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Cosa significa rosicare

La primavera! …in città

Scusate la qualità non è eccelsa ma non potevo soffermarmi troppo…

Poi in centro città ho visto cose meravigliose, come questa

e questa

e… questa!

Eeeee… questa!!

E altro ancora che non ho potuto fotografare perché la commessa del negozio era proprio li a fissarmi da dietro la vetrina…

Peccato che questi vestiti andassero dai 239 euro ai 670! :-(

E così ho dovuto accontentarmi…

€ 9,90… cinese… (dovevo abbinarla a una giacca – il match è riuscito, bella consolazione eh)

Mannaggia a me e alla povertà.
Che se avevo i soldi altro che vestiti, me ne andavo via dall’Italia del tutto.


Posted in pensieri, tristezza by with 5 comments.

Il senso dell’inutile

Dopo queste ultime elezioni, direi che farò mia la filosofia riassunta in modo eccellente dalla famosa constatazione di Giovanni Giolitti:

governare gli italiani non è impossibile, è inutile.


Posted in a' coso...ma te posso dà der tu? by with 11 comments.

Che fretta c’era

E’ primavera. Stavolta per davvero. Sono più sveglia, più contenta, più tutto.
Adoro il caldo e la luce, ah meravigliosa luce fino anche alle 18!! Se c’è una cosa che odio è quando il pomeriggio alle 4 è già buio.
E’ anche tornata l’ora legale ma mi sento in formissima, al contrario di molti che mugugnano, “eh si dorme un’ora in meno”. Maffigurati. Io sto benone. Finalmente la Lombardia ci regala qualche ora di sole e bel tempo, godiamocelo!

Dato che non ho niente di particolare da scrivere ultimamente e che Yanello si lamenta della sua vista dal balcone, posterò delle foto che riprendono sia la vista dal mio balcone (che poi è la ringhiera dove si affacciano tutti gli appartamenti) e dalla mia finestra (vedrai Yanello se non è meglio la tua visuale!!), sia la bella giornata.

Buon week end a tutti!


Posted in pensieri by with 5 comments.

L’inaspettato

SMS da S a suo padre:
Ciao! E’ la festa del papà oggi. So che non hai bisogno di auguri e che è una festività creata ad hoc, ma mandarti un bacio non mi costa nulla, anzi! Ciao, ci vediamo domani

SMS da padre a S:
Il ricordo colma il cuore. Grazie!

A volte ci sono cose che ti fanno essere felice e commossa nonostante un’infanzia orribile.

Dai, sto migliorando.
O invecchiando.
Sigh.


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L’eleganza dell’eleganza del riccio

La camelia sul muschio del tempio, il violetto dei monti di Kyoto, una tazza di porcellana blu; questo dischiudersi della bellezza pura nel cuore delle passioni effimere non è ciò a cui aspiriamo tutti? […]
La contemplazione dell’eternità nel movimento stesso della vita.





L’Eleganza del Riccio.
Leggetelo.
Merita.


Posted in respect by with 5 comments.

Clienti sull’orlo di una crisi di nervi

Generalmente sono le commesse ad essere sveglie e i clienti dei deficienti, ma ogni tanto è capitato il contrario…

