, mi immagino la vita pallosissima che dovranno vivere fintantoché saranno sotto il giogo genitoriale).

Tipo una mia ex collega.__L’ho chiamata uno di questi giorni per una questione di lavoro (la mia ex azienda e quella attuale hanno – ancora per poco – un piccolo “collegamento” lavorativo) e s’è quasi offesa perché la chiamavo per questo e non per chiederle come stava. Una volta chiestole come stava, è stata in grado di parlarmi solo e unicamente delle sue figlie per 20 minuti senza interrompersi (+ tutta la parte dopo in cui la interrompevo).

In effetti, anche quando lavoravo nella ex azienda, cercavo sempre di evitarla perché… o, francamente… DU’ MARONI… Cioè, A ME cosa dovrebbe fregarmene delle sue figlie? Se io frequento una persona è perché mi interessa DI LEI, e non mi aspetto che qualsiasi suo discorso sia incentrato sulla prole!

Poi ho conosciuto la sua figlia più grande, che lei tanto decanta. A 4 anni (ora ne ha quasi 7) era già non solo un semi-mostro, ma anche la bambina più pallosa, petulante e rompipalle che io avessi mai visto. Giuro che proprio mi prudevano le mani.

E lei li a parlarmi stra bene di ‘sta roba qui, come se non avessi già visto nella realtà com’è.

Durante la telefonata mi fa: “O, vedessi che voti mi porta a casa, CHE VOTI!!”

E che voti ti deve portare, FA LA PRIMA ELEMENTARE!!  CAPIRAI!!!!!!!!!!!!!!!

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Quelli che camminano in mezzo al marciapiede (‘sti scemi)

In Italia, per quanto mi ripugni dirlo, SI TIENE LA DESTRA.

E poi muovete un po’ quelle chiappe quando camminate!!!

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La neve

Fossi in vacanza per cavoli miei, in montagna, in una baita di legno profumato, con un camino acceso e scoppiettante e una tazzona di cioccolata bollente (con panna) in mano, la neve mi piacerebbe moltissimo.
Starei minuti interi (no, non ore…dai. Che palle. Minuti va più che bene) a guardarla cadere.
Rimarrei incantata al mattino quando al mio risveglio, troverei tutto immacolato.

Adoro il bianco.

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Ecco. Ora dimenticatevi tutto questo. Subito.

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Perché questo non succede MAI.
Perché la
gente LAVORA, altro che ciance, baite di montagna, sci, cioccolate ecc., la gente si alza al mattino e deve andare a lavorare.
E la gente vive e lavora in città. E in città la neve è una sonora rottura di maroni.
In città 5 cm di neve fanno sbarellare treni, pullman e tram. Così che tu, povero sfigato pendolare, devi calcolare la tua uscita di casa al mattino prevedendo che tutti i suddetti mezzi avranno almeno 15/20 minuti di ritardo, quindi se non vuoi arrivare tardi in ufficio devi uscire ancora prima del solito.
In inverno
Che è una morte.
Che è come alzarsi e uscire alle 3 di notte.
In città, quando nevica, c’è paciugo fangoso e gelato dappertutto, e ti ritrovi a indossare gli stivali da pioggia (con al piede 3 calzini minimo) per un mese – e conta che ce li avevi già addosso da novembre in quanto a novembre si sa, piove.
In città, quando nevica e devi prendere la macchina, uscire è un’angoscia.
(Peggio ancora quando la città non è in pianura.)
La macchina in situazioni di neve implica le catene o le gomme da neve, se non si vuole slittare via ogni 2 metri.
Ma nessuno calcola che tutti gli automobilisti (me compresa) sono totalmente incapaci di usare le catene, perciò non le montano. Quindi il traffico diventa un semplice tapis roulant di mezzi che pur andando a passo d’uomo, sculettano.
In buona sintesi la neve è una gran rottura di palle e basta. È fredda, è bagnata, si sporca subito ed è scomoda.
Siamo in Italia, possiamo farne a meno.
Italia sole mare spaghetti mandolino. Ci va bene così.

A proposito di neve, ecco com’era la situazione il 26/11/2010 a Milano, primo giorno di neve di quest’inverno:


Non si vede il nevischio che cade. Ma c’era eccome.

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He.

HE.

Questo (vedere vicino al bordo del marciapiede) diventerà un simpatico paciugo alto fino alla caviglia di fango, neve e foglie morte.

