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E augurissimi di buon 2010! ^_^


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…stavo dimenticando! TANTISSIMI AUGURI A TUTTI!! ^_^

Io sarò in “vacanza” (ovvero disoccupata) fino al 18 gennaio.
E se va bene a me, buona camicia a tutti.


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Il nuoto fa bene?

S seduta su una panchina in piscina, aspetta l’inizio della lezione di nuoto.
In giro sciamano bambini e bambine di ogni tipo, mannaggia all’orario del corso (18.45), quando facevo aikido per fortuna era alle 21.00 e bambini in vista 0%.
E vabè, deve andare così…

Bambino: (urlando e correndo in giro – che sarebbe vietato) uaaaaaaaaaaaaaaaaahhh!!!!
Bambina: (urlando e correndo in giro anche lei) uooooooooooooooohhhhhh!!!!
S:
Bambino: (urlando ancora più forte) MUHAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH!!!!
Bambina: UUUUUUUUUUUUUUUUUHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!
S: … “-_-
Bambino: IIIIIIIIIIIIHHHHHHHHHHHHHHH!!!!
Bambina: AAUUUUUUUUUUUUHHHHHHHH!!!!!!!!! (ma che è, Shakira)
S: (alla signora seduta a fianco) uffa, che sono indemoniati ‘sti ragazzini??
Signora che siede composta e impassibile a fianco a S: Pier Asdrubale, Maria Crocifissaaaa!! SMETTETELA DI URLARE CHE DATE FASTIDIO AI SIGNORI!!!! VE L’HO DETTO MILLE VOLTE DI NON URLARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!
S: azz…! >.< Troppe conclusioni sarebbe da trarre da questo aneddoto (tralasciando la figura fatta sbottando con la madre dei due bufali incriminati…che ne sapevo, quella non muoveva un muscolo mentre quei due demolitori facevano faville, e poi mi avevano fatto saltare i nervi)
Comunque si traggono edificanti esempi di come funzionano una gran parte di genitori / figli in luoghi pubblici.
E ho detto tutto.


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Caro vecchino

caro vecchino di 95 anni che con la macchina ti pianti davanti a me a 30 Km/h e non ti schiodi (ok, il limite è 50, ma vogliamo almeno arrivarci???)

caro vecchino che trasporti un’ultracentenaria dal pronto soccorso da cui sei uscito tagliandomi la strada senza guardare né a destra né a sinistra (e da questo capisco come mai l’ultracentenaria potesse essere finita al pronto soccorso)

caro vecchino che metti la freccia e poi rallenti rallenti rallenti…e alla fine decidi che devi andare dritto (e non togli la freccia)

caro vecchino che mi ciuli il parcheggio all’Esselunga e alle mie rimostranze rispondi “eh signorina, non è modo di trattare un anziano!”

ecco, caro vecchino… quella patente mettitela un po’ nel… CASSETTO!!

NB
Ok, io 50 Km/h non li rispetto mai, mi sembra veramente troppo lento, quindi salvo autovolex ciao ciao 50. Perciò trovo veramente inconcepibile che qualcuno possa sognarsi anche solo di andare a 30 Km/h e oltretutto mantenerli su una strada perfettamente rettilinea per chilometri.
E questo qualcuno è sempre un vecchio (o mia madre), potete giurarci.


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Parliamone

Passiamo ora ad un’altra categoria di infami e infaticabili sfaticati.
Le casalinghe.
Ok, non si dovrebbe fare di tutta l’erba un fascio, non tutti pensionati / casalinghe / bambini isterici / impiegati delle poste / lavoratori delle compagnie aeree sono uguali.
E vabé, vogliamo dire che non sono tutti uguali, ok, diciamolo, mi sembra giusto: non sono tutti uguali.
MA PARLIAMO DI QUELLI CHE SONO UGUALI, dato che io evidentemente incontro sempre solo questa categoria.
Allora.
Le casalinghe.
Parliamone.

Quelle che…
sei in ospedale per ritirare un referto durante una misera mezz’ora di permesso dal lavoro e ti bersagliano di domande cretine su dove devono andare e cosa devono fare per una rettoscopia con annessa pratica di fitzstrafolen (ok non esiste ma per me potrebbe pure esistere per quel che ne so, quello che so per certo è che mi sta facendo perdere tempo) – il tutto in calabrese stretto (o, io sono siciliana! pussa via donna calabra, via!!) – e se vogliamo proprio precisare, che cosa diavolo ne so io di dov’è il reparto di sa-il-ca…volo per fare la rettoscopia!! La scusa è sempre la stessa, “signorina, lei che è giovane, sicuramente sa/capisce/conosce…”, beh si potrei, ma mi fai perdere tempo! Ma al di la di questo, detesto chi si fa scudo della propria “vecchiaia” (che poi spesso vecchiaia non è, secondo me uno fino a 50 anni è ancora giovane) per non mettere in moto quei due neuroni che ha e capire dove andare/cosa fare esattamente come lo capisco io. Svegliatevi!!