CONTABILITA’ CREATIVA
Al Carrefour (MAI andare al Carrefour al sabato pomeriggio)
Commessa: 15,70 euro
S dà 50 euro
Commessa: ecco il resto
S prende, Consorte conta
Consorte: ? un momento, perché 5 euro di resto??
S: uh, davvero??? oddio
Consorte: tu quanto le hai dato?
S: beh 50…
Consorte: e cosa sono ‘sti 5?? Si è sbagliata, secondo me pensa che le hai dato 20!!
S: eeeh, ho capito, qual è il problema, mo’ glielo dico. Scusi, guardi che io le ho dato 50 euro, il resto deve essere … mmm … 34 euro
Commessa: [sguardo da ebete]
S: …per la precisione 34,30
Commessa: [ri-sguardo da ebete]
S: …scusi, mi da il resto giusto??
Commessa: [sguardo da commozione cerebrale imminente]
Consorte: allora, insomma, le abbiamo dato 50 euro, ci dia 34,30!!
S: amor…dai, ora ce li da… [non ci avevo fatto caso neanche io – che rinco!]
Consorte: o ma è stordita??
S: …magari un po’, è anche sabato, sarà nuova, c’è un casino allucinante…
Consorte: e che ca-
Commessa: ecco…
Ci da i soldi e inizia a battere la spesa dei clienti successivi.
Consorte conta. 21 euro di resto.
Consorte: ma è ancora sbagliato!!! ci doveva 34,30, meno 5,30 che ci ha già dato fanno 29, non 21!!
S:
Consorte: e adesso??
S: come “e adesso”, ovviamente glielo diciamo!
Consorte: ma ha chiuso lo scontrino!
S: e a me? Glielo dico e basta prima che chiuda la cassa con quella cliente [ma possibile che quando bisogna mettere la faccia, è sempre la mia??] Scusi!! Guardi che mancano ancora dei soldi!
Commessa: [sguardo bovino]
S: [sospirone] ascolti…
Consorte: ALLORA!! ci deve ancora 8 euro! prima sbaglia poi sbaglia ancora!
S: [azz]
Commessa: [indefinibile – con lentezza esasperante ci dà i soldi, pensando costantemente che la stiamo fregando – caspita che faccia da scagnozzi che abbiamo]
S: …ehm… grazie!
Consorte: o ma è stupida come una mucca quella li!!
S: e vabé dai, tutti possono fare uno sbaglio
Consorte: ma DUE volte! E poi hai visto che faccia??
S: eeeh, e tu hai visto quanta gente? Dopo 8 ore sarà stanca, confusa, magari è pure nuova…
Consorte: ma che palle, intanto il sabato fanno 3 turni quindi no 8 ore, e poi comunque DUE volte sempre i soldi sbagliati bla bla bla bla bla
S: madò, rilassati, io dico che tutti possono fare uno sbaglio [io sono sempre possibilista riguardo a numeri e conti – nel senso che sono la prima a farli sbagliati]
Consorte: [che quando ci si mette sa bene come essere irritante] o, la prossima volta non dico niente, tanto erano soldi tuoi!
S:
(non dico niente, è una rottura polemizzare. Non mi farai mai passare per scema solo per un mio raro momento di rilassatezza. Magari me ne sarei accorta più tardi, ma me ne sarei sempre accorta. E stai pur certo che anche se ero nel parcheggio, tornavo indietro e chiedere i miei soldi, e non manderò avanti te.
Però grazie cassiera stordita, al prossimo sabato fatti un bel caffé!)

MINIMO VENDIBILE
All’Esselunga
Commessa: vuole sacchetti?
S: uno
Commessa: due?
S: UNO
La commessa inizia a battere la spesa, S inizia a metterla nel sacchetto e… o pbacco, cosa vedono le mie fosche pupille, un altro sacchetto?
S: scusi, avevo detto un sacchetto…
Commessa: due?
S: [aridaje!] UNO !
Commessa: eh ormai ne ho battuti due
E ‘sti cazzi no??
Segue occhiataccia di S e presa del sacchetto – lo userò per la spazzatura, ma odio riempirmi di sacchetti di plastica :/
Cioè, UNO proprio non voleva sentirlo. Due minimo.

L’IMPORTANZA DI AVERE UNA TESSERA
Alla Standa (ora ex-Standa, è stata acquisita da un certo Billa – sarà il solito discount tedesco)
Commessa: tessera?
S: è li
Commessa: ah, bene, è importantissima. Ha punti?
S: si, sono li anche quelli
Commessa: ah, ecco, importantissimi! Buoni sconto??
S:
Commessa: ah sono qui anche questi! Mi raccomando, importanti!
S: [vedi un po’ te]
Commessa: sacchetto?
S: no grazie
Commessa: uno?
S: [ci provano sempre!] no, NESSUNO grazie
Commessa batte tutta la spesa, i punti, i buoni sconto ecc, mi dice l’importo, mi ridà la tessera.
Controllo lo scontrino.
Punti accumulati sulla tessera: 0
Ma allora, cos’è che rompi con importantissimo, importantissimi, moriremo tutti, quando poi quello che ho comprato mi frutta 0 punti?? Mi stai pigghiando po’ culo?

Vediamo come va alla prossima… comunque in generale le commesse sono sempre molto più sveglie dei clienti, e questo è un bel sollievo. Qualcosa gira giusto in Italia.


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo, supermarket by with 7 comments.

