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Paradossi

Oggi stavo sfogliando un sito di moda a cui sono iscritta.

È un sito di marche dell’estremo oriente, Corea del Sud e Giappone in testa, ma anche un po’ di Cina, Singapore, Taiwan e Malesia.

È un sito molto bello perché ogni singolo capo d’abbigliamento ha anche un piccolo servizio fotografico dedicato, così che si possa vedere come veste davvero quel capo in varie situazioni (certo, se avessi pure la 36 come quelle modelle…).

Insomma, vedo molte foto e le modelle sono tutte asiatiche.

Sorprendentemente, le più belle sono le coreane.

Allora io mi chiedo: ma in una società in cui ci sono esseri viventi di questa bellezza


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(e questa è solo una delle centinaia, ma mi piaceva molto la sua espressione)

dicevo, in un paese dove nascono creature così soavi, la gente non potrebbe vivere un po’ più decentemente e godersi la vita e queste belle ragazze (che una volta sposate vengono lasciate completamente da sole perché i mariti lavorano 20/24) invece di abbrutire gli individui con il superlavoro ????

Certo che sono proprio stupidi!!


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 7 comments.

Giardini Guido Vergani

Ultimamente, in pausa pranzo, vado con piacere ai Giardini Guido Vergani che sono a circa 5/10 minuti a piedi dal mio ufficio.

Questi giardini sono sorprendentemente di vecchia data. Dato che sono tenuti piuttosto bene, pensavo che fossero recenti, ma in realtà risalgono agli anni ’60.

Beh sembrano recenti perché sono stati riqualificati nel 2001.

‘Ste imprese pubbliche a volte non fanno danni.

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Guardate che bello (ed è anche bello ampio).

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Non vedo l’ora che l’autunno arrivi davvero per poter fotografare una tavolozza di colori più estesa.

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Nei giardini c’è anche questa curiosa fontana.

Sembra un semplice laghetto…


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…ma no, è proprio una fontana!


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Comunque la preferisco quando è in versione “laghetto”. Fa più zen.

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In tutta Milano puoi trovare giornali gratis.


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Non scherzo. È proprio inutile comprarlo.

Oggi l’ho trovato qui, ma ogni giorno sul tram ce n’è sempre almeno uno.

Soprattutto poi da quando si sono diffuse ‘ste free press, è una gran rottura.

Il che mi fa sempre riflettere sulla civiltà (?) della gente.

No ma dico. È come lasciare la spazzatura in giro. È lasciare spazzatura in giro.

Gentaglia.

Come giustamente segnalatoci dal ns aff.mo AutistaPerCaso.

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In ultimo, segnalerei che il 2 e il 3 ottobre ATM apre quattro dei suoi depositi al pubblico in una mostra-evento davvero interessantissima e a cui sicuramente parteciperò (evitando il discorso della Moratti naturalmente).


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Comunque, event interessante.

Fico.

MA

naturalmente c’è un MA

Hanno pensato anche di fare sciopero dei mezzi il giorno prima, ovvero il 1° ottobre 2010.

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No dico.

Non vi pare un tempismo un tantino sbagliato?  Pensate che l’utenza apprezzerà??

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Edit del 30/09/2010, ore 9:30:

Sciopero rinviato al 21/22 ottobre.

Che palle comunque.


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Hontoh Tsubaki

Dunque.

Parliamo di spedizioni verso l’Italia.

Parliamo di gente che su E-Bay e altri siti scrive esplicitamente:   No delivery to Burundi, Afghanistan, Patagonia, South Pole and Italy.

E chiediamoci anche come mai.

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Ricapitoliamo.

Era il mio compleanno, passato ormai da quasi un mese, e Fratello non sapeva cosa regalarmi (al solito).

Allora gli ho detto che volevo comprarmi (purtroppo solo attraverso internet perché sembra che il prodotto non sia commercializzato in Europa, vai a capire i misteri) una boccetta di olio di camelia, un cosmetico per capelli della tradizione giapponese, e lui ha accettato facendo un ordine da E-Bay.

