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Cambiooo!

Cambio.

Si.

Stavolta per davvero.

Cambio lavoro. Cambio. Davvero.

Non ci avrei mai creduto.

E invece. L’azienda dove lavoravo, dove ho lavorato per tre anni e mezzo, non aveva intenzione di rinnovarmi il contratto, che è scaduto oggi alle 17.30.

Ed erano quasi contenti che avessi trovato un altro lavoro, stavolta fisso e pagato meglio.
Hanno detto “Quando abbiamo sentito che aveva per le mani quell’offertona di lavoro, siamo rimasti molto sollevati. Ci dispiaceva perderla e siamo contententi che almeno abbia già trovato un altro posto”.

Che paraculo. Manco il rimorso.

Ma vedranno quando saranno tutti nella merda.

Comunque. Ormai sono stremata dalla stanchezza. Le ultime due settimane sono state veramente pesantissime, e anche se effettivamente e inaspettatamente ho ottenuto un posto favoloso, mi sento stanca da morire.

E comincio domani.

Addio straziante di Boss n° 1 e di tanti colleghi, carini e affittuosi come non mai.
Mi mancheranno tanto.

Andiamo avanti…

Dita incrociate…


Posted in chi ben comincia, pensieri, tristezza by with 1 comment.

Sabato di ordinaria follia

Questo è l’ultimo sabato sera di follia che io passerò dai miei suoceri.
Giuro.
Stavo già per dire a Consorte che dalla prossima volta può andare a trovare i suoi da solo (come io andrei a trovare i miei da sola, sopratutto perché mia madre è una iena con lui), ma so già che lui tirerà in ballo un mare di lagne e lagnette, perciò diciamo che darò ancora una possibilità a tutti.
Ma una e una sola.
Intanto comunque non rimarrò mai sola con i suoi, potesse cascare in mondo. Lo seguirò anche in bagno.

Innanzitutto la serata inizia storta: dobbiamo andare da i suoi un po’ prima che lui deve provare un videoregistratore.
M.
E vabé.
Famolo.

Arriviamo li e come al solito parte una sequela di “che caldo”, “fa caldo”, “e no fa caldo”, “eh il caldo”, “allora siete andati in giro? E no, fa caldo!”
S: veramente io sto benissimo
Suoceri: no, fa caldo!!

E vabé. Concediamogli questa gioia di continuare a ripetere “che caldo”.
Beato chi si accontenta di poco.

Mi accomodo sul divanetto nella ex cameretta di Consorte accingendomi a leggere il mio bel libro (io non mi muovo neanche da casa senza almeno un libro in borsa).
Penso “poco male, leggere a casa o qui è uguale”.
Mi sbagliavo.
Mi stavo giusto rilassando quando Suocera entra in stanza e si siede sul divano (facendomi togliere le gambe che stavano comodamente distese!)

Sigh.
Vorrei solo leggere in pace.

Purtroppo è impossibile fare una conversazione normale con lei. So che vuole essere gentile ma lei poverina non riesce a parlare con nessuno, non sa esprimersi. Quindi non vedo perché dovrei prestarmi a cavia proprio io! Ha un figlio apposta! Ce ne ho già tante di grane io con i miei, non mi sobbarcherò certo i suoceri. Non sono una ONLUS.

Suocera: S! Le faccio compagnia!
S: oh oh oh oh, grazie che gentile, ma non si disturbi…
Suocera: le faccio compagnia!
S: ma non ce n’è bisogno, stavo leggendo, mi porto il libro apposta…
Suocera: [sta ferma li e mi guarda]
S: …ehm… Andiamo a vedere cosa fa Consorte!! Lo sa che ha comprato un videoregistratore??
Suocera: aaaah un videoregistratore!
S: allora come va?
Consorte: eh. Va
Suocera: eh allora oggi festeggiamo!
Consorte: che cosa?
Suocera: eh, quella cosa li…
Consorte:
Suocero:
S: (onomastico onomastico onomastico onomastico, dai che ce la fai)
Consorte: o, che cosa?
Suocera: eh quella cosa li che si festeggia…
S: (onomastico onomastico onomastico onomastico, dai che ce la fai, coraggio!!)
Suocero:
Consorte:
S: … … …
__Onomastico! O-no-ma-sti-co!!
Suocera: eeeeh, onomastico!!
Consorte: ah è oggi?
S: no, fra tipo due giorni… ma lo so solo perché me l’hanno detto per caso
Suocera: eh lo festeggiamo in anticipo!
S: …veramente si dice che porti sfortuna festeggiare prima…
Suocera:
Suocero:
S: (…o mio dio!!)
Suocero: eh vabé, allora ti dobbiamo tirare le orecchie?
Consorte: no, perché?
Suocera: no! NO!
Suocero: come no, non si tirano per l’onomastico??
S: no, generalmente per il compleanno
Suocero: (scuotendo la testa) beh noi le tiriamo per l’onomastico!
S: e quante tirate contate di fare…?
Suocero: [interdetto]
Suocera: no, NO, non si tirano!