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Questo il 01/12/2010, tanto per cominciare il mese in bellezza:


Odio la neve.

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I bambini

Gna faccio proprio. Rari sono quelli che mi piacciono. I figli di Yanello, per esempio. E pochi altri.

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Andando a nuoto, ho esperienza quasi quotidiana di bambini.

Sciamano, urlano, dicono cose insensate, fanno cose imbarazzanti e sembrano incapaci di fare alcunché se non c’è la mammina dietro che gli sta appresso – il che produce l’orrendo fenomeno dei bambini di sesso maschile nello spogliatoio delle donne: infatti i bambini che “necessitano” di assistenza devono andare nello spogliatoio del sesso del genitore che “li assiste”.

Cioè, imparare a fare le cose senza la mamma e andare nello spogliatoio degli uomini no?!?!?
Che così io magari riesco ad asciugarmi e vestirmi senza cercare di farlo all’interno del mio accappatoio bagnato??

Hai dieci anni, sei quasi obeso, ora capisco perché, manco muovi le braccia per lavarti sotto la doccia, altro che spogliatoio delle donne, è il bagno de Il principe cerca moglie!

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Se poi dopo il nuoto tua nonna viene a prendere te e tua madre (anche qui ce ne sarebbe da dire! Perché la madre, che avrà quei suoi 40 anni suonati, necessita a sua volta della propria per farsi venire a prendere???) con in borsa un panino alla mortadella, ecco quasi svelato il mistero della tua inettitudine!

Cavoli, io da bambina, e andavo a nuoto e danza, di certo non avevo la mammina che mi lavava, asciugava e vestiva (mi avrebbe anche dato fastidio).

Forse sono solo i bambini di oggi che non mi piacciono, principalmente perché non hanno alcun tipo di educazione. Quelli con cui mi capita di avere a che fare non sanno far altro e di meglio che urlare, urlare sempre.

Perché, perché????

Come quel mostro di bambino sudamericano che ho per vicino di casa (oltre al fatto che a 3 anni sa dire solo papà – variante: apapà -, ciao, agua, cocacola, no e uaaaaaahhhhh!!!). Dio se gli tirerei uno sberlone. Vediamo se alla prossima urla ancora.

E se state per chiedermelo, no, io da bambina non urlavo, anzi, era già tanto se quasi proferivo parola, ma io ero una bambina molto atipica. In ogni caso almeno non davo fastidio a nessuno. I miei si accorgevano appena della mia esistenza (ma sempre troppo per i miei gusti).

Comunque anche mio fratello, da bambino molto vivace, non si sognava neanche di andare in giro a importunare la gente urlando e sciamandogli tra i piedi. A un solo cenno di mio padre si immobilizzava. Questa è educazione. Punto.

Ovviamente quando io avrò un figlio, sarà decisamente il più intelligente e beneducato che si sia mai visto – il che presuppone una maggiore educazione da parte mia rispetto al mio Consorte, che ahimé già di per sé non ha ricevuto una degna educazione (tanto che  Suocera adesso vuole che io gli dica di fare cose che avrebbe dovuto insegnargli lei, tipo non pasticciare con gli snack tutto il giorno ché poi a pranzo e cena non ha fame e fa i capricci e/o lascia quasi sempre mezzo piatto – del resto, così fa anche lei…non le ho visto mai anche solo fare lo sforzo di finire quello che ha nel piatto -, non mangiare biscotti poco prima di cena, non alzarsi da tavola finché il pasto non è finito, non lasciare sempre mezza tazza di the piena – questa non la capirò mai. Perché non lo beve tutto?? No, lui DEVE lasciarne metà -, spegnere le luci quando esce da una stanza in cui non deve tornare, non lasciare aperti e/o in giro i contenitori, non asciugare le superfici come piatto della doccia, lavandini, secchi ecc. con asciugamani e strofinacci bensì con le apposite spugne e panni Vileda, et al.
Cioè, IO, che non sono la madre, devo insegnare a lui, un uomo di 30 anni, le cose più basilari dell’educazione. Ma vaccagare va, mo’ te lo tieni così! E anzi se quando andiamo a cena a casa tua lui si comporta così e tu ci rimani male, quasi quasi ne gioisco)
, per quanto lui stesso abbia quasi totalmente rimediato da sé a queste lacune essendo molto intelligente, sensato e di buon carattere (adesso a casa nostra spegne sempre le luci). Ma ben pochi bambini hanno queste eccellenti virtù.