Il risultato è che da agosto io non ho ancora il regalo di compleanno.

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Ma andiamo con ordine.

Brevissima descrizione del prodotto: Hontoh tsubaki abura (qui nella foto), ovvero olio di camelia dell’isola. Costa di meno ma ha eguali qualità del più famoso olio di camelia, l’Oshima tsubaki abura (olio di camelia di Oshima).

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quando avrò la grazia di ricevere la MIA boccetta, posterò una foto mia. Questa è la foto fatta da Hannari-ya, il negozio dove l'ho comprata.

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È un prodotto stupendo. Purtroppo non venduto in Europa.

Siccome alcuni lettori del mio blog sono uomini eterosessuali, eviterò di decantarne le lodi  (peccato perché meriterebbe) e passerò direttamente al punto.

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Il prodotto è in una boccetta di 78 ml con relativa scatola, sarà grande quei cm 5x5x9.

Compriamo sto benedetto olio di camelia dal Giappone, attraverso E-Bay. Il tipo dice che arriverà non prima di due settimane, ed essendo giapponese è certo che sarà così.

E infatti due settimane dopo il pacchetto arriva all’aeroporto Linate.

Come lo so?

Perché all’arrivo, le Poste Italiane featuring Dogane mi mandano una bella letterina richiedendomi di fornire svariata documentazione cartacea e a mezzo posta (ho fatto raccomandata) per il rilascio (??) del pacchetto, e avvertendo che in caso di documentazione giudicata incompleta si procederà alla restituzione al mittente.

E sticazzi no?

Documentazione la quale è:

– formulario inviato da Poste Italiane in cui dichiaro cos’è il prodotto, il nome dell’esportatore e del produttore, il valore (vietato dichiarare valore 0), una descrizione più accurata possibile (in mezza riga di spazio), il luogo di provenienza (…lo vedi il mittente??), inoltre dichiaro chi sono, dove abito, dove sono nata, quando, codice fiscale, n° documento identità, taglia di reggiseno e numero di scarpa;

– dichiarazione di responsabilità su prestampato fornito da loro in cui mi impegno a dire che il prodotto è “banale” olio di camelia (credetemi, se era nitroglicerina ve ne accorgevate!) ed è per uso privato e non commerciale;

– copia della mail che attesta l’avvenuto pagamento del prodotto;

– fotocopia documento d’identità (ho dovuto fotocopiare anche la patente, la carta d’identità e il passaporto riportano la vecchia residenza!);

– fotocopia del codice fiscale;

– dichiarazione che anche se recapitato ad un indirizzo aziendale, il prodotto è per uso strettamente privato (fra l’altro ho scoperto che avrei potuto comprare solo duie boccette, non è consentito una quantità maggiore per uso privato!).

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Vabé. Tutta questa circospezione per un piccolo pacchettino mi sembra veramente superflua, nonché un inutile intasamento di lavoro.

Fra l’altro il pacchetto proviene dal Giappone, non dall’Iran o dal Tajikistan. Boh.

Passano i giorni e del pacchetto neanche l’ombra.

Mi ricordo che sulla lettera c’era un numero, magari può servirmi… chiamo ed effettivamente risponde un tizio delle Poste del distaccamento di Linate-aeroporto.

Dopo vario ticchettare sulla tastiera, mi riferisce che hanno ricevuto la documentazione che gli ho inviato e che è risultata completa.

Pertanto adesso il pacchetto è passato in dogana ed è sotto richiesta di nulla osta sanitario al Ministero della Sanità (??)

Per futuro stato di avanzamento della pratica, devo chiamare sempre quel numero e me lo diranno loro di volta in volta (la tecnologia!).

Al mio sgomento alle parole “nulla osta sanitario” con aggiunta della frase “non è mica un’arma batteriologica!” (dovrei stare MOLTO più attenta a quello che dico…), mi risponde che devono fare delle perizie per accertarsi del prodotto, e che il processo potrebbe durare anche 45 giorni.

No.

Cioè.