Con questi simpatici discorsi che neanche Ionesco, andiamo a cena.

Dopo cena, momento caffé.

La TV è accesa e si vede un magistrato che giustamente ne ha i maroni pieni di imputati che si appellano al legittimo impedimento e si fanno gli affaracci propri.

Premessa: io sono di sinistra. E non moderatamente. Mi fa schifo Berlusconi & Lega & affini.
Chiusa premessa.

Suocero: ecco, le cose stanno cambiando! Quello li finirà in prigione!
S: figuriamoci! Da domani non ne sentiremo neanche più parlare
Suocero: ma che cosa stai dicendo! Tu l’hai mai visto un magistrato arrabbiarsi? Eh? L’hai mai visto?
S: certamente, Di Pietro…
Suocero: ma l’hai visto quello del caso coso li…
S:(non t’aiuto col nome neanche se piangi in cinese)
Suocero: COSO! Eh, l’hai visto??
S: certamente, 5 minuti fa in TV, da cui è poi nata questa conversazione!!
Suocero: [interdetto] eh, però non prima oggi!
S: ?? certo, non sto a casa tutto il giorno io! Sono uscita ma comunque l’avevo già visto in serata in un altro tele-
Suocero: allora tu non segui la politica! Io la seguo!!
S: (sto valutando di abbandonare i miei ideali di non violenza verso tutte le creature)
Suocero: perché Berlusconi è un viscido, ma i tempi stanno cambiando
S: macché, andrà sempre peggio!
Suocero: allora vedi che non segui la politica! Fini si sta staccando, Bossi mugugna…
S: seeeeeeee certo, da 15 anni mugugnano e sempre li stanno!
Suocero: ma cosa dici! Il governo cadrà, si sentono scricchiolii! Vedi che non segui
S: (o ma sto per mandarti affanculo al volo)
Suocero: ad esempio, Berlusconi è andato adesso li, al G20
S: ??? (ma dimmi te che ca… c’entra questo adesso)
Suocero: con lui è scesa una donna, vestita di bianco
S: embé???
Suocero: gli hanno chiesto chi fosse. Ha risposto “la mia segretaria”
S: va bene, e allora?
Suocero: come allora!! Ma allora vedi che non segui!! Uno che si porta la segretaria non s’è mai visto!!
S: certo. In genere se ne portano dietro almeno 2 o 3
Suocero: ma cosa dici! Vedi che non segui niente di politica! Secondo te chi era quella!?
S: ma cosa me ne frega a me!! Sarà una stagista!
Suocero: ma vedi che non segui niente! Ma ti pare?? Non s’è mai visto che uno si portasse dietro una donna!
S: ehi come sarebbe a dire! Uno si può portare dietro tutte le donne che vuole, a maggior ragione se sono segretari e segretari!
Suocero: ma cosa dici! Uno non si porta una donna!
S: adesso mi sto incazzando!! Come sarebbe che “non ci si porta dietro una donna”?? Ma che modo è?? Ora lasciamo stare Berlusconi che mi fa cagare, ma cosa c’entra il fatto che la segretaria fosse una donna? Ma cosa c’entra??
E che attinenza ha questo con la politica??
Suocero: ma come, secondo te perché quella era li?
S: ma cosa me ne frega a me, se era la sua amante o il suo cane, magari era la sua vera segretaria, ma cosa me ne dovrebbe fregare??
Suocero: ma smettila, era una donna, come cose te ne dovrebbe fregare, quella li va a letto bla bla bla
S: ripeto, non me ne frega niente, e a casa mia questa non è politica! E poi fosse l’unico a portarsi dietro segretari e segretarie
Suocero: ecco, fammi altri nomi di altri che avevano delle segretarie al seguito
S: ? tutti o sicuramente molti
Suocero: no, tu dimmi dei nomi
S: ooo, non li so i nomi, andiamo su internet e ne troviamo una vagonata
Suocero: vedi che non segui la politica, non sai i nomi! Berlusconi non deve gorvernare, bisogna andare li e toglierlo da li perché lui non può governare!
S: ma non diciamo cavolate, lui è li perché è stato messo li da milioni di italiani deficienti che lo hanno votato, se è li è solo perché è stato eletto dalla maggioranza dei votanti, quindi non solo può governare, ma nessuno può andare li a dirgli “no te non puoi governare”, perché è stato eletto!
Suocero: ah si? E da chi?
S: (o cazzo) dalla maggioranza dei votanti
Suocero: e no! Non è stato eletto dalla maggioranza degli elettori
S: non ho detto elettori, ma votanti!
Suocero: non può essere stato eletto da 60 milioni di italiani!
S: eccerto, mo’ votano pure i lattanti! Macché 60 milioni! Ho detto LA MAGGIORANZA
Suocero: eh, con che maggioranza allora? Che percentuale?
S: (sono veramente costernata da questi trucchetti da bamboccio delle elementari per cercare di mettere in difficoltà l’altro interlocutore) Non mi ricordo le percentuali, sono passati anni! Certo è che se non avesse vinto le elezioni li non ci stava!
Suocero: ecco vedi, se non sai i numeri, cosa parli!
S: (520-519-518-517-516… lo so che arrivo allo 0 a tempo record) Fantastico! Me li dica lei i numeri! (che è già un bell’esperto!)
Suocero: eh, il 40%!
S: 40% de che?? Una percentuale non è niente senza un paragone!
Suocero: comunque tu non segui, senò avresti sentito Fini…
S: ma insomma, basta! L’ho sentito Fini, e allora?? Cosa cambierà? Eh? EH?? Ma se è da quando c’è stata la Democrazia Cristiana che le cose vanno così! E sempre peggio, e sempre di male in peggio! Mo’ arriva lei con una frase detta da Fini e l’Italia cambia! Lo sa cosa diceva Giolitti?
Suocero:
S: che governare gli italiani non è impossibile. E’ inutile! E sarà sempre così, sempre peggio, perché noi non siamo meglio di uno stato africano o sudamericano non progredito, noi eleggiamo al governo una casta di poco di buono, e poi salta fuori uno come lei a dire “non possono governare”! Io non lo accetto ‘sto ragionamento, perché se “non potevano governare” li non ci sarebbero potuti andare! Ha capito?? (ca§§o sono furiosa!)
Suocero: si, vabé vabé (e si rifiuta di parlarmi oltre)
S: (3-2-1-0-ok ora lo ammazzo) O, …
Consorte: (arriva fresco fresco dopo essere sparito per mezz’ore e mezz’ore) che succede di bello qui?