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I mammoni

Cosa che si ricollega strettamente al punto di cui sopra.
Attenzione, che i mammoni non sono solo uomini. Sempre di più anche donne.

L’attaccamento alla madre è una cosa che mi ha sempre disgustata. È come scegliere senza riflettere di essere menomati del proprio spirito d’indipendenza.
Non ho altro da dire.

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I cani

Lo avevo già detto?

Vabé, lo ripeto. Non mi piacciono i cani.

Questo qui per esempio, e i suoi padroni.

Ero ai Giardini Bompiani e stavo leggendo tranquillamente seduta su una panchina in un soleggiato vialetto, quando ‘sti due stupidi, madre e figlio, hanno l’ancor più stupida idea di mettersi a far giocare il cane nel vialetto, facendolo impazzire  con inopinati lanci di frisbee.

Ora

Odio tutto questo perché:

1) il cane era già isterico anche senza doversi svenare a prendere il frisbee, tanto che già quando era arrivato al parchetto non faceva altro che abbaiare e ringhiare come se ce l’avesse con la sua stessa padrona (e come dargli torto);

2) abbaiava talmente forte che interrompeva la malinconica quiete autunnale del parco, che conciliava benissimo invece la lettura e la riflessione. E poi insomma, rompeva proprio le palle;

3) grazie ai lanci di quei due cretini, mi veniva troppo vicino. Con quelle zampette fangose. AHO’. STAI ALLA LARGA DAL MIO CAPPOTTINO CARRERA. Altrimenti te ne pentirai per sempre, sacco di pulci;

4) era una violenza del tutto gratuita verso il cane stesso, che come dicevo, pareva già abbastanza stressato senza avere l’ulteriore frustrazione di non riuscire a riportare il frisbee (finché sono stata li io, non ci è mai riuscito) e senza fargli venire un embolo con inutili corse forsennate;

5) era una rottura di palle del tutto evitabile in quanto nel parchetto ci sono delle belle e grosse aree riservate ai cani. Quindi perché scassare i maroni alla gente che vuole godersi la quiete del parco facendo giocare un cane isterico nel vialetto?? C’è la sua area, ha anche l’erba, perché devi molestare gli altri?? Quei due, madre e figlio, li avrei presi a scudisciate. Invece me ne sono dovuta andare. Vedi te le ingiustizie della vita.

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La gente che rifugge l’acqua

Sono sei mesi che ho ripreso a usare i mezzi (li ho usati per 5 anni andando all’università, poi ho trovato subito lavoro, vicino casa, quindi andavo in bici o in macchina) e quel che posso dire è con assoluta certezza è:

O gente che affolla i mezzi!

Lavatevi!!

LAVATEVI!!

LA-VA-TE-VI !!!!!!!!!!!!

Possibilmente anche i denti, non solo il corpo! Massa di sudicioni!!!!!!!!!!!

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Il fumo

Non che sia contraria in toto al fumo, che comunque è una pessima abitudine e ha tutti gli svantaggi di questo mondo, in primis l’essere costosa.

È che se uno fuma, deve darsi anche un certo tono, e soprattutto avere una costante e splendida igiene bucco-dentale.

Altrimenti CHE SCHIFO.

Oppure potreste essere costui: non incapperete mai nel giudizio negativo di nessuno!

Che figo. Peccato sia invecchiato così tanto.

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I lavori che t’inculano (ovvero quasi tutti)

Quelli che quando ti assumono “ah guarda [che poi come siamo passati dal lei al tu??] qui siamo una famiglia, non come le agrandi aziende dove uno è solo un numero, qui noi valorizziamo, qui noi ci concentriamo su ogni persona”, e io dovevo già all’epoca fidarmi poco, perché già malsopporto la mia, di famiglia, figuriamoci acquisirne un’altra!

Bene, ecco uno splendido dialogo con la mia collega, che molto volenterosamente è andata a interrogare il capo per assicurarsi che avremmo fatto il ponte di S. Ambrogio (che è il 7 dicembre per chi non fosse di Milano – vera benedizione per i milanesi, dato che l’Immacolata cade l’8 e generalmente si fa uno splendido ponte che gli altri non fanno).

