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Mensis horribilis

Ottobre.

Un mese di cui non ho ancora capito se ho risparmiato qualche soldo del mio stipendio o meno.

È stato veramente dispendiosissimo.

Il dentista, due volte (cura di una piccola carie e pulizia dei denti).


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Bite (quando sono nervosa o sotto sforzo, digrigno i denti. E di notte, anche. Devo usarlo in quelle occasioni. Beh, meglio questo che distruggersi le dita mangiando le unghie), del costo, ve lo voglio dire, di € 550,00. Non è ancora pronto ma con l’ortodontista sarà battaglia sul prezzo. 550 non esistono. 500, neanche 550 ma “solo” 500, è il mio affitto di un mese. Dai non scherziamo coi numeri.


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Visita dalla senologa.


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Cosmetici.

E CHE cosmetici.
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AMO John Frieda. Niente si prende cura meglio dei capelli.

Generalmente uso il balsamo Sheer Blonde standard, ma l’altro giorno da Sephora ho trovato la gradita novità di cui sopra.

Sono bionda ma se posso esserlo ancora di più, meglio (non parlatemi di schiarimenti dal parrucchiere ché vi uccido tutti. Odio le tinte artificiali, le meches, i colpi di sole, i colpi alle palle, ecc.)

Per ora ho fatto solo due lavaggi e non mi pare di essere più bionda, ma il duo shampoo+balsamo funziona DA DIO.

Sublime John Frieda come sempre.

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Il mio secondo acquisto da Eyeko (http://www.eyeko.com/).

Era tanto che bramavo questa crema, che sembra scura ma in realtà spalmata per benino è a malapena colorata.

I prezzi di Eyeko sono davvero accessibili e i prodotti buoni e coloratissimi (anche il package fa il monaco), però siccome spediscono dall’Inghilterra, aspettavo di essere incentivata…
…e giusto pochi giorni fa mi è arrivato un coupon di sconto! Potevo forse lasciarmi sfuggire l’occasione??

E così eccola qui. De-li-zio-sa.
Sul sito, nella pagina di questo prodotto, c’è anche un tutorial video su come usarla.
Solo vedere come la ragazza del video se la mette (con un pennello. Oggi lo prendo. Yep.) vien voglia di comprarla.

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Altro must Eyeko, la shopper bag. Carinissima >.< e poi io adoro le shopper!!

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Per la conformazione dei miei occhi, raramente riesco ad usare l’eyeliner, è troppo liquido e mi sporca la palpebra indipendentemente da come lo applico. Questa invece è un eyepen, più scorrevole di una matita ma decisamente più “secco” di un eyeliner.
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Magari gli acquisti fossero finiti qui.

Non dimentichiamoci il mascara Shu Uemura di qualche giorno fa. Sigh.


Io sono shopaholic, non c’è altra aspiegazione.


Non ci crederete ma spendo di più in libri che in cosmetici.

Solo a ottobre ho preso questi (alcuni dei quali già letti in passato via biblioteca, prestiti di amici ecc):
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(questo preso più per simpatia che altro)

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(si mi piace tantissimo Bryson, si capisce? ^_^ )

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La conclusione di tutto questo è:   chi è che mi lega le mani, così evito di spendere ancora???  Grazie!!


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Preoccupazioni

S e Collega alla cassa del ristorante dopo il pranzo.

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S: [alla cassiera] allora, io pago… zaru soba, zuppa di miso, gelato al riso e acqua naturale

Collega: ?????? un momento, non hai preso niente da bere oggi!

S: come no, l’acqua

Collega: no, intendo bere BERE

S: aaah, si è vero, in effetti una birretta la prendo sempre… ma oggi non mi andava

Collega: [faccia perplessa]

S: non so come mai, boh… oggi non sono tanto per…

Collega: [faccia ancora più perplessa]

S: …ahem…

Collega: dai non ci posso credere!!!

S: e vabé, che ci devo fare, non mi andava…

Collega: [faccia preoccupata]
________[cioè, neanche più perplessa. PREOCCUPATA.]

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Ok. Mi rendo conto che ormai la gente non riesce a farsi un’immagine di me che non comprenda un qualche tipo di alcolico.

Mi devo preoccupare?

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(Naaaa.)


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Shu Uemura

Il mio ultimo capriccio. Ultimate Expression Mascara.

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Nonostante abbia ricevuto giudizi sia poisitivi che negativi (a quanto apprendo dal sito ufficiale), io sono andata a provarmelo oggi alla Rinascente (che caldo infernale li dentro… e che commessi pallosi) e l’ho trovato divino.