Comunque, lo amo tantissimo

S: scusa cos’è quella luce accesa in bagno?
Lui: quale?
S: …il bagno… ci devi tornare?
Lui: no. Boh.
S: …ma allora?? Non si lasciano le luci accese a caso!
Lui: mmmm uffa!

[P.S. a casa dei suoi fanno tutti così, sia lui sia i suoi. Ora capisco molte cose. Per fortuna che lui almeno non fuma]

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S non usa agende. Non so come mai non ci riesco. Quando ero a scuola le usavo per obbligo, ma appena ho potuto, anche all’università, ho smesso; non riesco proprio a usare né agende né diari. Mi fanno una grande tristezza quelle pagine vuote. In genere scrivo qualsiasi cosa mi venga in mente (dalla lista della spesa a una mappetta per arrivare in un’enoteca) su fogli di carta qualsiasi e poi a casa li attacco con un magnete alla lavagnetta che abbiamo appeso o li tengo in borsa.

Lui: uffa quanto è piena questa lavagnetta, possiamo lasciarla almeno un po’ libera per poterci scrivere??
S: qual’è il problema, sposta qualcosa
Lui:
S: … [ho già detto la mia, ne più e né meno, deve solo spostare qualche foglietto]
Lui: [staccandone due attaccati uno sull’altro dall’angolo in alto a destra] per esempio questi cosa sono??
S: sono delle cose che mi devo ricordare di fare fra un po’…. vabé dai qua, dai dai dai
Lui:

Dopo un po’ mi alzo e guardo la lavagnetta. Invece di aver spostato semplicemente i fogli (di cui una impegnativa del medico) più in basso, ha scritto qualcosa di microscopico nell’angolino liberato.

S: ma scusa, non ti avevo detto di spostare i fogli??
Lui: eh, ma spostare dove??

Diamine, così!!! Spostali semplicemente più in basso!

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Lui: bacino bacino!
S:
Lui: abbraccino abbraccino!
S:
Lui: doccia doccia!
S:
Lui: ah caspita, c’è anche questo da fare [va su, va giù, de tacco, de punta], bla bla bla e ancora bla
S: =_= …m?
Lui: coccoline coccoline!!
S: … amor… che bello… ma ti rendi conto che è MATTINO PRESTO?? Dobbiamo finire di preparaci! Siamo pure in ritardo!!!
Lui: uffffffffffffff!!

[NOTA BENE: anche senza essere in ritardo io sono comunque uno zombie al mattino – anche perché generalmente alla sera non crollo sul divano alle 21.30 – ma comunque sarei uno zombie lo stesso]

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S: [mentre gira il riso] scusa che stai facendo?
Lui: sto andando in giro per casa
S: …questo lo vedo, ma per far cosa?
Lui: così. Guarda, guarda, ballo!
S:
Lui: ballo, ballo!!
S: ok, adesso per favore ti metti a sedere che è pronto?
Lui: ma io sto ballando!
S: e io sto scolando il riso, ti dico che è pronto in tavola perciò siediti! …Ehi, no no NO, metti giù le mani da quei biscotti, ti ho detto che E’ PRONTA LA CENA, cosa mangi i biscotti prima??
Lui: mmmmm, uffa!!

Che dite, sarò già abbastanza preparata per quando avremo un bambino?


Posted in chi ben comincia by with 5 comments.

Ma levati va’

Jerry: allora, seconda domanda, dai che è facile.
_____La domanda è: “il nome di quale di queste cose è stato ispirato dal pugilato?”
_____Risposte:
_____A) un paio di guanti imbottiti
_____B) una pentola
_____C) un tipo di casa
_____D) delle mutande maschili
Concorrente: eh, ovviamente i guanti sono strettamente collegati al pugilato, si si, senz’altro i guanti, i guanti di qui, i guanti di li
Jerry: …no…no guarda, aspetta un attimo… non ci siamo…
Concorrente: [perplessa]
Jerry: hai immaginato una situazione sbagliata, ti sei figurata una cosa che non è…

Concorrente: [molto perplessa]
Jerry: coraggio, pensaci meglio
Concorrente: …no, io penso che siano i guanti…
Jerry: dai pensaci meglio, chissà che la calma non ti porti consiglio. Se non la calma, chiamo i signori del pubblico e vediamo se non ti danno consiglio loro
Concorrente: …ehm… ecco…
Jerry: si dai
Concorrente: ehm… ok allora… credo di aver bisogno del pubblico perché proprio…
Jerry: allora, pubblico!