Fine, io ho chiuso.
Certo, i anche miei non sono proprio deo bijoux.

Mia madre è una iena con ‘sta storia di comprar casa per forza, sposarsi per forza, “Consorte non si prende un impegno”, “forse non vede la vostra storia come un impegno a lungo termine” ecc ecc, ma porc…. almeno due parole che esulino da “fa caldo!” e “ho fatto il riso!” ce le puoi scambiare.

Mio padre mi ha fatto passare un’infanzia che è meglio dimenticare e che infatti ho anche in gran parte rimosso, ma è una persona coltissima e con lui puoi parlare liberamente e approfonditamente di argomenti che vanno delle talee alla situazione storico-politica della Romania sud-occidentale, e non lo coglierai mai in fallo.
Lui si che li avrebbe saputi, i numeri. Io francamente non me li ricordo più.
Ma neanche Suocero li sapeva, questo è certo. Ha sparato dei numeri che non mi azzanderò neanche a giocare al lotto.

Pertanto, dal prossimo sabato io starò tutto il tempo appiccicata a Consorte, non m’importa dove va e cosa fa, ma io da solo con loro non ci passo più neanche un secondo.

E se succedesse ancora, per puro caso e sbaglio, giuro che da quel momento in poi ci andrà lui da solo a trovarli.
Io mi smazzo i miei da sola, e lui i suoi.
Mi sembra più che sufficiente.

Punto fermo.

Punto fermo ai sabati di ordinaria follia.


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Supercazzola n° 2

S va in amministrazione a consegnare copia di due contratti.

Direttor. Lup. Mann. Figl. di Putt è occupato con un venditore, e alla scrivania c’è un’altra collega dell’amministrazione.

S entra nell’ufficio e saluta tutti. Solo la collega risponde.
E vabé. Niente di strano. Direttor. Lup. Mann. Figl. di Putt è perfettamente definito dal suo nick perciò non mi aspettavo niente di diverso, neanche l’educazione.


Dato che è impegnato, S si rivolge alla collega (molto meglio è gentile e buona come il pane).

S sente come sottofondo che Direttor. Lup. Mann. Figl. di Putt e il venditore confabulano perché non riescono a capire qualcosa.

Ad un certo punto Direttor. Lup. Mann. Figl. di Putt si gira di scatto e chiede a S:
“O, Verpackung cosa vuol dire? Trasporto?? Ah, pfffff, lei non sa il tedesco!!”
S: “veramente significa imballo…”
Mi da le spalle, sdegnato.


Allora

A parte che

————> brutto deficiente, il tedesco lo so (IO lo so, perché te manco l’inglese delle elementari)

————> brutto coglionazzo, ti ho già detto il significato

————> rincoglionito di ‘sti gran cazzi, dopo 40 anni in una multinazionale almeno l’inglese imparalo, se in inglese imballo si dice packing, secondo te Verpackung cosa potrà mai voler dire??

