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Un inizio?

Solo perché adesso fa più caldo… e io amo il caldo… *ah* …e sto vedendo un fiorire di post sul caldo (ok solo Yanello, ma facciamo plurale majestatis), ecco alcune foto che ho fatto pigramente da casa… il sole è così bello e delicato…

…le prossime quando sarò meno pigra e sarò in giro…e mi ricorderò di portare la macchina fotografica…
una convergenza di eventi abbastanza difficile che si verifichi di nuovo… ma la speranza è l’ultima a morire ^_^


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Galeotto fu il fratello

Capitò il fratellino a casa di S.

S non può negare niente al suo unico fratellino, perciò…

Fratello: miii, ma ci sono i Ringo??
S: ah si, ce li ha regalati Suocera, ogni sabato ci regala almeno due pacchi di biscotti, ogni volta sempre diversi…è convinta che Consorte sia smagrito -.-‘
Fratello: ma dove, semmai è ingrassato, dai qua che me ne prendo un paio
S: certo fratellifero mio, quello che vuoi ^_^

S non si accorse che questo aveva permesso al tubo dei Ringo, prima ben occultato sopra al frigorifero, di essere in bella vista sul piano cucina.

Ebbene si, anche i migliori a volte sbagliano (vai di modestia).

Va via il fratello, S mette su la cena, intanto fa vari mestieri in casa, tutto senza far caso ai Ringo.

Torna a casa Consorte, si cena, si guarda un po’ di tivù, poi si lavano i piatti, si ritorna sul divano…quando S sente un’inquietante presenza cilindrica accanto… ovviamente è Consorte con in mano i tubo dei Ringo.

Pericolosissimo.

Breve precisazione: la mia migliore amica P è una vera divoratrice di dolci, noi che la conosciamo bene amiamo dire che ha uno stomaco a parte indipendente da qualsiasi cosa abbia mangiato prima pronto ad accogliere i dolci in ogni momento.

Ebbene, rispetto a Consorte, P è una novellina.

Consorte è quasi la persona più golosa e appassionata di dolci che esista al mondo, quella golosità che solo chi sa di non ingrassare può coltivare impunemente (in realtà è ingrassato di tipo 2 kg da quando lo conosco, il che vul dire che è passato da scheletro a pelle e ossa).

Ha preso tutto da sua madre, che è la più golosa in assoluto (anche lei uno scheletrino – ma diabetica – he!! vedi a mangiare tutti quei dolci come va a finire?? che poi non puoi mangiarne più! già vieni da una famiglia dove il diabete va di moda, pure devi sbacantarti i secchi di nutella??)

Il suo gusto per il dolce si trasferisce persino alla frutta, per cui ha una passione ossessivo-compulsiva (quanto inquietante) per i mandarini – e tenta sempre di farmene mangiare, nonostante OGNI VOLTA le dico che io non mangio frutta invernale manco a pagamento (che ci posso fare, sono una creatura estiva).

Comunque: Consorte con tubo di Ringo.

Non è il titolo di un dipinto.

E’ la tragedia dei Ringo.

I biscotti sono il dolce che Consorte divora più di tutti, a qualsiasi ora del giorno e della notte, subito prima e subito dopo aver mangiato, insomma, non lo ferma niente se avvista i biscotti.
E’ capace di far fuori un chilo in un giorno senza battere ciglio.

Sapendo questo, dovevo assolutamente immaginarmi come sarebbe andata a finire.

Ma mi ero illusa, quando me ne ha offerto uno e ha detto “basta mangiare”, che almeno due o tre da inzeppare nel latte al mattino dopo…

Vado in bagno. Torno.

S: [guardandosi in giro] ma dove sono i Ringo?
Consorte:
S: no davvero, dove li hai messi, ne volevo uno…
Consorte: *OCCHIONI DA CUCCIOLO*
S: eddai, sai che odio le cose in giro
Consorte: *SUPER OCCHIONI DA CUCCIOLO NON SVEZZATO DI LABRADOR*
S: …oddio no…è successo ancora… no… NO… NOOOOOOOOOOOOOOO!!!!
Consorte: scusaaaaa :-(
S: …niente potrà ridarmi indietro i miei Ringo

E con questo speravo di metterlo in scacco (una cosa del tutto gratuita, dato che a me i dolci non dicono granché)

Ma lui…
Consorte: ah se vuoi te li ri-vomito tutti qui!

Alla faccia, neanche 10 secondi è durato il senso di colpa!!

Non ne esco vittoriosa…

(ma ci rivedremo a Filippi. Il diabete è sempre dietro l’angolo. Occhio.)

(paura eh?!)