Il pubblico vota

Jerry: allora, abbiamo un 75% su mutande maschili!
Concorrente: …ah…
Jerry: quindi?
Concorrente: ehm… mi fido del pubblico…
Jerry: bene! Allora, mutande da uomo?…
Concorrente: eeeehhmmm…
Jerry:
Concorrente: …ehhm… non lo so…
Jerry:
Concorrente:
Jerry: …mai sentito parlare di boxer?

PORCA [email protected]$%&&&, MAI SENTITO PARLARE DI BOXER???????

MA SEI SCEMA O COSA??

Allora.
Premessa.
Ho fatto domanda per partecipare al Milionario.
Preselazione: 15 minuti, 40 domande.
Ok, se mi chiedi quel’è l’apostolo esattore delle tasse, a che famiglia appartengono i calamari, qual’è la famosa nave dei padri pellegrini che approdò in America, chi era l’eroe dei due mondi, no problem.
Se mi chiedi chi ha condotto l’ottava edizione di Scherzi a Parte o come si chiamava la coppa intercontinentale prima del ’74 o il terzultimo vincitore del GF, no, non ne ho la minima idea.

Tutto sommato però l’importanza delle prime sopracitate domande rispetto alle ultime mi faceva stare tranquilla.

Voglio dire, sarà più importante sapere che esiste la famiglia dei cefalopodi piuttosto che conoscere il nome di un vincitore di GF o un tronista qualsiasi.

No??

NO.

Non sono passata.
Su 45 persone, passate 4.

Perciò perdonatemi, PERDONATEMI, se mi incazzo come una iena quando vedo gente completamente invornita che fa la faccia da pesce lesso, balbetta e fa stupide risatine per dissimulare la propria idiozia se gli si chiede in quale stanza della casa si usa la schiumarola, o quante rette passano per un punto in un piano, o ancora di più quando la risposta “boxer” E’ TALMENTE EVIDENTE che un lobotomizzato qualsiasi potrebbe rispondere senza neanche vedere le opzioni!!

MA LEVATI VA’!!
Vedi di accendere il cervello ca§*^!%& !!!

Il grande Oscar diceva una cosa sacrosanta (fra le tante):
meglio stare zitti e fare la figura degli idioti che parlare e fornirne la certezza


Posted in ma come si faaaaa, ma SEI scemo?? by with 12 comments.

Ti accorgi di invecchiare

Quando inizi a vestirti di blu scuro. Che hai sempre odiato perché come colore è una via di mezzo tra il blu e il nero. Eppure adesso ti ritrovi ad avere un paio di scarpe, due maglioni, una giacca e una maglia lunga tutto rigorosamente blu scuro. Comprato in 6 mesi. (ci aggiungo anche la recente passione per i jeans blu scuri, quando solo un anno fa avevo solo jeans chiari. Spariti tutti.)

Quando ti accorgi di accettare le vie di mezzo.

Quando ormai ti vesti solo di nero, blu scuro, verde scuro, grigio scuro, marrone scuro e qualcosa di viola scuro.


Quando ti guardi allo specchio e ti sembri Patricia Arquette. Che per quanto l’adori, non è proprio un modello di magrezza e gioventù.

Quando ti dimentichi continuamente di mettere qualche soldo nella chiavetta del caffé.

Quando ti accorgi che ti trucchi decisamente più di prima nonostante la tua pelle sia pure migliorata. Ma mascara, matita, blush, fondotinta, cipria, ombretto non puoi più farteli mancare per niente al mondo. Mentre prima a malapena avevi cominciato a usare il fondotinta a 18 anni (e per anni è stato solo quello).
.
Quando hai comprato la crema viso notte Nivea Q10 anche se non hai ancora una ruga.
Il caso vuole anche che la boccetta sia color blu scuro.

Quando perdi il tuo portamonete preferito in piscina. Il tuo portamonete azzurro con un pattern particolarissimo e unico al mondo che avevi comprato in super saldo da Claire’s a Berkeley, California, nella prima e unica volta che sei andata in America (con i tuoi soli risparmi – quindi quel magnifico portamonete scontato a 3 dollari te l’eri proprio guadagnato, era tuo). Che fra l’altro prima non avevi MAI perso una sola cosa in vita tua, nemmeno uno spillo.

