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(Pprendi i soldi) e scappa

“S! Scriva e invii questa lettera al consolato francese!… In francese ovviamente” (NB io non so il francese. Ma so usare molto bene gli strumenti per le lingue di google)

“S, hai fatto quella convocazione al collaudo? … Va bene va bene, dopo”

“Buongiorno, cerco la signora S… E’ lei? BENE! Allora, io volevo proporvi l’abbomento alla rivista tecnica bla bla bla… e quest’anno i costi… e poi la rivista online… bla bla bla… le mando anche una mail!!”

“S, sei li? Ho in linea una chiamata per te. India” (argh)

“S, ma dove sei? …ti sei scordata la riunione? Stai perdendo colpi eh! Dai vieni subito. Già che ci sei, chiama anche tutti gli altri!!”

“S! Venga nel mio ufficio. …devo scrivere all’azienda Wlacina. Allora… Caro… bla… A capo… Come tu ben sai… bla bla …. pertanto noi… bla bla bla… Saluti ecc. Ovviamente poi la sistemi bene lei” (risultato: 10 righe di email, mezz’ora per dettarmele. Un caldo soffocante poi in quell’ufficio – e per dirlo io, che amo il caldo…)

“S, sei li? Mi servono dei cataloghi. Scusami ma mi hanno inaspettatamente spedito da quel cliente e mi servono adesso. Si, diciamo… VENTI cataloghi andranno bene. Grazie” (Nota: alcuni cataloghi ce li stampiamo noi in azienda con una macchina particolare e su carta spessa. Ovviamente questo compito spetta a me)

“S, è li? Riunione straordinaria per il Lodo Rognosi Riuniti. Venga e porti la pratica”

“Pronto pronto S! Hai fatto mica quella notifica eh, no vero?? Auff, menomale! Lasciala in sospeso un attimo”

“S, chiamata in linea dalla Corea. Ma è un indiano” (ma sono dappertutto!! :( )

“S, ha mandato la lettera al consolato? Ah, il fax fallisce… lei provi e provi a mandarlo per tutta la giornata!”

“S, sei stata tu a inoltrarmi i commenti sui disegni da parte del cliente il 27 gennaio del 2007? Puoi trovare la mail?”

“Ciao, Boss N° 1 ti aveva dato dei manuali da tradurre in inglese. Sono pronti??”

“S, hai più scritto a quei tizi di mandarci delle foto della presunta non conformità che ci segnalano? Ah, non te l’avevo detto…? Ah vabbé, fallo ora dai”

“S, chiami l’agenzia viaggi per prenotare un volo andata e ritorno per Vergate sul Membro per due persone con bagagli particolari bla bla bla”

“Pronto signora S? Si, allora per quella spedizione in Danimarca, il cliente non deve entrarci nulla, bisogna fare la fattura proforma bla bla bla mi mandi una mail grazie”

“S, venga nel mio ufficio per parlare dell’ultima mail del Lodo Rognosi Riuniti”

“Senta S, per il volo in Grecia dei nostri tecnici, mi manda le spese di agenzia giù in amministrazione? E’ urgentissimo” (che poi l’agenzia non me le aveva date quando ho confermato i voli… quindi ho prima dovuto chiamare l’agenzia, farmi mandare la mail da loro e poi inoltrarla giù in amministrazione)

“S è arrivata questa lettera in cui il cliente chiede che gli facciamo questa dichiarazione su carta intestata. Provvedi tu e poi falla firmare a Boss dei Boss e poi faxala al cliente come anticipo e poi mandala in originale con corriere. Grazie”

“S, la stampa su carta intestata è venuta male… mi sa che ti tocca rifarla. Prima cambia il toner però”

“Signora S, allora, la proforma non va bene, coregga il punto qui, la virgola li e la slash di qui, poi servono i codici doganali ecc ecc. No, va fatto entro 10 minuti perché io sono part time e so per uscire”

“S, mercoledì è festa nazionale. Sa cosa deve fare lei vero? …ma come “no”? Deve mandare comunicazione a tutti i destinatari esteri prestabiliti della nostra chiusura e registrare la fonia automatica in inglese che partirà ad ogni tentativo di chiamata mercoledì! Ah è in ferie lunedì e martedì è vero… beh scriva il testo e lo consegni in amministrazione!”

