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Japan – The Strange Country

Sulla scia di Nofanta, anche io vi propongo questo splendido videino che è la tesi di laurea del grafico Kenichi Tanaka (certo che un nome più comune di così… vabé, almeno si ricorda facilmente)

Le stranezze del Giappone, uno spunto di riflessione.

L’ho trovato in inglese su Youtube, naturamente non esiste in italiano… ma io l’ho visto la prima volta dal mio ufficio senza audio e anche coì si capiva benissimo! Anzi forse era anche più bello.

Buona visione!

Japan – The Strange Country


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Comunicazione di servizio

Scusate la latitanza gente, ma sono COSI’ incasinata ultimamente a lavoro… torno a casa e semplicemente spengo il cervello.
Non ho più neanche la forza di indignarmi, che alla fine è proprio la grande mancanza di tutti gli italiani verso la società.

Beh di certo non smetterò mai di indignarmi del fatto che a meno che io non mi licenzi e contemporaneamente non vinca al superenalotto, non potrò mai andare in Giappone in pianta stabile (il mio sogno), al massimo me lo potrò godere da turista ma certamente mai in questo periodo, dato che la mia azienda concepisce solo due momenti in cui dare le ferie: agosto e dicembre. Perciò non sarò mai spettatrice dello splendido hanami (che ormai è alla fine). Questo mi indigna profondamente.
Mi indigna anche questa orrenda puzza che filtra dal tubo della cappa della tipa che abita sotto di noi (ahimè collegato col nostro) – cos’è, paella in putrefazione?? SONO GIORNI E GIORNI, NON NE POSSIAMO PIU’ (che poi io sarei anche vegetariana, quindi pure ‘sto odore de pesce… fosse una cosa che mi attira… e comunque è sicuramente qualcosa che sta andando a male!!)
Non voglio offendere nessuno ma i calabresi mangiano proprio pesante. E puzzolente.

E insomma, per ora mi indigno delle cose più eclatanti, per il resto mi limito a mettere il cervello su off altrimenti dopo 10 ore di lavoro da urlo non reggerei…

Ma tornerò presto! Ah se tornerò!! (il tono è vagamente minaccioso…)


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo by with 15 comments.

Earth

Allora. Premetto che non sono un’ecologista inveterata.
Certo, ci tengo moltissimo all’ambiente, in vita mia non ho mai gettato in terra neanche un fazzolettino di carta, sono maniaca nella raccolta differenziata e nel cercare di produrre meno rifiuti possibili (ben difficile data la quantità di plastica usata dalle industrie anche solo per un pacco di oro saiwa), sono persino vegetarianissima per tutto un discorso di non violenza verso gli animali (e qui non mi addentro che senò famo notte), ecc ecc
Nel senso, niente marce, niente manifestazioni, niente discorsi su quanto “la casta” stia rovinando tutto, i soldi, il petrolio, le lobby, ecc.
Non sono un’ambientalista agguerrita.
Fondamentalmente non sono agguerrita.
E forse neanche ambientalista.
Basterebbe semplicemente comportarsi bene, tutti quanti.
L’esempio vale più di mille parole, ovvero, se tutti si sforzano di comportarsi civilmente nei confronti dell’ambiente e della natura, il resto verrà da sé, senza manifestazioni eclatanti.
Insomma, fatti, non pugnette.

A questo proposito vi propongo, a mo’ di riflessione (ma sono benissimo che i lettori del mio blog sono già persone di una certa levatura – una bella fortuna) la classifica dei 15 posti più inquinati della Terra secondo Mother Nature Network (o MMN).

Sono veramente shockata.

Il mondo finirà, ma molto prima che il sole diventi una gigante rossa mangiandosi tutti i pianeti che gli capitano a tiro e poi collassando, per il semplice motivo che questo è stimato accadere fra 5 miliardi di anni e per quella data la Terra sarà già bella che morta, e solo per mano dell’uomo.

Ma vediamo la classifica, personalmente mi ha ghiacciato il sangue nelle vene:

Fiume Citarum, Indonesia
Il Citarum è il più inquinato fiume al mondo. Cirda 5 milioni di persone vivono sulle sue rive e la maggior parte di loro basa la propria fornitura d’acqua sul fiume stesso.