L’ho applicato proprio di corsa , con una gamba fuori e una dentro al negozio, ma ha già fatto un eccellente lavoro.

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Dopo averlo messo mi pareva di avere gli occhi accesi, e notare che l’ho messo in fretta e furia, non avevo messo la matita, né avevo con me purtroppo il mio spazzolino per pettinare le ciglia (pettinate vengono molto meglio), perciò il risultato può anche venire ulteriormente perfezionato! Io già lo amo così.

Costoso, ma comprato! ^_^

(Non credo che lo comprerò ancora. Buono, ma troppo costoso. Finito questo tornerò a Lancôme, anche se Julia Roberts come testimonial mi sta proprio sulle balle.)

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Oh, Shū…


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In controtendenza

Orbene, penso abbiate ormai capito che la S è una ragazza alla moda
scherzo, non è che io viva nell’epoca Taishō, però mi piace avere un aspetto piacevole e curato.

Certamente potrei anche fare di più, ma quando ti svegli alle 6.50 del mattino dopo aver dormito 5 ore, ogni buona intenzione va a farsi friggere, sappiatelo.

E comunque naturalmente non esco mai di casa se non ho un aspetto più che perfetto, anche se il look è natural.

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PERÒ – figuratevi se non c’era un però – ci sono alcune cose, cose modaiole, che proprio non sopporto. Non riesco a farmene una ragione. Non ce la faccio.

Quindi ho deciso di vantarmene.

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Stimo che questo post disturberà molto soprattutto la parte Facebook, ma in fondo il mio blog serve anche a sfogarmi e scrivere a ruota libera no?

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Cominciamo la carrellata:

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Nail art

O, non ce n’è. È la prima cosa che detesto. Odio le unghie colorate, laccate, decorate e persino lunghe. Le vedo come un costante pugno nell’occhio. Quel blu metallizzato o viola prugna sulle unghie (il rosso peggio che mai)… ma perfavore. Che pare che vi sia caduta un’incudine sulla mano.

Gente che spende fior soldi e tempo a farsi decorare le UNGHIE. Non so se capiamo bene che si tratta SOLO DI UNGHIE. Basta. Cioè. Una volta che curate le mani (con la crema, niente di particolare) e non vi accanite sulle pellicine (che schifo chi lo fa… si autofagocita. Bleah.), vi basterà tagliare le unghie in modo bello arrotondato e tenerle pulite.

Se le unghie sono fragili (non un mio problema, comunque) mettete lo smalto rinforzante (trasparente o al massimo color carne pallido, in modo che sia uniforme con la mano).

Il mio insegnante di piano inorridiva se per caso avevo un spicchietto microscopico di unghia (e veramente anche a me fa venire la pelle d’oca quando l’unghia gratta anche solo lievemente sul tasto) e derideva apertamente le ragazze con lo smalto appariscente, immagino che la sua influenza sia stata molto importante. Ciò non toglie comunque che le unghie colorate, appariscenti e lunghe non mi piacciono e anzi mi danno fastidio e anzi le trovo quasi repellenti.

Mi infastidisce ancora di più il fatto che per avere quel fior fiore di unghia praticamente finta, vuol dire che le donne in questione non fanno o non fanno abbastanza bene le pulizie di casa, demandandole ad altri.

E questo già mi sta sul culo, dato che a me invece sono sempre toccate e da anni innumerevoli.

Che poi per avere delle belle mani curate, non c’è alcun bisogno di farsi delle patacche.

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Pellicce

Non intendo fare un discorso ecologista. Non mi piacciono neanche le pellicce finte. Non mi piace il pelo e basta.

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Ready-to-wear

Cos’è ‘sta orrenda mania degli inglesi di accaparrarsi il linguaggio della moda??? E dite prêt-à-porter, ignoranti! Ché l’inglese va bene per il linguaggio informatico. Lasciate perdere la moda. Non sentite quanto suona male ready-to-wear rispetto a prêt-à-porter??

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Korean food

Non mi piace. Non mi piace. NON MI PIACE.

Sa tutto uguale. Frittognolo e piccante come potrebbe esserlo la benzina.

E sembra che sia il nuovo trend della cucina esotica.

Mio dio.

Sento già che stiamo passando da una quasi felice parentesi Japanese kaiten sushi bar all-you-can-eat (che poi erano tutti cinesi convertitisi in giapponesi) ad un raccapricciante fake coreano.