“S mi è arrivata la mail con le spese di agenzia della trasferta in Grecia. Non mi servivano più, comunque va bene, ricevute” (“grazie” no eh)

“S, chiamata dalla Spagna”

“Pronto signora, le ricordiamo che è scaduto il vostro abbonamento alla rivista IlTecnicoCheSaTutto, bla bla bla e ancora bla… beh veramente noi abbiamo scelto come politica aziendale di non mandare mail, quindi bla bla bla la bla bla e ancora bla!”

“S, chiami questo tizio in Danimarca e vedete di organizzare la consegna del materiale ecc ecc”

“S hai fatto quella notifica al collaudo? …No no, adesso falla, dai, è urgente!”

“S, come si dice in inglese noi non possiamo assorbire i costi per una mera questione estetica richiesta dal tuo cliente?”

“S, venga nel mio ufficio! …Ho visto questa mail, l’ultima della questione Danimarca. Non metta MAI queste persone in conoscenza. Ah, gliel’hanno detto loro? FA NIENTE, non li metta affatto, anzi adesso chiama questo tizio in Danimarca e gli dice anche lui di non mettere mai questi tizi in copia!” (brutto pirla, perché mi hai fatto venire di persona per questo?? al telefono non andava bene??)

“S, le garanzie bancarie saranno pronte lunedì, le dovrà scannerizzare e anticiparle al cliente via mail, e poi mandarle con corriere. Ah lunedì è in ferie…? Ok, allora prepari la lettera di accompagnamento del corriere e me la porti. Poi mi mandi via mail il testo in inglese e i destinatari così ce l’ho pronta lunedì”

“S, gli hai più scritto per quelle foto?”

“S, chiamata dall’India di nuovo”

“Questa è la lettera di accompagnamento? Ok. No, fa niente per la mail, gliela mandi poi lei giovedì. Ah vogliono anche la fattura? Allora mi porti la bozza che avevano approvato che non mi ricordo più cos’era stato fatto finora” (nnamo bene, e “grazie” sempre niente, mi raccomando)

“S, Boss dei Boss mi ha detto che devi lasciarmi delle cose, devi spiegarmi alcune cose da gestire mentre non ci sei… si è finito l’orario di lavoro ma dobbiamo fare questa cosa per forza. Spiegami dai”

Ecco la giornata tipo. Ed era anche peggio del solito perché ho preso lunedì e martedì di ferie, perciò tutto doveva essere fatto, finito, rifinito e spiegato entro venerdì alle 5.

LA FOLLIA.

Sono tornata a casa che tremavo, tremavo come una foglia. In tutta la giornata lavorativa non so se ero riuscita ad andare in bagno due volte.

Menomale che esiste l’alcol. Ah santo bianco fermo ben ghiacciato. Due bei bicchieri tornata a casa e stavo già meglio.

Pronta per affrontare le pulizie domestiche, che ho finito alle 7.

STRAVOLTA.

Me le meriterò un po’ di vacanze? ECCERTO, dopo che me le hanno fatte sudare e sputare sangue, che gli venisse il cagotto fulminante a tutti!!

Basta, io stacco. Domani io e consorte saremo alle terme, in località ignota e remota, cellulare spento e relax supremo.

Arrivederci, non voglio sapere più niente!!!


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Estate, finalmente!

E finalmente! Il caldo! IL CALDO!

Oooooooooooooooohhhhhhhhh!!!!!!!!

Adoro il caldo anche se ci sono 35 gradi e un’umidità dell’87%. La mia folosofia è quella della lucertola: meglio caldo che freddo, ad ogni costo.