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No tu no. anzi si

Torno a lavoro nella vecchia azienda dopo quasi due mesi di disoccupazione.
Naturalmente trovo pile e pile di lavoro da fare, tutto arretrato che nessuno si era sognato di fare in mia assenza – ah avrei dovuto andar via solo per vedere come se la cavavano se non fossi mai più tornata.
Comunque.
Montagna di lavoro.
Me la sbrigo, è lungo ma non difficile.
Nel frattempo si dipana ancora una vecchia questione.
Da mesi Boss n° 1 è in battaglia con l’ufficio commerciale per non sovraccaricarmi anche con il lavoro su alcune offerte che c’è in ballo da diverso tempo – e nessuno vuole fare, chissà come mai.

Boss n° 1: ho detto no no e no, tu no, non le fai, non è il tuo compito!
S: certo, lo so bene! Però siccome io lo so fare, magari potrei insegnare a chi dovrebbe farlo…
Boss n° 1: tu lascia stare, non ti preoccupare, non fare niente
S: …m… poi va’ che alla fine vedrai che lo devo fare io lo stesso, non sarebbe meglio che
Boss n° 1: ma figurati, lascia stare, tu non devi fare niente, ci penso io
S:

Questo dialogo si sarà ripetuto decine di volte.

Il tira e molla – o meglio lo scarica barile – dura da mesi e in tutto questo io non ho mai fatto il lavoro, perché non si era ancora deciso chi dovesse farlo.
Ormai mi sentivo abbastanza tranquilla che non lo avrei fatto io.

Com’era ovvio che fosse, le offerte sono diventate super urgentissime.

S: Boss n° 1, non sarebbe meglio risolverla…?
Boss n° 1: niente affatto, tu non lo fai, ci penso io! Lascia stare
S:

Screzi nelle alte sfere, il mio boss non vuole che io lo faccia, il responsabile commerciale non sa che pesci pigliare, il capo della sezione del prodotto non vuole che uno dei suoi lo faccia, il Boss dei Boss non sa che pesci pigliare = il delirio

Finché

Com’era logico

Boss n° 1: …S, ti devo dire una cosa
S: e
Boss n° 1: eh sai quelle offerte
S:
Boss n° 1: no, è che abbiamo anche litigato con Boss dei Boss ieri, però…
S:
Boss n° 1: ehm…insomma ormai è un lavoro urgente
S:
Boss n° 1: eeh…no adesso è un puntiglio, lo facciamo noi
S:
Boss n° 1: si dai, ci pensiamo noi… [mi dici che minchia significa questo plurale majestatis??]
S:
Boss n° 1: ehm…?
S: beh se era una questione di principio hai perso su tutta la linea
Boss n° 1: eh che ci potevo fare, qualcuno doveva pur farlo…
S:

(era inutile dire qualsiasi altra cosa)

ecco, come dire… BENTORNATA AL LAVORO S!


Posted in abububaba - racconti incomprensibili del secondo tipo, tristezza by with 18 comments.

La direzione non è né destra né sinistra, ma dritta dritta nel c…

In sala riunioni. Siamo quasi tutti, stiamo aspettando solo Boss dei Boss (è sempre in ritardo), e prima fra noi si parla del più e del meno.
Disegnatore: ah avete sentito poi quel comico l’altra sera…?
Ex-Boss n°2: ah si, quel tipo li…Travaglio!
Disegnatore: …no, non Travaglio, mica è un comico
Segretaria di Boss dei Boss (una vecchia str*** impicciona ficcanaso e chiacchierona che dovrebbe essere in pensione già da due anni e non ultimo – anzi, soprattutto – grande amica di Direttor. Lup. Mann. Figl. di Putt.): seee, vabbé, tanto lo sappiamo, sempre satira di sinistra
Disegnatore:
Segretaria di Boss dei Boss: tsè, chissà come mai nessuno fa satira di destra eh, chissà come mai solo quelli della sinistra buttano m*** addosso alla destra

S e Disegnatore si guardano, il disgusto per questo discorso è palpabile, l’intesa è istantanea

Segretaria di Boss dei Boss: si insomma, come la magistratura, chissà come mai indaga solo sulla destra eh, chissà come mai si parla solo della destra e mai della sinistra, ci avete pensato eh? EH? Ve lo dico io perché, li insabbiano tutto, sicuro, insabbiano tutto e buttano m*** sulla destra, è tutta una montatura per infangare la destra! E certo, la sinistra in realtà sono i magistrati, mica indagano su se stessi, figuriamoci! Tutti a casa li manderei io, quelli li!