Dico “quasi felice” perché nonostante fossero cinesi e nonostante adesso si faccia addirittura fatica a trovare un ristorante cinese (quanto piangerò la scomparsa di Mister Liuperché ci hai abbandonati, dà shī ?), anche se palesemente fake la cucina giapponese mi piace. Molto.

Mo’ si comincia a parlare di Korean sushi. Pura follia. Come parlare di sushi svizzero.

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Jeans skinny e a sigaretta

Se avete la taglia 36, per gli skinny siete a posto. E non solo per quelli.

Se già avete dalla 38 in su, lasciate perdere. Davvero. Siete magrissime ma non lo sembrerete.

Per quanto riguarda invece i jeans e tutti i pantaloni a sigaretta, semplicemente, sono sgraziati. Fa niente se avete un bel culo, pure io ce l’ho (modestamente) ma i pantaloni a sigaretta mi fanno sembrare una damigiana.

Perché il corpo è tutta una questione di proporzioni. Se la parte di sotto è stretta, inevitabilmente quella di sopra sembra larga. È scienza.

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Ugg’s

Abbreviazione di ugliest, forse.

Mai visto uno stivale più inchiavabile di questo.

(Pare che la moda si stia pian piano affievolendo. Attendo impaziente la fine di questa ignominia. Ché sembra che siate tornati a piedi dalla campagna di Russia, come Totò. Dai. Su. Un po’ di buon gusto nella vita non fa mai male, siamo italiani no?)

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Cani

E lo so, alcuni sono adorabili. Le capisco, razionalmente.

Ma a me, come dice Lucarie’, c’aggia fa nun m piac. Hanno questa affettività così invadente… non per me. Troppo invadente, troppo socievole, troppo affettuoso (a tratti anche troppo imbarazzante, con quella mania di molti di leccarsi i genitali o di trombarsi le gambe – di mobili e umani).

Io amo i gatti (e loro amano me. Tranne il gatto dei miei. Ma quello non ama nessuno.)

Io i cani li vedo alla Bryson.

Bill for President.

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Mocassini

Siete indiani d’America? No, ditemelo, lo siete?

No??

E allora!! Via quegli obbrobri!!!!

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Il calzino bianco/chiaro

Uomini.

Siete vestiti con un completo di lino bianco, avete un cuba libre in mano e un panama in testa?

Siete Michael Jackson?

No??

E alloraaa!!!!!! VIA SUBITO QUEI CALZINI!!

Il calzino da uomo è al ginocchio e blu scurissimo, massimo concepibile nero. Punto.

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Mojito

Qui sono io ad avere un problemone, lo ammetto. Io ODIO la menta.
LA.
ODIO.

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Facebook

Dio quanto lo odio. La fiera della vanità.

Io non mi sono mai iscritta su Faccialibro. Fin da subito mi sapeva di marcio.

La prima frase (sentita praticamente non appena ho scoperto che FB esisteva) “daaai, ce l’hanno tutti!” è stata decisiva.

Tutti ce l’hanno??

La mia prima reazione è un buon vecchio e sano e chi se ne frega.

E poi: io chi sono, tutti?? MA NON SCHERZIAMO! Io sono diversa. Io sono sempre stata diversa. Io voglio sempre essere diversa da “tutti”.
Se lo fanno tutti è volgare. Ho in mente questo sillogismo e non c’è modo di sradicarlo dal mio cervello.
Ok, allora sono snob.
Perfetto!

Inoltre, mi raccapriccia l’idea di essere rintracciata
da chiunque
dagli ex compagni
dagli ex colleghi
dagli ex e basta
da tutti.

Basta digitare un nome su Google e trovi quella persona “grazie” al suo profilo FB. Certo non puoi entrare nel dettaglio ma vedere la sua foto, i suoi intreressi e i suoi ultimi amici si.

E già questo mi sembra orribile. Trovata con Google. Che schifo. Uno se vuole ritrovarmi deve versare lacrime e sangue, altro che Google. Non esiste.

‘Ndo culu a Google!, direbbe Cetto La Qualunque.

Mi fa orrore anche l’idea che i cavoli miei siano ben visibili agli altri. Anche ai miei amici. Ché se a loro interessa qualcosa di me, le cose me le chiedono, o gliele dico io spontaneamente. E basta.

Non ci tengo a mostrare né foto di me, né quali siano i miei amici (reali o presunti).

Se voglio sapere come sta uno, gli telefono, mal che mi vada mando mail o sms, se mi va proprio malissimo uso MSN, ma è veramente triste che se sei amico di qualcuno ti riduci a spulciargli le foto senza neanche chiamarlo e fare una chiacchierata davanti a uno strawberry margarita (frozen)
(ok per gli uomini mojito).