Fammi capire:

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Non solo devono aprire la mia roba

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Non solo si tratta di innocuissimo olio di camelia e non di uranio impoverito liquido

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Non solo devono prelevarne un campione per fare le loro cosiddette perizie

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E non solo il contenuto della boccetta consiste in 78 miserissimi e costosissimi millilitri

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Ma pure 45 giorni ci devono mettere??????????????????

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TUTTO QUESTO È SEMPLICEMENTE RIDICOLO!!!

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Nubifragio

Ragazzi…

Ammazza se pioveva oggi, a Milano.

(se cliccate sulle foto, la pioggia si vedrà meglio)

Era proprio una bella cortina fitta fitta d’acqua!

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Questo non c’entra niente, ma è un ringraziamento dovuto:

___grazie Yanello per questo splendido segnalibro di bambù, direttamente dal Giappone! ^_^

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Odio

EDIT delle 11.41:

no non rimpiangerò mai quando e se gli uomini la smetteranno di essere rozzi spaccamaroni bavosi. Voglio andare in giro sicura e in modo disinvolto, non sempre occhieggiata e/o commentata.

Che poi non è un problema mio, fanno così con ogni donna anche solo passabile.

La buona educazione è un optional da troppo tempo ormai. Per non parlare della finezza.

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EDIT delle 12.32:

No non sono io ad essere poi questa bellezza, sono loro che evidentemente non hanno mai visto davvero una donna.

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S sta facendo delle foto ad un edificio.

Muratore 1: ehi bella, fai delle foto anche a me

Muratore 2: mm sei carina, ehi vieni a fare delle foto più da vicino!

S cambia strada.

Passa un furgoncino.

Strombazzata, fischio e conducente mezzo sporto dal finestrino che le rivolge gesti e apprezzamenti osceni.

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In coda all’ufficio postale.

Mentre S aspetta che l’impiegato finisca di farsi bellamente gli affari suoi (non scherzo: aveva annunciato questa intenzione poco prima, giusto quando era il turno di S, mi pare giusto).

Fa molto caldo li dentro, S si solleva i capelli dalle spalle e dal collo.

Impiegato: mm, signorina, sta benissimo anche così lo sa… sta benissimo lo sa…? [sguardo ammiccante]

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Volantinatore in strada: salve, posso lasciarle un… ehi… magari possiamo anche uscire a cena! Mm che ne dici?? Mm…?

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Portiere sudamericano che staziona davanti alla portineria (solo a me ‘sti sudamericani danno sempre l’impressione di star ammazzando il tempo??): buongiorno signorina… bella signorina… bel vestito oggi… mm… bella signorina…

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In fila al supermercato.

Come al solito al supermercato fa un freddo becco, quindi mentre il cassiere batte la spesa, S si mette un foulard sulle spalle, coprendo completamente la metà di sopra.

Cassiere: nooo che peccato, aveva un decolléte… mm…

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In un locale, dopo aver finito l’aperitivo.

S è in cassa per pagare.

…sente un’inquietante presenza alla sua destra… Si volta e vede il cameriere a tipo 2 cm da sé.

Cameriere:  …molto bella

S: eh? Io??

Cameriere: mm… si molto bella, si tu… mm

S: (ti odio stupido nano cuzqueño. Hai rovinato il meraviglioso effetto che mi aveva fatto il margarita alla fragola) haha ok. Di dove sei tu?

Cameriere: Cile  (si volta per posare un vassoio) Sai…

Ma S è già andata via, sparita nella notte (grazie a dio).

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Un altro sudamericano!! Ma c’è rimasto qualcuno in quel continente??

E poi oggi ho anche il dente avvelenato che ieri sera e notte i miei vicini sudamericani hanno dato il peggio di sé in uno dei quei loro soliti festini rissosi, rompendo le palle a tutti!!

Quanto li detesto!!!

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E ho tralasciato tutte le volte che si sono verificate occhiate insistenti/lascive/ammiccanti, che  sono situazioni che si verificano anche più spesso.

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E poi mi dicono che disprezzo gli uomini.

Ma come si fa a NON disprezzarli?!?!?

Ma dico, come si fa a essere così sfigati??

quanto ODIO quel “mm” !!!!!!!  Turatevi quella fogna di laringe!!!