Anche perché per via del tempo di m@#§a dei giorni passati ho preso un raffreddore orribile da cui non mi sono ancora completamente ripresa. Mi sono imbottita di medicine fino a sembrare tossicodipendente, ma finché non è arrivato il caldo comunque non stavo guarendo.

AMO L’ESTATE!

E per concludere con un sorriso, voila, ecco una foto di una borsa spassosa che mi ha portato il mio consorte dall’ultimo salone del mobile: una borsa della TOTO!

Agli occidentali “TOTO” dirà ben poco, ma per chiarirci: è una marca giapponese di prodotti di idraulica, anche di alta tecnologia.
Diciamo che in Giappone io l’ho vista 99% nelle toilette, nel senso: ehm… avete presente quei water che fanno anche da bidet e con la tavoletta riscaldata? Beh, TOTO fa quelli, e quando sono stata in Giappone li ho visti solo di questa marca.

Questi, per intenderci!

Ed ecco la borsa, che io sfoggio alla grande! (che pirla che sono…. ma che devo dire, quei cessi in Giappone erano una meraviglia, con lo spruzzino del bidet sia per il “davanti” che per il “dietro”, in cui si poteva regolare la pressione dello spruzzo, la durata e il calore dell’acqua, e spesso c’era anche l’opzione “flushing sound”, un suono impetuoso di cascata che serve sia a mimetizzare tutti i rumori che possono venire dalla vostra toilette, sia eventualmente per stimolare la pipì, se dovesse servire… o a volte il tasto è “music” e parte a tutto volume qualche pezzo di amena musica classica, sempre allo scopo di coprire i rumori… ma io preferivo flushing sound!)

Ahahah!! XD


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Mi domando e dico (3)

NO scusa
Anche io detesto i Promessi Sposi
Proprio … mi fa cagare, lo trovo un libro lagnoso, stupidamente religioso, bigotto e molto noioso.
MA
Alla domanda “come si chiama la governante di Don Abbondio”
COME CAVOLO SI FA A CHIEDERE L’AIUTO DEL PUBBLICO?????


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O-MIO-DIO

Dato che ultimamente sono in vena di denunce, ho finito tutti i libri che potevo leggere e sono uccisa dal lavoro ogni giorno e non succede neanche niente degno di essere postato, vi segnalo questo articolo di un po’ di tempo fa, che mi era capitato tra le mani (o tra il cursore) mentre stavo facendo quanche incomprensibile ricerca: i 10 peggiori disastri della chirurgia estetica
E ho trovato questo sito (Oddee), che mi ha propinato una bella carrellata degli orrori.

Farò solo da traduttrice e spesso, “riassumitrice”.

Prima di cominciare la carrellata degli orrori, devo fare una nota: naturalmente fra i 10 non poteva mancare Michael Jackson. Poraccio non lo sa manco lui perché si sia deturpato in quel modo. Ma non per essere di parte, però io l’avrei messo all’ultimo posto. Gli altri sono molto più orrendi. MOLTO.

Ma cominciamo.

1) Hang Mioku
Ovvero la donna che si iniettò dell’olio da cucina in faccia.
Su questa mi sono documentata quindi vi do qualche informazione in più.

‘Sta povera bacata ha iniziato a operarsi chirurgicamente, soprattutto nel viso, dall’età di 28 anni. Ora ne ha 48 ed è il mostro che vedete qui sotto. Ed era una bella ragazza fra l’altro.

La Mioku è sudcoreana, ma per poter assecondare appieno la sua “passione” si è addirittura trasferita in Giappone andando ad abitare a fianco della clinica dove si faceva operare. Comodo no?
Per un bel po’ di tempo a nessun (stupido) medico è mai venuto in mente di dire alla signorina di smettere, quando piano piano la sua faccia si andava sempre di più e visibilmente sfigurando.

Finché un bel giorno track! hanno deciso di darci un taglio e l’hanno rifiutata per sempre come paziente.

Bella merda eh, prima ti sfigurano (certo, per tua richiesta, ma sempre sfigurare è) e poi ti impediscono qualsiasi supporto medico!