(il dialogo è via MSN perché la mia collega è al 3° piano della ditta, io sto al piano terra)

Collega says:
__vuoi ridere?
S says:
__orpo
S says:

__sentiamo
Collega says:
__ho chiesto per ponte…
Collega says:
__con aria grave mi rispose
Collega says:
__“penso di proprio di no.
dobbiamo vedere che scadenze abbiamo
S says:
__????????????????????
Collega says:
__è un mito!
conclusione:  ne parliamo lunedì
S says:
__“un mito” stocazzo!!
S says:

__PERCHE’ fa così???
Collega says:
__comunque questa è Capo’s standard procedure
Collega says:
__oggi ha i c… in gondola
S says:
__ma figa cosa gli cambia un giorno!? È solo UN giorno!
Collega says:
__guarda è come un bambino.
se l’idea parte da lui ok. se sono altri che lo propongono nicchia
S says:
__cheppalle o
Collega says:
__you are right
S says:
__ma seriamente, com’è che fate da tutti questi anni ad andare in ferie?
S says:

__(e non parlare come Minchietta Cinese ti prego)
Collega says:
__sinceramente non lo so.
nel senso che la cosa va presa sempre molto con le pinze!
S says:
__e ho capito con le pinze, ma se uno magari deve prenotare qualcosa…!
Collega says:
__incrocia le dita e prenota
S says:
__non è giusto
Collega says:
__nel senso che inizi almeno un mese prima a ventilargli il fatto
Collega says:
__e poi ho prenotato!
Collega says:
__questo è solo il ponte.
pensa alle vacanze di natale… lì ci sarà vertenza sindacale
S says:
__io penso che non le farò neanche
Collega says:
__dai su non essere critica
S says:
__anche se LUI va in vacanza, perché ho sentito che ne parlava con Altro Boss
Collega says:
__dove???
S says:
__non lo so ed è meglio che non lo sappia
S says:

__so solo che lo diceva, e mi sono girate
S says:

__perché qua è facile mettere le delivery il 20 o il 30 dicembre e poi andarsene in vacanza
Collega says:
__adesso hai capito perchè noi donne siamo delle brave falsarie
S says:
__?
Collega says:
__con le firme intendo
S says:
__?? non è di consolazione
Collega says:
__adesso perchè sei ancora nuova.
ma poi giuro che il lato comico lo trovi. io da anni dico che in AziendaSedicente non c’è il totogoal ma il totoferie
S says:
__comunque… sinceramente… non va bene. tutti i discorsi “ah siamo una grande famiglia, la famiglia di qua, la famiglia di la, qui ognuno non è un numero e basta ma una persona, noi stiamo attenti alla PERSONA”
S says:

__giusto. sta attento a come INCULARE MEGLIO ogni singola persona
S says:
__detto col cuore in mano, spesso è meglio essere un numero e avere un basso profilo
S says:

__ora proprio perché sono nuova non posso neanche permettermi di dire né ma né be sulla questione ferie, fra l’altro
S says:

__ma in ogni caso NON E’ GIUSTO
Collega says:
__dunque.
per le ferie hai ragione
Collega says:
__per le ferie hai ragione
Collega says:
__Capo non mi ha fatto nessun problema.
e secondo me questo ha una certa valenza
S says:
__scusami, ma questo è il minimo. Anche perché se non sei in ufficio, quelle ore mica te le pagano. I lavoratori hanno dei diritti, c’è gente che c’è andata di mezzo per le proteste su questo fronte
S says:

__poi dici “beh ma me le ha concesse col sorriso sulle labbra”
S says:

__ok, e allora?  anche senza sorriso mi cambiava poco e niente
S says:

__anche io non ho mai avuto un problema sotto questo aspetto in aziende più grandi
Collega says:
__comunque questo è AziendaSedicente World.
ti puoi incazzare ma la cosa non la cambia
Collega says:
__comunque per il ponte va già di lusso se sappiamo qualcosa lun o mar
Collega says:

__più probabile che sapremo qualcosa giove se non ven
Collega says:

__per quanto riguarda Natale di solito AziendaSedicente ci regala mezza gg alla vigilia
Collega says:

__tra l’altro quest’anno cade di ven… che sfiga.
anche qui lo sapremo solo vivendo
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No dico. Senza parole.