Bestie con la bava alla bocca, gente che ti guarda come se non avesse mai visto una donna! Echeccazzo!

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BRUTTI BAVOSI SCHIFOSI DI MERDA, SIAMO SOLO A META’ SETTIMANA!

BASTA!!!

Facce da culo!!!!


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Film (1)

Che film piacciono a S?

Di tutto! Basta che siano ben fatti. Come per la musica, se è buona musica mi piace a prescindere dal genere.

Facciamo una breve rassegna.

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Direte “ma S, se ti piacciono di più i libri, perché non fai prima una rassegna su quelli?”

La risposta è semplice:  no.

Non posso.

Me ne piacciono troppi.

E quando scrivo troppi, intendo proprio TROPPI.

Rischierei di essere lunghissima e invece di essere stimolante diventerei pallosa.

Senza contare le mie controverse opinioni su Dante, Manzoni e Shakespeare.

Lasciamo perdere.

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Concentriamoci sui film (naturalmente solo una piccolissima parte…)

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I   MUST

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I   NOT EVEN AT GUNPOINT

(per chi ha poca familiarità con l’inglese:  neanche se mi puntassero una pistola alla testa)


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Ahaha in realtà questo film non l’ho mai visto, ma era troppo forte la tentazione di citare Fantozzi!


Dovrei metterlo fra i must!!!!!!!!!

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I   TOTALLY RECOMMENDED

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Posterò una foto più grande non appena mi arriva il DVD

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In particolare vi consiglio vivamente Una Tomba per le Lucciole, film che ho purtroppo scoperto troppo tardi ma che sarebbe d’obbligo nelle scuole.

Bellissimo, commovente, indimenticabile.

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Come i parenti

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I vicini non te li puoi scegliere.

Come i parenti.

Nella corte dove abito, ho la fortuna e la sfortuna di avere vicini multietnici e variegati.

Purtroppo nessun milanese (parla la “nordica”…io sono mezza catanese e mezza foggiana, e comunque nata a Catania. Ehm. Ma milanese d’adozione). Specie ormai estinta. Ce n’ho uno in casa, ma è comunque mezzo abruzzese. Non è proprio come milanese milanese.

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Nell’appartamento sottostante languisce una maestrina d’asilo (Scuola dell’Infanzia! Dell’Infanzia!!!!!! Se mi sentisse mia madre mi truciderebbe) calabrese ovviamente.

Poi si dice degli inquilini che abitano di sopra che fanno sempre casino (che poi è tutto da vedere). Ma noi abitanti di sopra siamo costantemente perseguitati dalla puzza delle sue sigarette pestilenziali, il cui afrore arriva dritto dritto anche in casa nostra (dalla canna fumaria? Dal pavimento che sarà rimasto pressapoco quello della nascita della corte, 600 anni fa? Non l’abbiamo ancora scoperto).

Quasi sempre e quasi in contemporanea ci dobbiamo sorbire tutti i suoi numerosi sproloqui e litigi urlati al cellulare.

Questo non solo di per sé è già abbastanza irritante (sapete quelle persone che litigano in modo lagnoso e con quella vocetta petulante che fa arricciare i nervi – e anche il marito, perché non la manda a cagare? Lei è sempre li a sbraitargli contro!), ma oltretutto quel fo…to cellulare fa interferenza nelle nostre casse facendoci sentire uno splendido concerto di bzz bzzzz bz per tutta la durata dello sbraitamento, che non è mai meno di mezz’ora.

E non parliamo di quando si fa i suoi piatti calabresi. Adesso, io non conosco la cucina calabra, ma secondo me è proprio lei che cucina male perché quella puzza è paragonabile solo a quella di quando apri il cassonetto dell’umido rimasto al sole per qualche ora. E ho detto tutto.

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Distanti rispetto a casa mia, ma ben udibili, altri calabresi con un nugolo di figli e figlie, tutti urlanti.