————> faccia da culo dei miei stivali, evitami la vista del tuo smorto didietro (dimenticavo che tanto davanti o dietro nel suo caso non fa differenza)


Ecco premesso tutto quanto sopra…

Caro Direttor. Lup. Mann. Figl. di Putt…

MA TE NE VAI AFFANCULO UNA VOLTA PER TUTTE?

EH?

CE LO FAI QUESTO FAVORE GRANDE GRANDE GRANDE??

EH???


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Ti accorgi di essere leggermente esaurita quando…

…ti si rompe la frizione della macchina e sei in strada.

E non solo “in strada”.
Bensì nell’esatto centro della strada, perché sei nella corsia per svoltare a sinistra.

Prima del semaforo.

Trafila per spostare la macchina in un posto più o meno umano vicino al marciapiede.

Trafila per chiamare il soccorso stradale (che per fortuna è incluso nell’assicurazione – non come l’altra volta, che l’uscita carro attrezzi, che ha fatto ben 700 metri, è costata € 203,00. Una follia).

Trafila per arrivare il prima possibile dal meccanico più vicino prima che chiuda – ahimé invano (la porteranno loro domani mattina. E io intanto senza macchina)

Trafila per tranquillizzare padre, madre, fratello, bue e asinello (gli unici imperturbabili sono stati i Suoceri e Consorte – quella famiglia non la capirò mai. Se poco poco guidavo come guidano tutte le donne mi sfracellavo sulla macchina davanti. Ma questo a quanto pare non interessa)

Trafila per riportarti a casa.

E quando arrivi a casa vedi che nella corte dove abiti il parcheggio interno (che pure dovrebbe essere riservato ai soli residenti – ma questa è un’altra storia) è pieno a tappo. Non ci entra neanche uno spillo.
E tu sei esaurita perché l’unica cosa che riesci a pensare è “uff, menomale, senò dove avrei potuto parcheggiare??”

Stai messa male ragazza mia.


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Supercazzola n° 1

Altissima. Purissima. Levissima.


Il pensiero vola a ghiacciai innevati


Venti gelati che spazzano le cime bianche di monti azzurri


Nevi perenni e immacolate


Acque purissime e gelide che sgorgano abbondanti e travolgenti da irraggiungibili vette…


Bello vero?


BEH, NON QUANDO SI TRATTA DELL’ACQUA DELLA DOCCIA DELLA PISCINA!!!!


PORCA *********!!!!!! Volete riparare la caldaia!?!?!?!?


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Post del 11/06/2010

Mi hai sorpresa dopo anni, lasciandomi di sasso.

Ti sei imposto, totalizzando la mia attenzione.

Mi hai scolvolta, togliendomi l’appetito.

Ti sei impossessato di me, delle mie energie e del mio buonumore, costringendomi ad un sabato sera a casa.

Hai voluto tornare e rovinare tutto quello che di bello avevo accantonato e pregustato di godermi.

Sei arrivato come un fulmine, sconvolgendo il mio piccolo mondo ordinato.


FOTTUTO MAL DI DENTI!!


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Sabato di ordinaria follia

A PRANZO DAI MIEI

Madre: e com’era questo posto dove siete stati?
S: Valmasino ma’… in Valtellina
Madre: e cosa c’era li?
S: una cosa bellissima: NIENTE. L’albergo con annesso stabilimento termale era su a 4 km dal paesello, e sopra e intorno niente, solo montagna e cascate, un silenzio, una pace… non prendeva neanche il cellulare
Madre: (faccia da disapprovazione – bisognerebbe chiedere i diritti per quell’espressione da disapprovazione, tanto è tipica sulla sua faccia, soprattutto se si tratta di me o mio fratello) ah. Insomma un posto isolato
S: ESATTO. Cioè dopo mesi di trituramento di cog§§§ni non ne potevo più, volevo solo pace, tranquillità, relax
Consorte: (annuisce gravemente)
Madre: ah. E che cosa si mangiava?
S: mah c’erano due tipi di menu… nel ristorante interno c’era un menu più “benessere”, roba più delicata, leggera… Mentre c’era il ristorante esterno, che era comunque sempre dell’albergo, in cui servivano i piatti più tipicamente valtellinesi, tipo il sugo di capriolo e cinghiale-
Madre: (faccia disgustata)
S: -la polenta taragna… che buona…
Madre: ah quando la facevo io non ne volevi sentire!!
S: ma ca§§o, ero una bambina, i miei gusti erano completamente diversi! E poi io non mangiavo mai niente, che fosse una torta alle fragole o una polenta!
Madre: eh, tutto quello che faccio io bla bla bla
Consorte: (testa bassa sul piatto e mangia)
Fratello: (occhi al cielo) o che palle!
S: o, non riesci MAI ad ammettere di aver sbagliato qualcosa, non ti è mai venuto in mente che non ti riusciva bene?? Sei valtellinese tu? E poi ti ho detto che ero una bambina! E non devo ricordati io che non mangiavo mai niente!
E comunque stavo dicendo… c’erano anche zuppe e vellutate squisite…
Madre: ma tu odi le zuppe!
S: ma che cavolo stai dicendo, le adoro! Vivrei di zuppe!
Madre: ma se non le volevi mangiare mai!
S: ma cazzarola, ero sempre una bambina ed ero sempre inappetente, cos’è cambiato rispetto a quello che dicevo prima??