Tornata in Corea (dove
non è stata riconosciuta dai suoi stessi genitori), la Mioku ha ossessionato diversi chirurghi estetici facendosi iniettare altro schifo nella faccia e nel collo, dopo qualche seduta veniva anche qui rifiutata finché un medico, esausto dalle continue richieste, le ha fornito strumenti e materiale per FARSI LE INIEZIONI DA SOLA.
Sissignore, per levarsela dai maroni il medico non ha esitato a darle l’occorrente e pregarla di levarsi dai piedi. Cioè, sul levarsi dai piedi aveva perfettamente ragione, ma fornirle l’occorrente… certo che il denaro compra proprio tutto.

Ma la chicca deve ancora venire.

Un bel giorno la nostra eroina (magari) si accorge che il silicone le è finito. Si rivolge al medico. La risposta è mavaccagare. Cosa va a pensare il genio? “
O perché non mi inietto un bel po’ di olio da cucina in faccia? Mah, come consistenza mi pare uguale al silicone… ma si va, andata!” Et voila.
Un mostro.

IL mostro.

Già era orrenda prima, figuriamoci poi con dell’olio. Che poi alcuni dicono fosse bollente, altri no…poco cambia. Si è sfigurata.

Oltre ai dettagli del viso, è anche sfigurata nel fisico, nel senso che ha la testa molto grossa e un corpo piccolino.

Dopo questo episodio sembra che abbia capito di aver toccato il fondo e di essere malata. Nella testa.

Si è rivolta a molti chirurghi, stavolta per chiedere di toglierle qualcosa dalla faccia. Nisba, se non a cifre molto alte rispetto al suo budget (che del resto dopo decenni in operazioni chirurgiche, si era quanto mai assottigliato).
Insomma. Come fare. Aiuto.
Va in TV. Non so i dettagli, se l’abbia chiesto lei, se l’abbiano invitata…comunque, ci va.

La gente la vede, inorridisce.

Si fa una colletta e si trovano i chirurghi disposti ad aiutarla. Per ora che io sappia le sono stati rimossi più di 60 grammi di materia dalla faccia e 200 dal collo (!!), ma le crifre non sono esatte perché ha fatto diversi interventi “riparatori”.

Dicono che ora sia un po’ migliorata, ma naturalmente il volto rimane assolutamente sfigurato.

E pensare che lei era in cerca del “viso utopico”.

Povera.

2) Jocelyn Wildenstein
Maròòòòò, e che è??

Questa donna (?) era la “povera” moglie di un milionario con cui viveva felicemente con i loro due bellissimi bambini.

La leggenda narra che però quando lei scoprì il marito a letto con una modella russa ventunenne, per Jocelyn scattò la scintilla. Ma non dell’odio, bensì della follia, evidentemente: perché lei, invece di mandare a cagare il marito spillandogli tutti i soldi uno a uno (come avrei fatto io), ha pensato che se fosse diventata più bella lo avrebbe riconquistato.

Il che secondo lei significava cambiarsi i connotati in modo orribile dalla chirurgia estetica. Per la modica cifra di 4 milioni di dollari.

Comunque… non l’ha riconquistato, il marito.

Dice lui che non non capiva neanche chi fosse. (il bastardo)


3) Michael Jackson

Beh che dire. Il buon Michael. Nessuno saprà mai perché un bel ragazzo afroamericano eccezionalmente dotato (di talento, che avete capito??) si sia voluto deturpare così.


Secondo me non lo sapeva neanche lui. Capisco che il naso potesse sembrargli un po’ grosso, francamente anche a me il mio sembra grosso anche se tutti giurano che non è così. Ma piuttosto che farmelo spaccare e rifare (oltretutto più brutto di prima, nel suo caso) preferisco il mio naso così com’è.
Altresì mi sembra strano che
nessuno gli abbia fatto notare l’assurdità di quello che stava facendo. Cavolo, capisco gli estranei. Ma ad esempio, la madre. La madre. Che minchiazza stava facendo quando il figlio si massacrava la faccia??
Bah. La famiglia. Si vede a volte eh.