Chernobyl, Ucraina [detta Hiroshima ce fa na pippa, n.d.t.]
Si, è proprio la famosa Chernobyl dell’86. E’ da quella data che la città è ancora disabitata per le condizioni critiche dell’inquinamento da radiazione.

Linfen, Cina
Linfen è la città col più alto inquinamento dell’aria al mondo. Fa parte della “cintura del carbone” cinese ed è costatemente sommersa da fumo e fuliggine a tutte le ore del giorno.

Il vortice del nord del Pacifico
Un’isola di spazzatura grande due volte il Texas, nel mezzo dell’Oceano Pacifico, formatasi per via delle correnti del Vortice Subtropicale del Nord Pacifico. Profonda circa 9 metri, è composta quasi al 100% di rifiuti di plastica.


Rondonia, Brasile
Rondonia è uno stato del Brasile nordoccidentale che, insieme al Mato Grosso e al Pará, è una delle zone più deforestate della foresta Amazzonica. Come vedete la foresta è stata bruciata. Per farci degli stupidi pascoli per le mucche da carne. Principalmente di McDonald’s. Riflettiamoci (sono felice di non aver contribuito a questa deforestazione indecente grazie al mio vegetarianesimo)

Fiume Yamuna, India
Lo Yamuna è il più grande affluente del Gange. Attraversa Delhi e si stima che almeno il 58% dei rifiuti urbani finisca pari pari nel fiume. E tuttavia milioni di indiani ancora si affidano alle acque (acque? quali acque??) del fiume per lavarsi, per disfarsi dei rifiuti e per il normale fabbisogno (insomma, la bevono). (…!!!)

Dzerzhinsk, Russia
Secondo il Guinness dei Primati, la cittadine di Dzerzhinsk è la città contaminata dal maggior inquinamento chimico sulla faccia della Terra. Nel 2003 il tasso di morte eccedeva quello delle nascite del 260%.
Difatti, dal 1930 al 1998, più di 300.000 tonnellate di rifiuti chimici sono state indebitamente stoccate (diciamo “stoccate” e non “buttate li senza pensarci troppo”) in questa città.

Bacino del fiume Riachuelo, Argentina
Il nome di questo fiume è sinonimo di inquinamento allo stato puro. Più di 3500 fabbriche si sono insediate sulle sponde del fiume, in un paesaggio che include 13 favelas, numerosi quanto illegali canali di scolo che gettano direttamente nel fiume e 42 discariche.

Vapi, India
Posta nella parte sud della cintura industriale indiana, lunga 400 Km, la città di Vapi è una discarica per rifiuti chimici di ogni genere. I livelli di mercurio nelle falde acquifere sono 96 volte più alti del livello massimo di sicurezza, e l’aria e i prodotti sono contaminati dai metalli pesanti.

La Oroya, Perù
La Oroya, sulle Ande peruviane, è un paese di minatori coperto di fuliggine. Il 99% dei bambini laggiù ha i valori del sangue che eccedono limite di avvelenamento da piombo. Il tutto è da attribuirsi a una fonderia americana che sta inquinando il paese dal 1922.

Lago Karachay, Russia
Secondo i dati del Worldwatch Institute on Nuclear Waste, Karachay è il posto più inquinato di radioattività sulla terra (vedo che ci sono duelli all’ultimo sangue per accaparrarsi questo primato…)
Era utilizzato dall’Unione Sovietica come discarica di scorie nucleari e adesso il livello di inquinamento radioattivo è così alto da risultare letale dopo una sola ora di esposizione alla radiazione.

Haiti
Haiti era un paradiso coperto al 60% di una lussureggiante foresta. ERA. Adesso invece, ne rimane giusto il 2%. Potete vedere la differenza fra Haiti (a sinistra) e la Repubblica Dominicana (a destra) che invece ha salvaguardato il patrimonio boschivo.
Certamente la massiccia deforestazione non ha aiutato in momenti di emergenza come l’ultimo terremoto, facendo crollare valanghe di terra non più trattenuta dalla vegetazione.

Kabwe, Zambia
Piombo e cadmio saturano le colline di Kabwe dopo decenni di industria mineraria. Nei bambini si rilevano concentrazioni di piombo maggiori dalla 5 alle 10 volte gli standard consentiti della U.S. Environmental Protection Agency, e il terreno è tanto contaminato che non può crescervi più nulla.