[E questo dà la misura di quanto i genitori conoscano i figli – nella fattispecie i miei non mi conoscono AFFATTO, a volte si sono dimenticati del mio compleanno e non saprebbero neanche dire il mio colore preferito o piatto preferito, cosa mi piace leggere o cosa ho studiato esattamente – e si che ho vissuto con loro per 26 lunghissimi ed esasperantissimi anni. Che comunque dato che sono strani, preferisco che non mi conoscano molto.]

Madre:
(sempre poco convinta e con faccia schifata) eee… che cosa facevate tutto il giorno??
S: al mattino facevamo escursioni in giro, una natura stupenda… che salite! Che faticate!! Tornavamo all’albergo distrutti ma ad accoglierci c’era una meravigliosa piscina termale, il bagno turco… la sala relax con tisaneria… ci rilassvamo da morire, venivamo massaggiati da tutte le parti…
Madre: (faccia da chi è superiore a queste cose plebee) eee… di sera cosa facevate?
S: mangiavamo e ci riposavamo
Madre: (tono salottiero e sofisticato – *la nobile* – o, viene dalla campagna del profondo sud e fa la nobile del nord) E non c’era niente la sera?
S: e cosa ci doveva mai essere? Era un albergo con sola montagna attorno!
Madre: eh non so, una seratina organizzata! Non dico il valzer ma non so… una discoteca!
S: (trasecolata) ??????
Madre: si insomma, una serata organizzata (sguardo alla noblesse oblige e mano che muove la forchetta in modo sofisticato)
S: (ma SEI scema??) ma CHE STAI DICENDO, era un albergo con spa, che cosa c’entra la serata organizzata?! Hai mai visto un albergo che organizza serate?????
Madre: beh ma voi siete giovani
S: e che ca§§o c’entra questo??
Fratello: ehm! Comunque ti sei trovata bene?
S: si moltissimo, sarebbe già il caso di tornarci!

A CENA DAI SUOCERI

Suocera: buona sera! che caldo!
Suocero: ciao! Hai sentito che caldo?
S: veramente io sto benissimo…
Suocera: eh no… fa caldo…
Consorte: io sto bene!
Suoceri: che caldo!!
Silenzio
Suocera: il riso freddo!
S: ?
Consorte: c’è l’insalata di riso
S: ah ecco
Consorte: (faccia disgustata) cos’è quella roba?
Suocera: le patatine!
Consorte guarda sconsolato le patatine messe in un piatto – quelle confezionate, non fritte, non al forno, ma quelle estruse confezionate! Al formaggio per giunta, suo acerrimo nemico.
Suocera: vanno bene le patatine??
S:(con la bocca piena di patatine) scertoh!
Suocera: eh, c’è il riso!
Consorte: bene!
Suocero: bene!
S: beneh!
Tutti si guardano. Non succede niente. Continuano a guardarsi. Nulla si muove se non le mandibole di S.
Consorte: (scocciato) beh, ma lo vogliamo mangiare ‘sto riso o solo guardarlo??
Suocera: eh, ma lei sta mangiando…
Consorte: ma che c’entra che lei sta mangiando, quella roba li fra l’altro!! Metti il riso!
S: (quando ha ragione, ha ragione)

Finito il primo

Suocera: ci sono i funghi! Le cipolline!
S: io sarei a posto…
Suocera: no, ma ci sono i funghi!! (indicando dei vasetti confezionati di funghi sottolio)
S: ehm no grazie (non voglio dei funghi sottolio! Al massimo andavano messi nell’insalata di riso!)
Suocera: no, ma i funghi…
Suocero: vabè, ma ci sono le cipolline, queste so che ti piacciono
Suocera: sono i funghi alla napoletana!
S: prenderò qualche cipollina grazie -.-
Suocera: figlio, ci sono i funghi!
Consorte: (che non mangia funghi più o meno dal ’92) no no sono pieno
Suocera: alla napoletana!
Consorte: no, sono pieno!
Suocero: hai mangiato pochissimo
S: io ormai ho smesso di dirglielo…
Suocera: eh no, bisogna dirglielo
S: ??
Suocera: bisogna continuare a dirglielo!
S: dissimula (‘zzo dici?? Non è mica mio figlio, lui mangia quanto gli pare, che poi ha sempre mangiato pochissimo di suo)

Silenzio. S cerca di concentrarsi sulla TV, che immancabilmente dice cose molto più interessanti di quelle che si dicono a tavola.