Vari vecchietti dal braccino corto (ricordo ancora la causa persa per far installare un cancello automatico per non fare entrare gli estranei in macchina – non è stato possibile. 200 euro loro non ce li hanno. Cazzo se ne fanno dei soldi non lo saprà mai nessuno. E forse gli fa comodo non mettere il cancello perché senò i parenti loro dove la mettono la macchina quando vengono a farsi un giro nella ridente città di XYZ? Eh poveretti!).

E che non fanno la raccolta differenziata. Tanto loro producono poco (come no, vorrei vedere, con tutti quei pannolini per l’incontinenza).

E vabé cosa sarà mai un vasetto di yogurt in più, dicono (faccia da culo, solo perché sei vecchio pensi di essere esente dai doveri civici? Hai presente quanto ci mette la plastica a decomporsi??)

L’umido non lo fanno perché gli avanzi loro li mangiano il giorno successivo (pure io, cosa ti credi).

Gli consiglierei di mangiare le bucce di banana, le ossa del pollo e le foglie delle piante da interno,  sono commestibili anche loro, cribbio!

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Poi manco a dirlo abbiamo i soliti romeni, ormai dappertutto, forse soppianteranno la maggioranza dei residenti (calabresi. Ma ci abiterà ancora qualcuno a Soverato??).

Sono due porte più in là della mia ma è come averceli in casa. Due uomini e una donna (quella tipa o ha capito tutto o non ha capito niente), lei sbraita tutto il giorno in romeno abbaiando contro i due stupidi che vivono con lei e girando fra casa sua e la ringhiera in pigiama e con i capelli bagnati, e i coniquilini non fanno che risponderle in modo lagnoso e sottomesso ma pur sempre a 10.000 decibel.

Sono capacissimi di andare avanti per ore e ore; un giorno (era domenica) ho calcolato quasi 8 ore di sbraitamento e lagne.

Volevo svenarmi. Ma solo dopo aver trucidato loro.

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Gli unici educati e silenziosi sono i membri di una famiglia di origini magrebine. Pagherei perché fossero tutti come loro.

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Subito a destra dal nostro appartamento non potevano mancare i nostri amici sudamericani, di cui vi ho già parlato alla fine di questo post; sono come i romeni ma moltiplicati per N perché hanno anche figli e una tale pletora di parenti da far impallidire qualsiasi genealogista. Parenti i quali naturalmente vanno e vengono urlando e ciabattando dalla mattina alle 7 alla notte inoltrata.

Musica sudamericana (CHE IO ODIO VISCERALMENTE – SI, ODIO I BALLI LATINO-AMERICANI CHIARO?!?) a palla, che si somma “dolcemente” alle urla di adulti e bambini. Uno strazio.

Non ho ancora capito come sbarcano il lunario, dato che la loro unica occupazione è per le donne curare figli e nipoti, spettegolare e inveire contro i propri mariti, e per gli uomini è andare in giro vestiti di ciabatte, canottiera e pantaloni di 3/4 (dio mio…il buon gusto ha perso miseramente) e parlare di calcio.

Probabilmente li mantiene tutti il Franchito che è l’unico italiano e pirla della situazione.

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Ma la vera chicca sono i nostri nuovi dirimpettai.

Andati via quelli del pachinko, sono da pochi giorni arrivati nei nuovi inquilini.

Ieri sera sento un continuo borbottare davanti alla porta di casa mia, unitamente a vari guaiti e latrati di cane.

La cosa va avanti per più di mezzo’ra, quando sento dei trapestii e guaiti nelle scale mi spazientisco ed esco sulla soglia.

Mi ritrovo naso a naso con una tipa con delle fattezze tipo da zingara (evidentemente il compagno e il cane erano già scesi dalle scale).

Essendo innanzitutto una persona educata, nonostante la caciara di poco prima, saluto.

S: buonasera…

Tipa del cazzo: [non saluta e anzi lancia un’occhiataccia fulminante a S]

S: [di rimando S, che si aspettava un saluto, fa uno sguardo interrogativo-incazzato del tipo “cazzo ti guardi??”]

Tipa del cazzo: [grugnendo e seguitando a guardare male S] Qualcosa non va!??