E in ultimo, nella maggior parte dei casi (ho detto nella maggior parte, non tutti ovviamente) FB ammazza i rapporti personali trasportandoli in una dimensione meramente virtuale. Comoda, si, ma astratta.

Si, so’ tutti fighi su Faccialibro. Certo. Poi vallo a vedere di persona. Sarà un cesso. Garantito al limone.

E comunque ho perso il conto delle volte che sentivo due persone incontrarsi, salutarsi brevemente e dirsi “o dai, ci becchiamo su fèisbuc!” (ci BECCHIAMO?? Che so’ tornati di moda i paninari???), ed entrare a fare colazione in due bar diversi.

Ma figa, parlagli in quel momento no?? Non potete fare colazione insieme al bar e scambiare quattro chiacchiere??? Ma stiamo impazzendo????

No, su FB sono categorica. Mi fa cagare.

Capisco che crei dipendenza, è così facile avere “amici” su FB quando magari nella vita ti cagano si e no 3 persone, e rimorchiare qualcuno, mostrare solo il meglio di sé, le foto più belle, le frasi più accattivanti… come no.
Come se fosse vero.

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I-Phone, I-Pad, I-Everything (beh tranne l’I-Pod, quello è utile)

Non c’è veramente niente di meglio da fare che ammazzare il tempo con un surrgato evoluto del tamagotchi incrociato con un cellulare incrociato con una fotocamera?

Io sinceramente si, ho di meglio.

Che poi non ho ancora capito come si abbia il tempo di starci dietro. In ufficio si lavora, e quindi non si sta (giustamente) attaccati all’I-Phone. A casa si tromba (hopefully). Sui mezzi da casa a lavoro si legge (libri. Carta stampata. Si. Leggete, leggete, leggete!)

Quindi? Quando ci sarebbe tempo per l’I-Phone?

Il telefono serve a telefonare, come dice la parola.
Massimo consentito sono solo gli sms, e per messaggi tipo
Ci vediamo in Piazza Vetra fra mezz’ora. Porta i soldi. Voglio almeno due piña colada
o
Ué ciccio, auguri!“.

Per le foto il minimo che uso è la Lumix DMC-FX100, altro che cellulare, e si, me la porto sempre in giro. Non pesa molto. E le donne hanno sempre una borsa (io ne ho una settantina, di borse. E mi sembrano anche poche, ma si sa, io voglio essere morigerata.)

Per il resto non ho tempo, né voglia. Non saprei che farmene di tutte queste app (che nomignolo del ca§§o).

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Cinture con fibbione

Stile gradiatore coatto dei poveri. Si, andranno anche di moda e saranno pure di marca, ma sono veramente un oltraggio alla finezza.

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Luk tetesko

ASSOLUTAMENTE E TOTALMENTE VIETATO PENA IL CALO IMMEDIATO DELL’ORMONE FEMMINILE ATTORNO A VOI (e poi non chiedetevi perché non ciulate):

I BERMUDA

IL SANDALO TEDESCO. Inchiavabile.

IL PEGGIO DEL PEGGIO. Il sandalo col calzino. Bianco. Aaaarrrrghhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Fantasie animalesche

Non è quello che pensate voi, zozzoni.

Intendo dire capi di abbigliamento, scarpe, accessori, cover di cellulare, tutto, qualsiasi cosa abbia un pattern leopardato, zebrato, pitonato, pezzato ecc.

Che roba orribile e senza classe.

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Fantasy

O. A me m’ha veramente rotto le palle tutta ‘sta cosa della fantasy. E cambiate un po’ cavoli. Penso che pure Tolkien ne avesse i maroni strapienissimi. Harry Potter del menga. Per non parlare dell’orrenda saga di Twilight. Mai vista una cosa più inutile. Proprio inutile. Ci sono modi più piacevoli di perdere il tempo inutilmente.

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Junk literature

Io personalmente non riesco a leggere oltre la riga 3 di qualsiasi romanzo di Ken Follett. O di Stephen King. O di Sophie Kinsella (si sono modaiola ma ho un’avversione per questa tizia. Solo Candace Bushnell può dettar legge nei libri e negli articoli.)

Insomma, i libri delle grandi catene. E anche quelli di fantasy.

Carta da macero.

Leggete Ossi di Seppia e lasciate perdere quelle cagate. O fate le parole crociate. Vi si apre un mondo.