Suocera: ci sono in funghi!
S: (oddio ancora…! fai finta di niente fai finta di niente fai finta di niente)
Consorte: (guarda altrove)
Suocera: i funghi! Alla napoletana! Sono buoni questi!
S: eh si…
Suocera: ecco allora- (e fa per aprirli)
S: nooooooooooo!!!!!!!!! NO grazie non li voglio sto bene così!!! (marò!)
Suocera: (faccia di chi non capisce come si possa non voler mangiare dei funghi confezionati sottolio)
Suocero: in questi giorni comunque sto facendo dei giri in bici al mattino presto… che freschetto!
S: eh beh si al masttino presto… anche io vado a lavoro in bici, si sta proprio bene
Consorte: (rivolgendosi a Suocera) e tu, perché non vai anche tu in bici?
Suocera: e no, io ormai sono già dimagrita troppo…
Consorte: ?
S: ?
Suocera: e quindi rimango a letto. E no, la bici no
Consorte: ma che c’entra?? Anzi, appunto perché sei dimagrita troppo non può farti che bene uscire un po’ in bici!
Suocera: (faccia poco convinta)
Consorte: prova, hai capito?? Che ti fa bene!
Suocera: c’è la frutta!
S:
Suocero: beh comunque dopo un po’ che uno non la usa, fan male le gambe…
S: eh, a me il sedere infatti…
Suocero: il sedere? No, magari i polpacci…
S: ‘-.- no a me non fanno male i polpacci ma solo il sedere, principalmente per il sellino
Suocero: eh perché non la usi anche in inverno
S: (e perché te l’hai mai usata in inverno??) beh certo che no, piove o nevica sempre e poi quell’aria gelida che arriva in faccia non la sopporto (come minimo dovrei mettermi un passamontagna)
Suocera: ecco la frutta! Ci sono ciliegie e albicocche
S: che bello! Le adoro ne mangerei quintali
Suocero: nooo vabbé basta coprirsi bene, uno mette su un giaccone, i guanti e via
S: (si, a Rio de Janeiro forse) si ma c’è l’aria gelida che ti arriva in faccia… e oltretutto la strada è sempre ghiacciata, oltre appunto a piovere o nevicare un giorno si e uno si
Suocero: eh vabé se uno esce alle 9-9.30 si è già sciolto tutto
S: (si, se io andassi a lavoro alle 10 magari)
Suocera: eh c’è la frutta…
S:eh beh si… (che bisogno c’è di ripetere mille volte la stessa cosa, quando oltretutto sto mangiando davanti a te e ho il piatto pieno di noccioli?) ho mangiato mezza ciotola di ciliegie e 4 abicocche…
Suocera: eh bisogna mangiare la frutta
S: e infatti la sto mangiando! Ma non posso mangiare da sola 2 chili di ciliegie!
Suocera: no?
Suocero: ah no?
S: ‘-.- ovviamente no…! poi bisogna rinchiudersi in bagno e concentrare li la propria serata…
Suocera: eh ma la frutta va mangiata…
S:
Suocero: (portando in tavola dei cioccolatini Lindt) ci sono i cioccolatini! Buoni questi!
S: (odio i Lindt!!) eh…
Suocero: mmm buoni, sai che all’interno sono morbidissimi?
S: si è quella la peculiarità dei Lindt… ed è proprio quello che non mi piace – oltre al fatto che persino la cioccolata fondente è troppo dolce
Suocero: mmmm cremoso dentro! Buono! Prova!
S: (bleah) no grazie proprio non mi piacciono…
Suocero: prendiamo altri cioccolatini!!
S: nuuuuuu, grazie sono pienissima!!
Suocera: (golosissima e diabetica) eh c’è il gelato senza zucchero!
S: grazie sto bene così!!
Suocera: è senza zucchero!
S: (cosa me ne frega a me, non sono io diabetica!) no grazie sono piena
Consorte: dai vabé, vediamo com’è ‘sto gelato…
Suocero: siamo andati poi a vedere quella mostra… bella! C’erano tanti oggetti della Cina di secoli fa (riferimento quanto mai vago), ma fatti bene…! Un pettinino col porta pettine…
Suocera: (scuotendo la testa) no!
Suocero: cosa no??
Suocera: non era un pettine!
Suocero: (iniziando a inalberarsi) come no?? E che cos’era??
Suocera: (scuotendo la testa) non c’erano pettini!
Suocero: ma allora, che cosa stai dicendo? Che la gente non si pettinava??
Suocera: (scuotendo la testa) no
Suocero: ma cosa stai dicendo!! Stai dicendo un mucchio di fesserie!!!
Suocera: no! Non capisci te! Perché loro erano tanti!
Suocero: ???
S: ???
Consorte: (dileguato)
Suocero: non hai capito niente!
S: ehm… vado in bagno…