Appalachia, West Virginia
Intere cime di montagne vengono scavate via devastando il paesaggio per ottenere carbone. Questo aumenta erosione, depositi di scorie pesanti, correnti inquinanti nonché infiltrazioni tossiche nei i fiumi dell’intera regione.

L’orbita terrestre
La foto la dice tutta…


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Grazie Yanello

Ero stanca. Nervosa. Insofferente.

ERO.

Ma ora non più grazie a questo!
http://yanello.blogspot.com/2010/04/mangia-mangia.html

Grazie Yanello!!!


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Pasqua e biliardino

Si si, la pasqua, bla bla bla.
Io non sono religiosa perciò per me non ha alcun significato, se non un giorno in più di vacanza (w la pasqua allora!) e grandi abbuffate dai parenti, il che spesso significa cibo eccellente e noia mortale.
Quest’anno non c’è stato manco il cibo eccellente.
Ma andiamo con ordine.
Sabato, abbiamo passato tutto il giorno dai suoceri, mi sembrava giusto dato che non stavamo a pasqua con loro.
Niente di che, se non fosse che mia suocera cerca sempre di ingozzarmi di cibo più che può (ma che vorrà fare un foie gras col mio fegato??) e naturalmente alla fine di ogni pasto commenta “la S ha mangiato poco”. E sempre invariabilmente chiede e ripete tutto almeno dieci volte. Chissà, avrà un disturbo ossessivo compulsivo per le ripetizioni. E naturalmente il pranzo non è finito senza la frase “ci sono i mandarini!” come se dicesse “c’è una torta panna e fragole a 3 piani!” (come fa a essere così ghiotta di mandarini? non mi pare che sia ‘sto frutto paradisiaco!) e la ripetizione (molta ripetizione) alla sottoscritta di mangiare la frutta (non mi avrete mai, MAI!)
Boh, la giornata s’ha da passare. Fra una mangiata, la pioggia (fredda), un tentativo di lettura, il mio consorte irrequeto (come sempre), mia suocera tesissima (come sempre, ma da un paio di settimane anche di più), una scappata al carrefour (…mah!), un’altra mangiata, una bevuta con gli amici ecc.
Il giorno dopo. Pasqua. Intanto mi sveglia mia madre alle 11 (avevamo fatto le 3 la notte prima). E già li.
Poi il pranzo di pasqua. Sapevo che lo facevamo tutti insieme dai miei zii, ma non sapevo che saremmo stati 20.
Un fastidio. Si è stato proprio un fastidio. Milioni di convenevoli, gente sconosciuta (per lo più vecchietti intronati – spiccava solo mia nonna, santa donna, non s’è mai lasciata andare un solo secondo), tonellate di cibo e neanche buono, tonellate di frecciatine di mia zia sul fatto che non mangiamo carne (‘zzo vuoi?? Se vuoi non vengo neanche guarda, facciamoci ‘sto favore!), discorsi fatui, rottura di palle, stanchezza. E sempre pioggia, fredda.
Non ci vuole molto a diventare di umore crepuscolare.
E poi, inaspettatamente, la salvezza: il biliardino.
Ovvero il calcio balilla. Mio cugino ne ha uno in garage, di quello proprio tipo del bar, bello massiccio.
Non c’è essere umano che non si senta in pace col mondo insieme a un biliardino.
Alla fine siamo andai via quasi alle 19. Cugini, relative fidanzate/i, mariti ecc, consorte, fratello ecc, chi più ne ha più ne metta, insomma, i ciòvani hanno passato l’intero pomeriggio attaccati al biliardino.
E da quel momento un ricordo è affiorato alla memoria. Non che me ne fossi mai veramente dimenticata.
Da bambini, anche io e il fratellino avevamo un biliardino. Però era da camera, molto leggero, facilmente montabile e smontabile, comunque assolutamente e totalmente un calcio balilla. Non potevamo vivere senza. Era il nostro gioco preferito, solo noi due e anche con gli amici, era assolutamente IL divertimento.
Un giorno abbiamo pensato di metterci dentro un goccio d’acqua per creare l’effetto erba bagnata in campo. Ovviamente era divertentissimo. Ovviamente un po’ di gocce cadevano sul pavimento.
Com’è difficile parlarne.
Mio padre l’ha scoperto.
Lui odiava che facessimo rumore, lui doveva leggere (cosa compri un calcio balilla a dei bambini per poi non voler sentire rumore?? E poi quando hai dei figli il silenzio te lo devi scordare!)