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Tatuaggi e piercing

Sui piercing posso fare delle concessioni, a patto che gli stessi non siano appariscenti, dozzinali e in punti improbabili come nel mezzo della guancia o sul labbro superiore (ehi voi, si dico a voi che avete il piercing sul labbro superiore: sembra che vi sia sceso un cappero dal naso. Dai!!!! Toglietelo subito!!)

Invece i tatuaggi proprio mi fanno schifo. Soprattutto sulle donne, che secondo i miei personali canoni di bellezza, devono avere una pelle intonsa e nivea – si, la penso come Mishima, con tutto il suo simbolismo sul colore bianco e le femminilità (sarà un caso ma i fiori bianchi sono i miei preferiti in assoluto): il bianco, la neve, la purezza, i fiori di ciliegio, la pelle femminile.

I tatuaggi sono macchie di inchiostro che irrimediabilmente col tempo diventeranno ancora più brutti di come sono già.

E poi che siete, yakuza?

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Le lampade e le abbronzature artificiali

Come direbbe Fiorello quando imita Carla Bruni, “che volgare, che volgare!”

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EDIT del 02/12/2010 – Ore 12.00

Aaaahhhhh, dimenticavo!
Una delle cose che mi fa andare più in bestia di tutte, di più persino dei bambini!!

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Quelli che fanno gli schizzinosi con il cibo

Dio mio quanto mi irritano queste persone, forse al di sopra di ogni altra cosa!

E pensare che io sono vegetariana!!
Nel senso, nonostante il mio vegetarianesimo, mi hanno sempre detto tutti (e a ragione) che sono di bocca buona.

Questo perché in qualsiasi caso assaggio tutto, tutto, TUTTO.
E poche sono le cose che poi non mi piacciono, veramente poche.

C’è gente che si è accorta del mio vegetarianesimo dopo mesi, a volte anni.

Anche perché se sei vegetariano non necessariamente devi essere anche un bacchettone rompipalle (e soprattutto: spesso puoi essere una discreta voragine alimentare, tipo la sottoscritta); io sono tranquilla e se per caso sono invitata a pranzo mi premuro sempre di far presente questa cosa, in modo da non creare poi imbarazzo agli ospiti proprio in un momento di amabile convivialità come un pranzo e spesso suggerisco io ricette vegetariane o propongo di portare un piatto io, come una torta salata, un secondo o un dolce – e gli ospiti hanno sempre apprezzato molto, finora.

(Non voglio dire – ma lo dico lo stesso – che una volta, una ragazza mi ha anche detto con una punta di invidia “…alla fine te mangi sempre le cose più buone!”. Ma la carne è troppo saporita perché altri possano dirmi la stessa cosa.)

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Ma tornando a noi, ovvero alle fighe di legno (uomini e donne) che fanno i precisini col cibo, quando ne incontro potrei dar sfogo ai miei istinti più nazisti e trarne notevole soddisfazione.
Mi hanno spesso detto che in quei momenti mi illumino: si, mi illumino di una luce assassina.

Quando c’è un nuovo piatto, io mi ci butto con entusiasmo indipendentemente dal suo aspetto o dal suo odore, dal fatto che sia caldo, freddo o tiepido, liquido o solido, e di qualsivoglia colore.

NON cincischio mai con la forchetta nel piatto quando mi portano una pietanza nuova;

NON guardo mai un piatto con aria schifata;

NON annuso la pietanza per vedere se per caso emana effluvi che alle “sofisticate” narici potrebbero sembrare repellenti;

NON ravano nel cibo sollevandone pezzetti per un attento esame visivo con aria snob;

e anche se, dopo aver assaggiato, una pietanza non mi piace, mi faccio un punto d’onore di vuotare il piatto comunque (oddio, se ci fosse m… non ne mangerei, ovviamente, ma dubito che capiterà! Siamo forse in un film di Pasolini??)

Ché qua non siamo barbari. La persona che ha cucinato quel piatto s’è comunque impegnata. Poi magari non le è riuscito bene o semplicemente non incontra il mio gusto, ma non fa niente. Mi impegno e lo mangio.

Inoltre ODIO che il cibo venga sprecato. Lo spreco di cibo è una cosa orrenda e immorale che aborro totalmente.

Pertanto non appena vedo una persona che pastrugna nel piatto con aria schifata, DIVENTO UNA BELVA.

Tipo incredibile Hulk.
(ma non verde… meglio bluette)


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