Tornata dal bagno

Suocera: ci sono i cioccolatini!
S: no grazie… sono a posto…
Suocera: c’è il gelato!
S: NO! grazie
Suocera: è senza zucchero!
S: (sigh)
Consorte: (dileguato)
Suocera va via a torna con scatola di dolcetti e cioccolatini assortiti.
Suocera: ci sono questi!
S: no… grazie…
Suocera: cioccolatini alla menta!
S: ma io non sono golosa… i dolci insomma… non è che mi attirino molto… e poi sono piena!!
Suocera: (faccia di chi non capisce come si possa non voler mangiare qualsivoglia dolce sulla terra) Alla menta!
S: io ODIO la menta! (e ve ne ho anche parlato)
Suocera: …i cioccolatini…
S: (sigh…)
Consorte: (ricomparso) ah ah ah, che bello questo!
S: (oh no!) uno stecco di zucchero a forma di Hello Kitty…
Suocera: ecco, c’è quello! Prenda, prenda quello!
S: Consorte prendilo tu… (mi piace Hello Kitty ma odio gli stecchi di zucchero, così come odio tutto lo zucchero – MA E’ COSI’ IMPOSSIBILE VOLER MANGIARE SOLO UN PIATTO DI INSALATA DI RISO E UN PO’ DI FRUTTA SENZA VOLER PASTICCIARE DI SOTTOLI E DOLCI??)
Suocera: ecco, c’è quello! Di zucchero!
E si mette a dividere per tipo le caramelle contenute nella scatola.
Suocera: ecco, caramelle alla menta! Piacciono?
S: NO, io odio la menta. E anche le caramelle
Suocera: (faccia di chi non capisce come possa non piacere la menta, le caramelle e soprattutto le caramelle alla menta)

Suocera si mette a riselezionare caramelle.

S: (ehm… guardiamo la tv) ah carino questo film, l’avevo già visto una volta! C’è questa tipa qui che ha una paura incredibile di andare in aereo… è tesissima…
Suocera: anche io lo sarei, no l’aereo… no…
Suocero: eh, si può sapere con cosa non sei tesa te, a guidar la macchina no, ad andare in bici no, l’aereo no. A momenti manco le scarpe per camminare no!
S: (in effetti…)
Consorte: (dileguato)
Suocera: ecco, queste qui! Golia bianca c’è scritto! Liquirizia c’è scritto!
S: no grazie, non voglio caramelle alla liquirizia subito dopo cena (e poi odio le caramelle, tutte!!)
Suocera: c’è il gelato!
S: NO GRAZIE. Vado in bagno! (bagno, salvezza mia!)

Tornata da bagno. Trovo un bicchiere pieno di gelato al mio posto.

Suocera: ecco questo è il gelato! Limone-
S:
Suocera: -fragola!
S:(cioè… già avevo detto di NO… già il gelato senza zucchero fa cagare… ma persino i gusti di frutta! Odio i gusti di frutta, mangio solo i gusti alle creme!! SIGH SIGH SIGH!)
Suocera: il gelato!
S: (fulminando Consorte) eh già, il gelato! …

Dopo, da sola con Consorte

S: ma insomma! Ce ne sarebbe da dire, tipo come quando già sparisci nei momenti più “tesi” fra i tuoi! Oltretutto avevo detto NO al gelato, oltretutto faceva pure cagare, torno e cosa mi ritrovo? La coppetta di gelato! Non ho capito perché non hai fermato tua madre porca @[#*§1’304910 !!
Consorte: ah non me ne sono accorto che non lo volevi
S: … =___= (sigh…)
__E cos’è quella roba?
Consorte: lo stecco di zucchero Hello Kitty
S:(SIGH)

Ce ne sarebbe altro da raccontare, ma eviterò di annoiarvi ulteriormente. C’è troppa roba.

Cioè, io ho un problema con i bambini. Non mi piacciono. Per niente. Diciamo quelli dai 4 anni in su.
Quando hanno qualche mese sono bellissimi, tutti rotolosi e teneri. Li mi piacciono.
Poi non li sopporto, maschi e femmine è indifferente. Rarissimi ne ho conosciuti di veramente bravi, intelligenti e poco rompi.

Ma mi rendo conto che ho serissimi problemi di sopportazione anche dei genitori. MOLTISSIMI PROBLEMI.

Ci dev’essere un modo. Di scappare in Polinesia. E basta. Senza visto, senza burocrazia. Lavoricchiare giusto per la sopravvivenza, poi niente. Lontano da tutti.
Ma non è possibile.
Le persone oneste non possono scappare più da nessuna parte in questo mondo.
Non c’è via d’uscita…
Sono stanca.


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L’ottavo danno

Ecco l’ultima di oggi.

L’ottavo danno.

Doveva pur arrivare prima o poi.

Bello questo, vero? E’ la parte esterna di un vestitino delizioso.

O meglio: era!

SIGH SIGH SIGH SIGH SIGH!!!!!!!! :-(((((((((((((((((((

Sono così stanca che non ho neanche la forza di arrabbiarmi (con nessun altro che me stessa).