S: non lo so, era da un po’ che sentivo delle voci vicino alla porta di casa mia  [sottinteso:  piantala di fare casino sulla mia soglia]

Tipa del cazzo: eh??  [concetto troppo difficile da afferrare]

S: ERA UN PO’ CHE SENTIVO DELLE VOCI SULLA PORTA DI CASA MIA, CHE COSA C’E’??

Tipa del cazzo: aaah, no niente, stavamo stendendo

S: anche il cane?

Tipa del cazzo: [lancia altra occhiataccia]

S: vabé [fanculo – torniamo dentro casa che è meglio]

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Morale:  non saluterò mai più quella tipa maleducata e orrenda e anzi, se fa per dirmi qualcosa la mando a cagare su due piedi!

Cioè:  fai casino sotto casa mia, esco ed educatamente ti saluto e tu invece cosa fai, mi guardi male, non ti sogni di salutare e mi rimbrotti pure??

Senti bella, MA VAFFANCULO !!!!!!!

Prega perché non ti ri-incontri ancora perché alla prossima col cazzo che rientro in casa, ti ricaccio su per il c… ogni fottuta parola della frase qualcosa-non-va??

CHIARO IL CONCETTO??

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Ecco questa è la gente con cui mi tocca avere a che fare.

Comunque meglio che stare vicino ai miei.


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Sfogo 17/09/2010

Ne ho le palle piene.

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Di non lavorare.

Mi sembra di perdermi. Mi sembra di rubare. Mi sembra di sprecare il tempo. Mi sembra che a nessuno freghi niente se so fare bene qualcosa o meno.

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Di preoccuparmi sempre degli altri.

Anche delle persone a cui tengo.

Perché io faccio di tutto perché una cosa vada bene, e poi quando una volta ho bisogno io… Sembra che tutti i problemi siano altrui, che io non possa mai capire, che io non possa avere mai bisogno di essere consolata.

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Ma io ne ho bisogno.

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E per ora l’unica consolazione che trovo è l’alcol. E non mi interessa se qualcuno mi guarda male per questo. Almeno lui c’è sempre, e annebbia i miei problemi, i miei bisogni, i miei dolori.

Mi basta tanto poco.


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Amo et Odi

[NOTA:

Si si, lo so che Catullo aveva scritto Odi et amo. Li ho invertiti consapevolmente. E poi comunque l’argomento è radicalmente diverso, potrò pur fare come mi garba?]

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Amo

I libri.

Troppo. PURtroppo. Perché in Italia costano molto. E io ne compro uno sproposito.

(devo smetterla! SMETTERLA!! Anche oggi un altro ordine su BOL! Ho speso migliaia di euro in libri!! Morirò povera!!!!)


La moda.

Anche in questo caso PURtroppo (ma riesco a metterci un freno più dei libri).

Non c’è peggior cosa ai mei occhi che essere sciatti, trasandati e senza buon gusto.

Non dico che bisogna truccarsi anche solo per buttare la spazzatura (cosa che io faccio), ma… Potrei perdonare persino l’ignoranza e il provincialismo, ma non la mancanza di stile.

[C’è solo una persona che può essere trasandata senza incorrere nel mio disprezzo:  il Drugo]

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I luoghi.

Milano. Il Giappone. San Francisco. La Scozia. Londra. Parigi. La Sicilia. Il mare.

***

Ho scelto di scrivere al massimo 3 cose per ogni categoria, ma diciamo che se potessi aggiungerne una quarta direi IL CAFFÉ.

Ma forse dovrei precisare che più che amarlo, il caffé è semplicemente il mio carburante. Non posso vivere senza. È più probabile che io compri un paio di Buffalo (maròòòò, so’ brutte come il peccato!!) piuttosto che privarmi del caffé.

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Odio

L’inciviltà.

Quella che in Italia si vede dappertutto: spazzatura abbandonata, nessun rispetto per gli altri, nemmeno se bisognosi, né per gli spazi comuni (che poi sono nostri, li paghiamo, tasse che volano via… per essere buttate in posti vandalizzati e pieni di spazzatura), le soverchierie, le mafie.