Ha preso di peso i biliardino. L’ha portato in soggiorno. E sotto i nostri occhi l’ha fatto a pezzi.
Ci è salito sopra, ha sfondato tutto con i piedi, poi ha preso una delle gambe e ha iniziato a colpire furiosamente quel che ne rimaneva.
Poi ci ha guardati con odio, con il viso trasfigurato dalla rabbia, un viso che conoscevo bene e che non potrò dimenticare mai. Due bambini terrorizzati. Mio fratello piangeva, povero tenero…io ero talmente scioccata che non ci riuscivo neanche (in compenso mi viene da piangere adesso, a 20 anni di distanza). Dopo aver ansimato un po’ ci ha detto, a metà fra un sibilo e un urlo: “e vi va bene che non ci siete qui voi!”. Poi ha lanciato la gamba del biliardino contro il muro, ci ha guardati schifato, e se n’è andato.
E così, ci avrebbe uccisi a sprangate? Dov’era mia madre? Quello era un odio inconcepibile.
Fin da bambina ho sempre capito quanto sia facile che un genitore uccida un figlio, e come un figlio uccida un genitore. Come potrebbe essere più facile?
Ieri, a pasqua, il biliardino io non l’ho neanche toccato.
Era sempre splendido, lo so, lo capisco benissimo, so che è gioco meraviglioso. Ma giuro che non ce la faccio. Sono stata felice di vedere che mio fratello è riuscito a fare qualche partita, ma aveva un’espressione… come definirla… quasi imbarazzata. Non si divertiva. Infatti è stato quello che ha giocato di meno, e io per niente.
Non so neanche dire quanto mi sento male adesso. Ho fatto togliere bruscamente al consorte la musica che stavamo ascoltando, lo splendido David Bowie, altrimenti l’associerò sempre a questo ricordo orribile. Grazie a dio ha messo qualcosa di assolutamente scadente e insipido.
Inoltre ci ho messo ore a scrivere questo post.
E non sarebbe neanche l’unico orribile episodio, anzi. Non l’unica volta che ho avvertito il pericolo per la mia incolumità tanto intensamente, non l’unica volta che assaggiavo il terrore, non l’unica volta che vedevo il trauma in modo tanto evidente in mio fratello più piccolo, non l’unica volta che avevo capito con orrore che finché fossi vissuta sotto il suo tetto lui avrebbe disposto come gli poteva parere e piacere delle nostre vite, dei nostri corpi, delle nostre anime e terrorizzarci quanto gli pareva.
Odio la mia infanzia, e forse per questo non mi piacciono i bambini. Non saprei dirlo.
Mi sembra di voler bene a mio padre, eppure sono anche certa di odiarlo. Odio il fatto che i bambini vogliano bene ai loro genitori anche quando questi sono assolutamente immeritevoli.
Eppure solo grazie a questo fatto io non mi sono mai vendicata (veramente ho sempre cercato di stare più alla larga possibile da lui, pur pensadoci con odio) e riesco a tirare avanti senza avere istinti omicidi.
Forse è stato questo a salvare le apparenze quando ieri, dopo una giornata di biliardino, lui mi baciava e abbracciava davanti agli altri con una certa soddisfazione di avere questa figlia e ricordando a tutti quanto gli somigliavo da bambina ecc ecc frizzi e lazzi.
Quanto sono stata male. Di notte, sono stata da cani. Quel ricordo mi ha torturata per tutta la notte.
Oggi mi sento male e di cattivissimo umore, e sento insofferenza verso tutti e tutto, e mi fa schifo tutto, l’insistenza di mia suocera, i miei, mia madre che rompe le palle con il matrimonio, le giornate perse in convenevoli, il pessimo cibo, il galaxy express che atiamo vedendo adesso (si dice che sia un cult, e io anche lo pensavo – ma riguardandolo è incredibilmente mal fatto), tutto quanto… mi da un incredibile fastidio, più del solito, una cosa insopportabile.
Anche la bella giornata di oggi. Non poteva essere bella e basta, no, deve anche esserci un ventaccio che neanche la bora, orribile.
Speravo che quesro outing mi servisse.
Oddio magari mi servirà veramente, anche se non con risultati immediati.

non so come concludere…


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