MA…
BRUTTA VECCHIACCIA DI MERDA
CHE NON CAPISCI UN CAZZO DI POLITICA, ANCORCHE’, A 65 ANNI PASSATI, NON HAI ANCORA CAPITO UN CAZZO DELLA VITA IN GENERALE
SAI DOVE TI MANDEREI IO (E MOLTI COME ME – CHE GRAZIE A DIO ESISTONO ANCORA)??

VI-A-EFFE EFFE-A
IN CUUUUUULO!!!!!!!!!!!!!!!!


(“Tre uomini e una gamba” docet)


Posted in a' coso...ma te posso dà der tu?, ma SEI scemo?? by with 10 comments.

L’era dulza l’uga

ERA, infatti.
Il lavoro.
No dico, il lavoro… quello che in Puglia si dice fatià (faticare).
E in Sicilia… u travagghiu. Il travaglio. Questo già dice tutto.

Mah, però, vi dirò… non solo perché travagghiu non vuol dire travaglio ma è un mero ispanismo (poi vai a sapere se in spagnolo “travaglio” e “lavoro” fa lo stesso), ma alla fin fine il rientro non è stato così orripilante come immaginavo. Anzi. Fattibile.

Ma non voglio cantare vittoria troppo presto, ieri sera il mio boss era in ansia per una mail importantissimissimissima che ha totalmente perso, e giustamente è in ansia perché ha fatto la ca§§ata di perderla…

Quello che penso con una vaga inquietudine è: quand’è che tutto questo diventerà colpa mia?


Posted in chi ben comincia by with 4 comments.

Rifiuti

Si, potrei anche intendere “rifiuti della società”, ma diciamo che il significato principale è “spazzatura”, per il momento. Ma non disdegno anche la prima accezione del termine.

No perché io mi sono rotta.
Io, che ho mille cestelli e cestellini possibili in un monolocale di 28 m2 per fare una perfetta raccolta differenziata;
Io, che leggo scrupolosamente ogni confezione di ogni cosa per capire in che cestello buttarla;
Io, che trafiggo con sguardo infuocato il mio povero consorte se solo fa cenno di voler buttare nei rifiuti genererici il minuscolo involucro di carta della bustina del the;

ecco, IO sono costretta a vivere con dei vicini che non hanno la più pallida, elementare, stupidissima nozione di cosa sia fare la raccolta differenziata!
Un orrore!!

Lasciate che vi spieghi, io & consorte abitiamo in una casa di corte. No, non è un condominio, per fortuna o per sfortuna (ci sono pro e contro di entrambe le cose), ma condominio o no, cavolo, DEVI saper fare la raccolta differenziata.
Se non la sai fare perché, che ne so, vieni dal Guatemala (c’è veramente flora e fauna di tutte le parti del mondo qui, dai brasiliani, agli algerini, ai calabresi) chiami lo stupido numeretto verde che è appicciato sui bidoni e ti informi e la fai bene.

Io l’ho fatto. Perché per esempio nel comune dove ero residente prima, carta e plastica andavano raccolti insieme. Il tetrapak era considerato carta. Il vetro, così come tutto il resto, era ritirato direttamente a casa dalla nettezza urbana. E così via.
Invece nel comune dove abito adesso, carta e plastica sono raccolti separatamente, il tetrapak è considerato plastica e il vetro va portato nelle apposite campane di raccolta (mio dio, erano anni che non vedevo una campana per il vetro! Incredibile!).

Ora, torniamo alla casa di corte. Ovvero di ringhiera. Essendo un cortile con tante famiglie, il comune ha fornito dei bidoni abbastanza grandi, dotati di rotelle, in cui smaltire separatamente i rifiuti. Nei giorni prestabiliti si mettono sul marciapiede e la nettezza urbana li svuota.

I bidoni del nostro cortile sono: 2 bianchi per la carta, 2 gialli per la plastica, 1 verde militare per i rifiuti generici e 1 marrone per i rifiuti organici ovvero “l’umido“.

ORA
Quando vado a buttare la carta nel suo apposito bidone, vedo pacchi e pacchi di carta dentro sacchetti di plastica;
Quando butto la plastica vedo dentro rifiuti generici di ogni tipo;
Quando butto nei rifiuti generici vedo carta, plastica e roba che andrebbe tranquillamente nell’umido;
Quando butto l’umido… beh sono costretta a buttarlo nel bidone dei vicini, quando lo mettono sul marciapiede, il martedì sera.
Si perché nel mio cortile nessuno a parte me raccoglie separatamente l’umido.
SI AVETE CAPITO BENE, NON FANNO LA RACCOLTA DELLA FRAZIONE RIFIUTI ORGANICI.
Ai primi tempi avevo anche chiesto ad una signora anziana, la più carina ed educata, come mai il bidone apposito fosse sempre a testa in giù e mai usato da nessuno, e lei candidamente mi ha risposto: “Eh, noi sa siamo quasi tutte persone anziane sole [??ma de che? sono più numerose le famiglie!], non produciamo rifiuti di quel tipo [???], sa, se mi avanza qualcosa il giorno prima, me lo mangio l’indomani”.