Quelle che…
sei in ufficio postale e sbuffano in continuazione, loro sono il numero subito dopo di te e senti che sbuffano di impazienza, eppure non manca loro la pazienza verso quella mandria di ragazzini isterici che si sono portate dietro e a cui non dicono niente neanche quando stanno demolendo l’ufficio postale. Sbuffano per tutto il tempo in cui state facendo la fila, poi, quando arriva il tuo turno, improvvisamente perdono la pazienza e assaltano il banco in cui tu stai effettuando le tue operazioni ululando di aver fretta e che “tanto devono fare solo una cosa”. Il che scatena in me sempre una certa qual follia omicida e porta inevitabilmente a un amabile scambio di insulti pieno di trasporto.

Quelle che…
hanno la brillante idea di fare la spesa durante la pausa pranzo degli impiegati. Geniali. No dico, ge-ni-a-li (lo so che non è la vera suddivisione in sillabe di questa parola, ma mi piace di più come si pronuncia dividendola così). Dico, avete tutta la giornata a disposizione per andare a fare la spesa, tutta la stupida giornata; perché, perché dovete andarci proprio dalle 12.30 alle 13.30, orario in cui un povero lavoratore dipendente che ha la ventura di dimenticare il pranzo e/o è sprovvisto di mensa aziendale è costretto (dai morsi della fame) a recarsi al più vicino supermercato per comprare qualche panino freddo già pronto e magari, alla spicciolata, fare quelle due spesette per la casa (già che si trova li)??? Eh, perché dovete andarci proprio a quell’ora, brutte scansafatiche bitorzolute??
Ma non paghe solo di questo, le sfaccendate ci mettono anche un’eternità alla cassa: si perché la roba che viene battuta non la si può imbustare man mano che la commessa la passa, nooooo, si imbusta tutto alla fine e non senza aver debitamente ammorbato la cassiera di imbecillità di cui a lei, sappiatelo, a lei non frega un accidente di niente! (e lasciate lavorare in pace la gente, diamine!!) Solo dopo questa odissea e una considerevole fila di poveri lavoratori formatasi nel frattempo, queste simpatiche piattole imbustano tutto, non senza smettere di cicalare le loro idiozie e prendendosi tuuuutto il tempo del mondo, per carità, sia mai fare una cosa velocemente!
Alla fine di queste operazioni, ho visto diverse cassiere applaudire (e non scherzo, mi è capitato proprio oggi, era un cassiere uomo – sant’uomo!).

E arriva il momento del pagamento. Saltano fuori mazzette e o banconote arrotolate da non meglio identificati pertugi (quando va bene sono le tasche del giubbotto), perché usare il portafogli come tutti? – leccatina alle dita e via! Si paga tutto in banconote da 5 euro. Da notare anche la splendida pratica igienica di leccarsi le dita, imprimere più che mai le proprie impronte digitali sulle banconote e passarle alla povera cassiera – ma povera…! Che schifo!! Non oso neanche pensare quanto sia odioso fare quel mestiere. Se ne vedono troppe. Di persone così. E che schifo se penso a chissà con quante banconote insalivate ho avuto a che fare.
Ma la tortura è finita? NO! Dopo aver chiuso lo scontrino, queste abili scassapalle generalmente se ne escono con un “ah, un momento, ho dimenticato…”, ecco, nella fattispecie di oggi erano due ricariche Tim. Mio dio che microcefalo di donna. Neanche il commesso si è trattenuto dallo sbuffare. Anche qui stessa manfrina di prima, cicaleccio, mille anni per tirar fuori dieci euro… E anche quando il commesso stava ormai battendo la mia roba, lei era sempre li a sistemarsi per benino le cose nei suoi sacchettini (che senso aveva poi! Avrebbe avuto senso se avesse messo tutti i surgelati insieme, tutti i detersivi insieme ecc., ma l’ho vista mettere il gelato insieme alle solette per scarpe!!) con la conseguenza che le mie sacrissime cose sono finite a ridosso dei sui sacchetti e se le stava prendendo!!!
Ma passi questo, una stordita come quella può anche confondersi.

Il punto è che io ho i minuti contati e devo tornare al lavoro, mannaggia la pupazza!! Che ci fai tu li a quell’ora e in quel posto, casalinga farfallona, a intralciare il destino dei poveri lavoratori oppressi?? Non basta già lo stress in ufficio? NO?!

Ecco, in conclusione, io a tutte queste gran simpaticone
a tutte queste amorevoli scassapalle
a tutte questi flagelli di Carpazia e Moldavia (chi vuole capire la citazione, capisca)
a tutte questi casi umani simpatici come i calletti sul mignolino dei piedi in scarpe troppo strette
ecco, a tutte queste belle signore io dico

naaa troppo scontato! Pfui…

MA COMUNQUE ANDATEVENE A CAGARE VA’!!!


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