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Rilassiamoci con queste foto.

E’ il parco di Monza, il più bello per il relax sull’erba, e oltretutto domenica c’era una temperatura perfetta.

E questa è la splendida Val Masino (ricordo ahimé lontano dell’unica mia vacanza del 2010).

[spero abbiate quick time – questo è uno splendido lavoro del mio Consorte ^_^]

Posterò presto altre foto (di altre cose).


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Uffaaa

“S quando non c’eri sono arrivate 8 scatole di documentazione da smistare. Quando hai tempo” (farlo tu no eh)

“S scrivi a cliente Rompipalle come dobbiamo fare i disegni”

“S scrivi a cliente Rompipalle che cavolo significa questo commento sulla procedura!”

“Dear Ms S, please find here the commented drawings. Please note that in 2008 … and now… and the project specification… and the carbon steel… and the site boiler… bla bla bla bla” :( ingegnere indiano…

“S mandi quel fax in Algeria”

“S chiama in Grecia perfavore, dobiamo sapere se hanno ricevuto i nostri documenti”

“S scrivi a quei tizi in Giappone se vogliono il pezzo indietro e a carico di chi”

“Dear S, as for the trailing email please confirm what you stated in 2008 about the non pressure parts ecc ecc ecc Thank you”

“S ce li mai mica quei manuali in russo?”

“S, allora, ricominciamo la turnazione del centralino. Tu sei tot tot e tot pomeriggi” (che poi non ho capito perché solo le donne devono tenere il centralino)

“S ma c’è Boss n° 1 in ufficio? Ah non gli funziona il telefono… vieni qui a farmi vedere come posso passargli la chiamata sul cellulare?”

“S c’è da scrivere questa mail in inglese… allora, relativamente a quella bolla, il materiale bla bla bla perciò il reso bla bla bla e ci aspettiamo un’offerta molto buona bla bla bla cordiali saluti. Mettimela giù bene eh”

“S ho bisogno di te… Questo tizio mi chiede queste cose qui e un uccellino mi ha detto che sono offerte che avevi fatto tu nel 2009… e nel 2008. Cosa devo fare?”

“S, Boss dei Boss mi ha detto di passarti questo questionario di pre-qualifica del fornitore… non è tanto lungo… 24 pagine” (e ‘sti cazzi no?? Di solito sono al massimo 5 pagine! E comunque non so il 90% dei dati che richiedono, e così dovrò farlo lunedì insieme a Boss dei Boss…)

“S hai mica tempo di fare quelle targhette di 12 righe per 50 posizioni in ordine da ricollegare ai formati estratti dal Sap del cliente…? Ok ok… dopo…”

“S, verda di rintracciarmi quel Cin Cin Zeng li in Cina. Poi me lo passi”

“S… non riesco a evidenziare le celle di quelle offerte… lei hai protette?”

“S dov’è l’indice di documentazione finale di quel cliente?”

“S allora… quell’offerta che ci richiedono… Si lo so che non c’entri niente, ma io te lo dico lo stesso!”

“S la chiamata con la Cina non si sentiva bene. Richiami e passi”

“S magari mandagli prima un sample di quelle targhette, che dici? Così andiamo sul sicuro”

“S ma non c’è nessun indice qui!! AAAAArrrrrggggggggghhhhhh!!!!!!”

“Dear S, please do ignore my previous comment” ( =_= brutto pirla di un indianino!)

“S è proprio sicura che questo sia come dobbiamo fare la fattura? Sicura? Sicura sicura?? …vabé, allora poi la do in contabilità” (o se non sei convinto puoi anche fartela da te!)

“S. Sono arrivati i documenti dalla banca. No, li tenga lei e faccia tutto lei!! Mi aveva anticipato la lettera di trasmissione perché era in ferie. Ma i documenti me li hanno portati solo oggi, lei c’è quindi se li smazza lei!”
(brutto str**** di
Direttor. Lup. Mann. Figl. di Putt!.… vattene a casa, basta rubare lo stipendio ai giovani! E vedo che salutare è un’abitudine eh)

“S, venga giù che ho bisogno di due righe in inglese”
(aaaaaaaah ecco, quando hai bisogno non ti fai nessuno scrupolo a chiamare la sottoscritta! Il pudore non sappiamo proprio dove sia di casa! E impara l’inglese ca§§o, dopo 40 anni che lavori in una multinazionale!!)

Anche oggi torno a casa TREMANDO. Non so neanche come ho fatto a tornare a casa in bici, anche se mi ritrovo i polpacci tutti sbregati.
9 ore di maciullamento di coglioni, e lunedì ce n’è ancora a manciate.
Che dio benedica tutto l’acol del mondo, altrimenti non ho idea di come fermare il tremito quando torno a casa.
Basta, gna faccio più :(
Mi sparo ora che faccio prima.

Comunque mi hanno chiamata altrove per un colloquio! TIE’ brutti stronzi!!


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