A parte che anche a me se m’avanza qualcosa me lo mangio il giorno dopo, e non sono anziana e sola, ma soprattutto: e le bucce di patata? e le bucce della frutta?? e le ossa del pollo??? EH?? Come la mettiamo? COME FAI A NON PRODURRE RIFIUTI DI QUEL TIPO, EH?? TE LE MANGI, EH, LE BUCCE E LE OSSA???

E non tiriamo in ballo la storia che poveri anziani non capiscono ecc ecc, mia nonna ha compiuto oggi 90 anni, ha la terza elementare e sa perfettamente come fare la raccolta differenziata; se ha dubbi semplicemente chiede.

Il bidone apposito dell’umido è capovolto a testa in giù, chiaro segno che nessuno vuole e deve usarlo.
Io comunque due o tre volte l’ho usato lo stesso, e l’ho sempre poi ritrovato capovolto in un angolo. Così il 90% delle volte butto il mio sacchettino nel bidone dei vicini. Essendo il mio l’unico sparuto sacchettino, mi viene più comodo.

E anche li, indovina indovinello? E’ pieno di rifiuti organici, si, ma… imbustati in sacchetti di plastica!!!
E allora a che m*****a serve che facciano la raccolta differenziata, se non usano il sacchettino biodegradabile!!!!!!!???????????
Certo che è veramente frustrante! :/

No ma è veramente assurdo. Non ho MAI visto un comune come questo in cui la gente se ne freghi di meno di smaltire meglio i rifiuti.
E’ orribile.
Io personalmente ho denunciato la cosa all’ufficio competente del comune, il quale… non ha fatto niente (stupido sindaco fascistoide).
Io speravo in una bella multona collettiva, una punizione esemplare… invece niente.

Oltretutto adesso abbiamo un nuovo rumorosissimo vicino. Non so di dove sia.
Sfortunatamente sostituisce un ragazzo sordomuto che rimpiangerò per sempre. Era sordomuto anche nelle azioni, nel senso che non si sentiva proprio se era o no in casa. IL SILENZIO.
Mentre questo strano tizio con la sua ancor più strana ragazza non fa altro che fare casino – purtroppo abbiamo un pezzo di muro confinante e giuro che non sono ancora riuscita a capire che cavolo combini dall’altra parte – sembra che abbia che so, una parete attrezzata per il sadomaso o un bel biliardino da pachinko addossato alla parete… no perché si sente continuamente come un cadere di biglie metalliche sulle piastrelle, è un rumore sempre presente da quando c’è lui, ma si può mai sapere che cavolo è?? Manco ho capito che stanza confini con la nostra, il cesso, la cucina, la cantina degli orrori…??

Ma tutto questo per dire: c’è questo nuovo vicino schizzoide, naturalmente ha festeggiato il nuovo appartamento con gli amici.
Naturalmente la birra è scorsa a fiumi, che ci benedica tutti.
NATURALMENTE il tizio in questione non ha affatto capito come smaltire il vetro, oppure non ha voluto portare le mille e più bottiglie di birra vuote all’apposita campana (oddio sarà distante ben 20 m da casa nostra? Terribile la distanza eh!), fatto sta che adesso ben due scatole di cartone piene zeppe di bottiglie di vetro stazionano fra il bidone dell’umido capovolto a testa in giù per non essere usato, e il bidone dei rifiuti generici.

Io non le porto, che schiattasse quel pirla. Se lo incontro (ha imparato abilmente ad evitarmi) gli faccio un… testa così, a ‘sto coglioncello!

Già il cortile ha i suoi problemi (non sto qui ad approfondire, oltre alla mancata raccolta differenziata… ci vorrebbe un altro post), ci manca solo il primo pirla che arriva e lascia le bottiglie di vetro in giro!

Si, parlo proprio di rifiuti di ogni genere. Spazzatura e spazzatura umana. Ecco come si impegna la gente a cercare di non imputridire il mondo.
Avvilente, davvero avvilente.


Posted in scemi come computer bucati della Malpensa by with 22 comments.

Casa e… casa

Oggi finalmente ho passato una giornata come volevo io. Ovvero a casa. Solo PC e lettura e svacco.