Beh comunque non l’avrei messo al terzo posto… vedrete che mostri ci sono dopo. Si meritava almeno l’ultimo.

E lui preferisco ricordarmelo così.


(scusate le qualità non eccelsa ma in quel momento i motori di ricerca mi stavano facendo impazzire, alla fine mi sono rotta e ho scaricato le uniche immagini che potevo visualizzare, queste due – che alla fine non sono malaccio comunque)


4) Pete Burns

You spin me right round baby right round…

Ve lo ricordate? Dead or Alive? Io adoro questa canzone. W gli anni ’80!

Vi ricordate vagamente il cantante?

Io si. E guardando la foto qui sotto, di come è adesso, non l’avevo proprio riconosciuto.

Blah.
Pare Marylin Manson quanso si alza al mattino.

5) Dennis Avner (l’uomo gatto)
Questa foto la dice tutta da sola.

Lui ha dichiarato che voleva somigliare a una tigre…


6) Eric Sprague

Anche questa foto dice tutto da sola. Non capirò mai ìsta gente che si deturpa per somigliare
vagamente a qualche animale. Che schifo.

7) Donatella Versace
Eh, questa noi la conosciamo molto bene. Beh insomma si vede che nelle labbra c’è stato il “silicone libero” alla grande. Non parliamo del botulino.

Ma che dire dell’evidentissimo seno finto? Vedete che contrasto fra il corpo magrissimo a manico di scopa, con la sua pelle tutta cadente, a confronto con quelle tette sode da teen ager?

8) Jackie Stallone
Ovvero la madre di Sylvester. Mio dio, sembra la Mioku…

9) Amanda Lepore
Vabbé questo/a la conoscevo già, è un transessuale famoso per essere stata “la musa” del fotografo David LaChapelle.

Che dire. Non ho niente contro i trans. Che me ne frega a me di chi va a letto con chi, e con che modalità. Però questo trans mi fa senso. Cioè, basta guardarlo.

Ha iniziato a operarsi dall’età di 15 anni, e da allora è stato un processo inarrestabile. Non si conta il numero di interventi.

 

10) Micaela Romanini
Devo dire che non l’avevo mai sentita nominare. Sembra che sia una tipa imparentata con i Berlusconi.

Sembra altresì una parente stretta di Paperino.

Ma perché,
perché??

E non è tutto, siore e siori.
Non è entrata in classfica perché la sua deturpazione non è dovuta alla chirurgia estetica: ladies and gentlemen, Cathie Jung!

No, non è un fumetto, non è un cartone, non è un fotomontaggio, non è un fotoritocco: questa donna è veramente così!
E’ entrata nel guinness dei primati per essere la donna con la vita più stretta del mondo.
E’ una deturpazione che si è autoinflitta per anni e anni, non dovuta alla chirurgia estetica, ma ai corsetti in stile vittoriano che tiene addosso 24/24 h. Sempre. Anche quando dorme.
Il suo sogno era avere una vita strettissima, proprio come usava nel periodo vittoriano.
E’ diventata una maniaca della corsetteria e adesso ha la vita dello stesso diametro di un CD.
E dice di essere felicissima.
A me sembra soltanto deforme e mi fa impressione da morire.

Credo che tutte le donne amino avere un vitino stretto, ma credo che nessuna voglia che scenda al di sotto di 60, massimo 55 cm!! Cioè, io mi sentirei deforme!

Cathie, “vitino di vespa” era solo una metafora, cribbio!!! (ci insegna a dire il nostro giovane premier – che quanto a chirurgia è un’autorità).

Guardatevi questo fantastico video in cui è invitata ad una trasmissione televisiva. Il presentatore è schifatissimo!
Mi spiace che sia solo in inglese, comunque è molto semplice da capire.
“Buona” visione!!
Cathie Jung – The World’s Smallest Waist


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