Quando capisci che è il caso di andare in piscina
(e lasciar perdere le arti marziali meditative).

Quando perdi la giacca del tuo tailleur preferito in un ristorante cinese durante l’ultima sbronza colossale dopo i 25 anni (ed è rimasta l’ultima da quella volta – meglio non replicare. Gli altri completi vorrei che rimanessero completi, appunto).
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Quando usi continuamente la crema per le mani. Prima dei 25 non ne avevi MAI avuto bisogno.
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Quando non puoi assolutamente più fare a meno del balsamo per capelli. Quello diciamo che prima dei 20 non ne avevi mai avuto bisogno.
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Quando qualcosa non funziona o qualcuno ti parla di scuola/università/giochi e ti ritrovi a pensare “eh, ai miei tempi…”
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Quando ti accorgi di avere decisamente più appetito di prima, e non parliamo di appetito sessuale (anzi) né di sopraggiunta menopausa. E non riesci a non pensarci e/o a non mangiare quando hai fame fuori pasto.

Quando ti accorgi che in inverno fa davvero freddo. E piove. E nevica. Mentre prima qualsiasi precipitazione atmosferica ti lasciava nella più totale indifferenza, compresi i jeans (rigorosamente lunghissimi e striscianti per terra, finché la parte dietro non si staccava spontaneamente) che ti si bagnavano almeno fino a metà polpaccio (e quindi non sto a dirvi le condizioni di scarpe e calzini). Tutto questo non era minimamente avvertito. Ci passavo ore e ore senza alcuna conseguenza.

Quando alla tua affermazione “mizze quanto sono ingrassata” il tuo ragazzo risponde “sei sempre bellissima tu!”
.
Quando i tuoi attacchi di cervicale si fanno sempre più dolorosamente insostenibili.
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Quando realizzi che fra un anno devi già rinnovare la patente. Quindi sono passati quasi 10 anni. DIECI anni.

Quando con tuo sommo orrore, inizi a usare canottiere, pigiami e magliette intime.

E questa è proprio LA goccia.

Forse è stato questo a risvegliarmi, forse è stata la perdita del portamonete a me tanto caro…in ogni caso… mi sembra abbastanza.

Basta esame di coscienza, che senò saltano fuori altre cose :-(

Come diavolo ci sono arrivata a quest’età???
Mi pare di non aver fatto ancora niente e ho quasi 30 anni.
Sigh.

Posted in pensieri, tristezza by with 22 comments.

Sarebbe utile?

sarebbe utile…
…fare un post sull’ennesimo vecchio cafone che oggi, al supermercato in pausa pranzo, nella coda alle casse dove tutti erano operai e impiegati e lui l’unico pensionato ha urlato “allora, ma ci si muove o no?? Qui c’è gente che ha da fare!”

alrché la cassiera scherzando (ma dentro di sé mandandolo aff…) ha urlato di rimando, ridendo: “o, l’unico che è in pensione ha fretta!”
E lui: “Eh si, ho fretta io eh, ho fretta”
Occhiata torva mia e dei due colleghi davanti a me (aveva davanti solo 3 persone con 4 cose in mano – il pranzo!)
E questo già basterebbe a squalificarlo A VITA dal mondo degli esseri umani, ma non contento, lo stupido e impiccione guarda nel MIO cestello (come osi vecchiaccio orrendo a guardare nel mio sacro cestello??) e fa: “ah! la signorina qui deve fare dei dolci eh?” (si, ero in missione per conto di Dio – dovevo comprare dello zucchero a velo, indispensabile per Consorte)
MA O
MA FARTI UNA SPAGHETTATA DI CAZZI TUOI
SENZA URLARE A TUTTA LA GENTE IN FILA IN CASSA
NO EH??
E se avessi avuto nel cestello una scatola di preservativi????

sarebbe utile…
…raccontare dell’ennesimo vecchiaccio che, complice le stradine strette del centro, mi ha fatto fare 2 km mettendo marce dalla prima alla terza al massimo???
E che quando ha la precedenza segnalata con enormi cartelli, segnaletica a terra, dirigibili e neon, si ferma e aspetta??????

Eh, sarebbe utile???????????????

Forse per i miei nervi si.


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