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Dover sempre far valere i miei diritti.

All’ufficio postale. Al supermercato. Al bar. In fila in libreria.

C’è sempre un cretino, o fra i commessi o fra gli altri utenti, che attenta al giusto andamento delle cose. Che sia lo stronzo che cerca di scavalcarti in fila, o al commesso che fa finta di non vederti o che volente o nolente ti rifila i sacchetti quando tu non li hai chiesti, o all’addetto delle poste che si fa bellamente i fatti propri mentre tu sei li che aspetti già da ore, ai tizi delle dogane che ti fanno il pelo e il contropelo su una misera boccetta di olio di camelia che hai comprato dal Giappone. Bisogna sempre farsi valere anche se in una società civile  non dovrebbe essercene alcun bisogno.

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Le briciole in fondo alla busta dei corn flakes.

Parentesi: ho recentemente scoperto con sorpresa che molte delle persone che conosco ritengono questo alimento bizzarro ed esotico.

Dio mio.

Comunque, chiusa parentesi, io invece non potrei mai vivere senza gli Special K Classic.

E non c’è cosa che odio di più, proprio in modo viscerale, che dover buttare via 1/3 del contenuto della busta completamente composto di finissime briciole che manco il pan grattato.

Mannaggia la miseria, io pago per avere il prodotto integro, non un terzo ridotto a farina per polenta! Mi fa troppo schifo versare il latte su questa roba, si crea una poltiglia oscena a vedersi, sembra come se avessi raccolto le briciole delle cena e ficcate in una tazza col latte! Che schifo! E poi io ho denti sani e forti, voglio masticare, voglio produrre il suono crunch crunch! Eccheccavolo!

***

Ne aggiungo una anche se mi ero ripromessa di star buona: i commenti a sfondo sessuale degli uomini, le occhiate da porco e i gesti affini.

Se si sta sullo scherzo, sono io la prima.

Se invece, come nel 99% delle volte, sono apprezzamenti di bassa lega, mi fanno ribrezzo, innanzitutto per la mancanza di eleganza. E poi, ma non meno importante, mi si accappona la pelle se solo penso che un uomo (peggio se è orrendo a vedersi) si fa… dei pensieri con in mente me. Dio mio ma solo al sesso sono capaci di pensare?? E fatevela una trombata un paio di volte la settimana, vedete che vi si normalizza il cervello! Se proprio proprio nessuna ve la sgancia, esiste l’amore mercenario per che cosa?? Fate girare l’economia diamine!

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Pro

Vegetarianesimo.

Alcol (giuro che gli astemi non li capisco. Poverini. So che i carnivori dicono la stessa cosa del mio essere vegetariana, allora facciamo così: pari e patta)

Eutanasia.

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Contro

Berlusconi, tutta la destra e tutti quelli come lui.

La troppa buracrazia, ovunque.

Quelli che benpensano.

(e volendo aggiungere una categoria di straforo: il calcio. Ce le ha abboffate. Seriamente.)

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Ragioni di vita

La cultura (e le culture), le sbronze, l’eleganza (si, modestamente sono elegante anche quando sono ubriaca sguercia – credo)

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Motto

Nella vita l’importante non è neanche tanto essere felici. L’importante è SVEGLIARSI .

Dopo, tutto il resto vien da sé.

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Wanna be starting something?

Da quando lui ci ha lasciati… C’è stato un exploit…

zara man military jacket

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oh beh questa e Rhianna, come vedete tutti... che veste una balmain military jacket

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alice+olivia military jacket

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non so che marca sia, è in un negozio vicino casa...

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bershka military cardigan

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topshop military jacket - la tipa che la indossa è una modella, non io

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HM military jacket - altra modella

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richmond military jacket


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una versione un po' meno figa di Rhianna, ovvero IO - indosso uno dei miei più goduriosi recenti acquisti, la Pimkie military jacket

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dettaglio della spallina - una meraviglia >.<


Grazie Michael! :-D

Adoravo il suo stile!


R.I.P. KING OF POP

Respect




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