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Ok, che dite, ce ne sono un po’ di cosette rispetto a cui vado in controtendenza?

Mi sorprendo anche ad essere piuttosto condiscendente su altre cose sgradevoli come il fumo (non voglio fare la santa, fumavo anche io quando ero una ragazzina. Poi basta. Fa davvero abbastanza schifo) o i ragazzetti con i pantaloni “scesi” e la mutanda al vento. Milano non sarebbe divertente senza questo tipo di fauna. Ché una volta a un ragazzino in metropolitana il pantalone è sceso un po’ troppo. Tanto da lasciarlo in mutande. Dio che risate.

E poi dai, bisogna essere un po’ tolleranti con i giovani. Gli ho già stroncato l’Àifon e Fèisbuc.


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Le Peppate (1)

Oggi arrivo in ufficio, faccio per aprire una lettera tagliando la busta sul lato e… non riesco!

Ok, io uso la sinistra e le forbici si possono usare solo con la destra quindi sono un attimo impedita, ciononostante qui c’è qualcosa che decisamente non va. Qualcosa che esula dalla mia imbranataggine con la lateralità.

C’è del marcio in Danimarca.

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Vediamo se voi notate subito il particolare che non va.


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Niente?

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Ingrandiamo.


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EH SI.

Avete visto bene. Uno dei due lati delle forbici è montato al contrario!!!!!

Certo che non riuscivo a usarle, ma porca miseria!!

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M’è scappato subito da ridere. Questa è una di quelle che qui in ufficio chiamiamo “le peppate”.

Il signor Peppo è il tizio che viene a fare le pulizie.

Ogni tanto ha qualche genialata e il giorno dopo c’è qualcuno che regolarmente ne accusa le conseguenze.

Comunque finora sono sempre state cose abbastanza innocue e direi persino esilaranti, e spero che si mantengano a questo livello.

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Insomma, ieri sera il buon Peppo, per ragioni a noi intelligibili, ha smontato le mie forbici, ha fatto quello che doveva fare e poi le ha rimontate. Al contrario.

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In più ha anche devastato il perno (con cosa l’ha svitato? Un martello pneumatico??), rendendolo molto molto fragile.


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Difatti, quando poi l’ho svitato, ho rimontato le forbici nel verso giusto e le ho usate, si è rotto immediatamente.

Eh bien, adieu ciseaux.

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Comunque, se avessi saputo che praticamente le Peppate sono una costante, le avrei fotografate, invece ahimé ne ho perse molte. Solo oggi ho capito che le Peppate accadranno sempre, qui dentro.

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Tanto per capirci, eccone un’altra:


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Come dire… serviva forse uno zerbino antiscivolo?

E che ce vo’, un bel pezzo di moquette incollata al parquet con lo scotch da pacchi.

Geniale!

Non vedo l’ora di vedere la prossima.

(comunque le forbici nuove adesso le nascondo)


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mi domando e dico (4)

Nonostante io abbia ormai un lavoro a tempo indeterminato (e mi rendo conto della fortuna che ho), e in definitiva comunque dalla laurea fino ad oggi anche stata sempre occupata tranne una breve parentesi disoccupatoria di due mesi, continuo a ricevere degli annunci di offerte di lavoro.

(notare la costruzione della frase che pare tradotta da una versione di latino, prima tutte le subordinate e poi la principale. Oddio, che poi anche il giapponese spesso è così. Maròòòòòòò!!!!! Parallelismo nippo-latino!)

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È perché non ho disattivato i job agent dei vari siti di ricerca di lavoro a cui sono iscritta. Non si sa mai nella vita. Io continuo a ricevere mail con offerte, se fanno tutte schifo cancello la mail, altrimenti la archivio e quando saranno tempi di vacche magre si vedrà.

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Comunque. Oggi apro una di queste mail e spulcio gli annunci.

Mi sono imbattuta in questo (cliccate per ingrandire):

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No, dico.

Avete letto bene??

Ma ci rendiamo conto di come sta andando il mercato del lavoro??? E si che siamo nel “grande nord”, caspita, qui si che siamo efficienti e non freghiamo la gente!

CERTO!

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È veramente triste che a una ipotetica persona che

è diplomata in ambito tecnico o economico;

ha almeno due anni di esperienza nel settore;

deve saper svolgere in piena autonomia, così di primo acchitto:
__– inserimento ordini
__– bolle
__– fatture
__– corrispondenza estero
__– rapporti con spedizionieri
__– organizzazione trasporti;
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E

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deve conoscere bene come minimo:
__– inglese
__– francese
__– spagnolo;

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E ‘STI CAZZI NO??