Dopo quello che è stato ieri, decisamente un toccasana. A pranzo una zuppa – io AMO le zuppe calde in inverno, dense e bollenti.
Il sole che entra dalla finestra, illuminando il bucato e i dorsetti degli innumerevoli libri che mi circondano – impossibile vivere senza libri.

Una giornata in totale relax. Lettura e computer.

Telefonata prima del Boss dei Boss, per prendere appuntamento per vederci. Se tutto va bene si torna nella bolgia lunedì prossimo. Che palle.

Poi telefonata di 40 minuti (…) del Boss n°1 in cui ci si è detto più volte le solite cavolate. In cui mi parla dei problemi che ha a non aver fatto il mio lavoro per un mese e mezzo. La follia.

Però mi sento stranamente tranquilla.

Me lo sono ripetuta tante volte, ma stavolta DEVO impormelo. Di non prendermela troppo. Di fregarmene. DEVO ESSERE ZEN. Totalmente.
Perché se penso a quanto sia idiota non fare un lavoro per un mese e mezzo e a quanto sia logorante il lavoro ogni santo giorno anche senza arretrati, beh, mi viene un embolo in mezz’ora.
STAVOLTA ME LO DEVO IMPORRE PIU’ CHE MAI. PIU’ CHE MAI.

Spero di farcela.
No. DEVO farcela.

Intanto devo godermi queste ultime ore di libertà.

Dovrei proprio comprare un’altra vaschetta di questo gelato vaniglia variegato nocciola.


Posted in ansia, pensieri, tristezza by with 10 comments.

E quindi

mi hanno scartata.

la motivazione: troppo seria. un po’ rigida.

sono schockata e disperata.
non volevo proprio tornare indietro.
e non credevo che la mia serietà, soprattutto professionale, potesse essere di ostacolo.

era tanto meglio essere la solita bionda svampita e ignorantella.


Posted in ansia by with 17 comments.

Eh…

E’ che ormai ci speravo.

Oggi è una giornata cruciale.
Devo dare una risposta alla ex-azienda e oggi dovrei ricevere notizie dalla nuova azienda.

Il fatto è che è già passata tutta la mattina, e notizie ancora niente.

Cioè, io devo dare oggi la risposta alla ex-azienda, non vorrei dire di no alla vecchia azienda e poi venire chiamata dalla nuova e sentirmi dire di no anche da loro.

Insomma, rimanere col cerino in mano.

Nel pomeriggio chiamo l’agenzia per farmi dire qualcosa spiegandogli la situazione… e che cavolo… le tipe della nuova azienda mi avevano detto che avevano urgenza di assumere questa persona, che entro settimana scorsa, massimo lunedì prendevano una decisione… beh, intanto è passata una mattina e decisioni io non ne ho ancora sentite…

Dio come sono tesa…

E oltretutto è che ormai ci speravo, ci spero, di andare via dalla ex-azienda.
Il lavoro si è accumulato li da quasi un mese e mezzo, il Boss dei Boss mi ha detto, nel colloquio di giovedì sera, che il mio ruolo diventerebbe prevalentemente commerciale, quindi il tempo da dedicare alla documentazione dei progetti (che lui dice finita) verebbe notevolmente ridotto.
Che detto in parole povere, vuol dire più lavoro da fare e meno tempo per farlo.
La follia.
La documentazione è tutto meno che finita, al contrario, ce n’è tantissima e andrebbe persino aggiunta una persona ad occuparsene, altro che occupare meno tempo! Com’è possibile farla in pochissimo tempo?? E’ impossibile!!
Già me la sento addosso tutta l’ansia di Boss n°1, lo stress, lo stress…

Perciò io ci speravo ormai veramente di andarmene via da ex-azienda per andare nella nuova… perché se la nuova non mi vuole, io non vorrei proprio dover tornare in quella vecchia…

Sono un po’ contraddittoria lo so. Il succo del discorso è che voglio proprio che la nuova azienda mi assuma e me lo comunichi. Così mi metto a posto e lo dico alla ex-azienda.

Mi da fastidio che ancora non mi comunichino niente, soprattutto perché mi ero impegnata a dire a ex azienda entro oggi se sarei rimasta o meno.

E mi mette tristezza che non mi chiamino ancora, perchè ho una paura fottuta che non mi abbiano scelta.

Nel qual caso devo decidere cosa fare della mia vita, o tornare in ex-azienda (e avete capito che l’idea non mi piace) o rimettermi a spasso a caso e non sapere come quando se e che tipo di lavoro troverei.

:-(

Nuova azienda prendi me!!!


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