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Dicevo, è veramente triste che a una persona con simili requisiti si offra una misera sostituzione maternità!

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Dico, ma che mondo è?? Uno mette in campo la sua professionalità ed esperienza per avere un meschinissimo contratto di qualche mese???

Immaginati se uno ha meno di questi requisiti! Manco a un contratto sostituzione maternità arriva!!!

Qui stiamo perdendo proprio la testa!! È assurdo!!!!!!!!!


Posted in ma SEI scemo?? by with 10 comments.

Comunicazione di servizio

A causa del solito rompipalle che mi spamma nei commenti le classiche cagate come viagra e cialis, vi annuncio che mio malgrado dovrò re-inserire il test anti bot nei commenti.

Insomma vi verrà chiesta la solita parola di verifica prima di postare il commento.

Ringraziate lo spammatore idiota.


Posted in a' coso...ma te posso dà der tu? by with 9 comments.

Hontoh tsubaki (2)

Yeeeeeeeee, è arrivato, è arrivato!!

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La MIA boccetta di tsubaki abura! ^_^ Qui fa bella mostra di sé con accanto la sua scatolina e il pettine di legno (Acca Kappa, mica bruscolini... già solo il pettine m'è costato 16 euro). Modo d'uso: lavare e asciugare i capelli (e possibilmente fare la piega prima di applicare l'olio, ma non ci sono controindicazioni se anche la fate dopo). Strofinare alcune gocce (poche mi raccomando) sul palmo delle mani e poi passarle sui capelli stendendo bene l'olio, soprattutto sulle lunghezze. Passare poi accuratamente il pettine di legno su tutta la capigliatura. Il pettine di legno è fondamentale, più di quello che potete pensare. Con l'uso man mano si impregna di olio di camelia, cosicché si arriva mettere sempre meno olio, un discreto risparmio dato che costa molto. Inoltre, è praticissimo per l'uso quotidiano, perché permette di pettinarsi velocemente senza star li a versare gocce ecc. ... E si, è un pettine piuttosto piccolo, è lungo solo 15 cm. Ma non è facile trovare pettini di legno in giro, provare per credere! Perciò quando l'ho visto, volente o nolente l'ho preso al volo. Amen.

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Sono commossa! *___*

Diciamo che ci ha messo un mese e mezzo ad arrivare. Ma non dal Giappone. Dal Giappone è arrivato dopo due settimane. Poi è rimasto un mese fermo in dogana.

Che ha fatto chissà quali bizzarri accertamenti e poi finalmente mi ha sbloccato il prodotto, che adesso è quiiiiiiiihhhhhhHHH!!!!!!

Ecco, diciamo solo che non avevano riavvitato granché bene il tappo… ‘-.-

Comunque il contenuto è rimasto fortunosamente intatto.

Great.

Adesso capelli miei, fatevi capanna!


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo, fashion, giappone by with 17 comments.

When you try your best but you don’t succeed

Inquietudine.

Ma non leggera, non strisciante, non serpeggiante; inquietudine reale e che si fa sentire.

Che emerge prepotente, offusca la mente creando ansia, influenza tutte le azioni quotidiane e naturalmente l’umore, le reazioni.

Inquietudine.

La classica che ti fa ripensare a tutti gli errori commessi in passato (che sono molti) e a come in definitiva ti sei rovinata la vita da sola non capendo subito quello che volevi fare.

La classica che anche se hai due cose su tre di quelle che desideravi, il che è già un risultato eccellente al giorno d’oggi e per la tua età, ti fa comunque stare sulle spine.

La classica che ti fa sentire irrealizzata.

Perché nonostante abbia realizzato quello che volevi, in realtà poi ti accorgi che non lo volevi.

Che cosa volevi? Che cosa ti frullava in quella testolina giovanile, che pure sembrava tanto più assennata rispetto ai tuoi coetanei?

Non riesco neanche più a ricordarmelo. Dieci anni sono tanti. Dieci anni fa. C’è una domanda di riserva?

Se si potesse fare tante volte Annulla Annulla Annulla come il comando di Word, fino a tornare indietro e cambiare poi TUTTO.

Se solo si potesse fare.

(Spesso vorrei che esistesse anche il comando Trova, che evidenzi un oggetto quando lo cerco inutilmente – che poi salta fuori quando meno mi serve, ma questa è un’altra storia)

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Non per scaricare la colpa, però una cosa me la ricordo benissimo: i miei che rompevano l’anima fino all’inverosimile, come se fosse la cosa più importante al mondo, per l’università, voti alti e posto fisso.

Anni e anni di inculcamento, università, laurea, posto fisso. Università, laurea, posto fisso, università, laurea, posto fisso, università, laurea, posto fisso.

Sempre solo questo, MAI una volta che sottolineassero invece l’importanza di realizzare i propri sogni (o almeno provarci) ed essere felici.

The pursuit of happiness.

Laurea, e posto fisso.

E io stupida che non avevo capito quanto fosse idiota questo modo di pensare.

Io che predico la teoria dello svegliarsi, sono stata la prima a non svegliarmi.

Non ci ho pensato, si, non ci ho pensato. Che potevo, che dovevo fare solo quello che piaceva a me. Punto.

Alla fine che cosa avrebbe potuto succedermi? Che non avrei avuto un pezzo di carta in mano? Che non avrei avuto la certezza di un lavoro per sempre? Che avrei avuto meno soldi e meno stabilità??

CHE SIA!, dovevo rispondergli e rispondermi. Chi se ne frega di ‘ste cazzate fantozziane! Che sia!

E invece no. Non ho pensato ad alternative. Credevo che il mondo girasse perché le persone si laureassero, e avessero il posto fisso. Realizzazione dei propri sogni? Del resto se si chiamano sogni, un motivo ci sarà, mi dicevano.

Sono una completa idiota.

Mi sono laureata, la prima, la seconda volta, ho trovato il primo impiego dopo due mesi, ho trovato il secondo impiego dopo 3 anni. Il posto fisso.

Ho perseguito questi obiettivi come se fosse la sola cosa da fare nella vita, quella giusta, e francamente l’ho anche trovata piuttosto facile.

E li ho raggiunti, questi obiettivi.

E quando li ho raggiunti, me ne sono fregata di aveli raggiunti.

Si perché dopo i primi tempi… anzi quasi subito… inquietudine crescente.

E poi lo squarcio, un’idea, il granello di sabbia che si insinua nell’ostrica: ma, a me, cosa me ne doveva fregare di fare queste cose?? Che cosa volevo fare, veramente? Cosa sognavo, che non ho nemmeno tentato di realizzare??

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È tardi, adesso.

Posto fisso. Facile, ben retribuito, splendidi colleghi, ottimi superiori.

Partner fisso, intelligente, dolce, paziente (molto paziente del resto, per stare con me…) e che mi ama incondizionatamente (questo è strano. Prima o poi salterà fuori la gabbola. Che secondo me si chiama Segretaria Più Giovane. Ecco perché non vuole sposarmi ca§§o).

Progetti, carriera, futuro, casa, macchina (?), figli (futuro molto lontano).

Una vita appagante, ben avviata e già quasi del tutto realizzata.

A parte una casa di mia proprietà ho tutto quello che una persona normale può desiderare, e anche di più. Ho fatto qualche piccolo sforzo e ho ottenuto queste cose.

Però

Non era quello che volevo.

Troppo tardi per capirlo, milady.

Ora te la tieni, questa piccola realtà dorata. E vai avanti. Muoviti.

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(Scusate lo sfogo. Mi sento veramente frustrata.)


Posted in ansia by with 8 comments.

Lancôme vs Dior

Ok. È giunto il momento. Parliamone.

Perché questo è il blog di una donna, pertanto a volte devo assolutamente parlare di cose da donna.

E quindi parliamo di mascara, una volta per tutte.

Orbene, è chiaro che non si possa generalizzare, che ogni persona è diversa, ha il suo fisico, i suoi problemi, le sue possibili allergie e quant’altro, ma io lo dico tutta lo stesso e fuori dai denti: una donna non può fare a meno del mascara. A qualunque costo e in qualsiasi occasione.

Io AMO il mascara. Ogni mattina per me è “mascara come se piovesse”.

Nero, nerissimo, e godurioso.

Beh poi va a gusti, ma il nero è un must. Io lo apprezzo particolarmente perché con i miei occhi chiari va a pennello, come dire, è la morte sua.

Amplifica lo sguardo, sottolinea e approfondisce la bellezza degli occhi.

Quando non lo uso mi pare di essere scialba. Non capisco le donne che non lo mettono. C’è quello per occhi delicati, ne ho un tubetto anche io… perciò poche palle. Mettetevelo.

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Ora passiamo invece all’annosa questione di quale mascara sia il migliore del mondo.

Ho letto innumerevoli forum, con tantissime opinioni diverse, e da quelle ho stilato una classifica dei più gettonati secondo le varie user:

1) Yves Saint Laurent – Faux Cils Effect
2) Dior – Diorshow
3) Clinique – High Impact
4) Lancôme – Hypnose Drama
5) Chanel – Inimitable Intense
6) Diego Dalla Palma – Mascaramania
7) Helena Rubinstein – Generous
8.) Maybelline – XXL

E sotto Maybelline giù tutta la sfilza di mascara da supermercato, ma se volete un consiglio, evitateli e comprate quelli di marca. Durano di più e danno risultati eccezionali (ho provato anche io i vari Deborah, Rimmel, Malizia ecc, si vabbé, colorano un po’ le ciglia, ma dopo che avete provato anche solo uno Chanel vi sembrerà che vi sporchino solo le ciglia).

Vorrei precisare che Dior è un pelino sotto YSL solo perché ha avuto la pessima idea di non fare subito un mascara nero come la pece. Infatti il Diorshow originale è grigio scuro ma non nero, o se vogliamo dire una cosa un po’ strana “nero chiaro”, delusione fortissima di tante donne. Ma si è rifatto subito mettendo sul mercato il Diorshow Blackout, che è proprio nero nero, comunque peccato per la prima impressione.

Comunque, mia modesta esperienza, ne ho provati diversi, fra cui  YSL, Dior, HR e Lancôme.

Ora, YSL e Dior si equivalgono. HR è molto buono ma inferiore agli altri. Lancôme è divino.

Quindi lasciamo stare gli inutili forum e commenti, io vi dico che Lancôme è il migliore.

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Isoliamo Dior e Lancôme.

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Il Diorhow Blackout è un ottimo mascara, perché nasconderlo.

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Ricco, cremoso, regge bene tutta la giornata, lo spazzolino (o scovolino, come dicono si chiami) è bello ampio, è nerissimo, allunga molto ed evidenzia bene le ciglia. Inoltre ha un buon effetto ciglia finte, anche di più dello specifico YSL, sguardo “telescopico”.

Difetti: ha un odore un po’ tanto chimico, è poco fluido e di conseguenza più difficile da mettere e forma grumi con più facilità.

Inoltre noto che, su di me, appesantisce un po’ l’occhio, intendo a livello di come viene percepito. Mi sento delle presenze inquietanti nell’occhio. Quando mi strucco devo poi toglierlo delicatamente anche dalla congiuntiva, dove inevitabilmente ce n’è sempre qualche filamento. Anzi, a pensarci bene anche durante il giorno ogni tanto mi devo ripulire la congiuntiva. Insomma. Che du’ balle.

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Passiamo quindi a parlare della creme de la creme, IL mascara secondo il mio modesto (ma importantissimo) parere di usatrice incallita: il Lancôme Hypnose Drama.

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Che dire, già il nome m’attizza. Hypnose Drama. Mmmmh… Di classe ma intrigante.

Seconda cosa: il tubetto. Ce n’è di più degli altri tubetti standard. E costa uguale. Poi se andate in profumeria sapete meglio di me che uno sconticino lo fanno sempre (e poi ti sommergono di campioncini di qualsiasi cosa).

Altri vantaggi: nerissimo, ottimo profumo, si stende con estrema facilità, è fluido e fa pochi grumi, per non dire affatto. Il fatto che sia abbastanza fluido non tragga in inganno: non cola e regge benissimo tutto il giorno.

È una presenza impalpabile all’occhio, altro che grumi nella congiuntiva! Però annerisce, allunga e definisce le ciglia come non mai.

Altro punto di forza: i multistrati. Si possono passare molti, molti goduriosi minuti a spennellarsi uno strato alla volta di mascara, e più ne metti meglio viene l’effetto.

Si strucca via con facilità.

Finora non avevo mai trovato un rimmel con questo pregio fuori dal comune. Uno strato sull’altro, e niente grumi, niente appesantimento, solo uno sguardo sempre più hypnotique.

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Unica cosa che lascia un po’ perplessi: lo spazzolino. È sottiiiiiiiiiile sottile, all’inizio può lasciare un po’ interdette.

Non capisco come mai sia così, ma non mi faccio troppe domande: alla fine il mascara si stende bene come non mai, perciò a dispetto della sua apparenza, lo spazzolino sottile funziona che è una meraviglia!

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E allora donne (o anche uomini: hai visto mai…), usate il mascara responsabilmente!, io vi ho avvisate.


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