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Mi domando e dico (1)

ma COME SI FA a chiedere *l’aiuto del pubblico* per la domanda “quante rette passano da un punto in un piano” ????????


PS e oltretutto inizialmente essere indecisi fra nessuna e una ??????????


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Noi saremmo l’Ufficio Qualità e Collaudi comunque…

Direttor. lup. mann. figl. di putt.: S!! Ma insomma, la tabella non è aggiornata!
S: ?? come no, certo che è aggiornata!
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: venga giù!
S: (orpo che palle oh, sempre co’ ‘sto venga di qua, venga di la, venga giù…se vi interessa qualcosa muovetevi voi no??)
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: (davanti al pc) vede che non è aggiornata??
S: ma che tabella è mai quella, mi scusi? divertiti.con.la.contabilità…Non l’ho mai vista…! Quella che ha creato e che devo aggiornare era gran.sfragim.d.maron, eccola qui, aggiornata
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: eh, e queste tabelle qui che ho creato io poi?
S: ?? non so cosa siano
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: come! Ma come si fa a lavorare così?? Non si era mai accorta che c’erano questi file qui?
S: si ho visto…ma ci sono diversi file in questa cartella, e ce n’erano già anche prima della creazione di gran.sfragim.d.maron, e non mi è mai stato detto che dovevo prendermi in carico di tutti…! Mi avete creato questa tabella e io ho aggiornato questa tabella!
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: Eh ma possibile, se sono li lei doveva occuparsene, e
S: Alla creazione di questi file non mi è stata comunicata alcuna informazione in questo senso, pertanto non ho fatto niente. Ad ordini precisi la sottoscritta agisce puntualmente
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: ma insomma, è questione di organizzazione, se lei bla bla bla, il lavoro bla bla bla, perché lei bla bla bla, e la rava e la fava, e poi a quel fornitore dovevate mandare un sollecito scritto ogni giorno
S: ??
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: dovevate mandare un sollecito scritto ogni giorno e poi dovevate avvertire noi e poi dovevate mettervi a 90°, perché il lavoro, l’organizzazione
S: Io non so niente di organizzazione, non è il mio compito. Se il mio superiore mi da delle priorità, io seguo quelle priorità, evidentemente tali priorità erano differenti da questa visione
Direttor. lup. mann. figl. di putt.: eeehhh… (si gira e si mette a parlare con un’altro, quindi io me ne vado!! Ma vanffanculo!)

S: (a Boss n° 1) ehi…va’ che Direttor. lup. mann. figl. di putt. m’ha fatto due maroni così perché dice che dovevamo fare noi i solleciti sulle fatture…poi ha creato alcune tabelle divertiti.con.la.contabilità che dice dovevo aggiornare io
Boss n° 1: cosa?? ma che è sta storia? NOI dovevamo che…??? Aspetta che ci penso io

Va.

Torna dopo 3 minuti netti.

S: ???
Boss n° 1: gli ho detto che non siamo dei contabili, che si arrangino loro

E ‘sti cazzi.
Non so se ridere o piangere.
Comunque sembra che questo lapidario commento abbia messo a tacere Direttor. lup. mann. figl. di putt.

Almeno per un altro mesetto.

Comunque se non si parla di rinnovo del contratto può pure cominciare a pensare di aggiornarsele lei quelle tabelle de ‘sta minchia.
Buon divertimento eh.

P.S. Ah, ma quando me ne andrò via da la me ne leverò tante di soddisfazioni…! Ci rivedremo a Filippi!


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Vatti a fidare del WC Net

Quando torni a casa dopo un giornata lavorativa estenuante che più estenuante non si può, dove ai tuoi già innumerevoli compiti si aggiunge la gestione del centralino perché la centralinista non c’è, e ciononostante sei ancora piena di energia e pronta per fare le pulizie del monolocale dove vivete tu & consorte (per poter passare un sabato davvero alla maniera ebraica standotene in panciolle), ecco che inevitabilmente, sicuramente, e legge-di-murphymente succederà qualcosa che minerà senza pietà la tua energia vitale e tutti i buoni propositi.

Intanto arrivi con una fame animalesca, e questo ti spinge a mangiare senza colpo ferire un bella tazzona di latte con i pan di stelle (ma questo si rivelerà una fortuna, come si vedrà in seguito); certo ti viene un po’ di senso di colpa perché sono almeno 5 anni che cerchi di importi un po’ di ritegno, ma non so, sono anni che l’appetito si fa sentire più del solito, sarà il lavoro??

Comunque, forza e coraggio, tiriamoci su le maniche e iniziamo la tortura settimanale, spolveri, metti a lavare i tappeti, tiri su sutte le sedie e qualsiasi cosa sia rasoterra (si, persino quell’odioso termoventilatore che ogni volta che lo sollevi si staccano i piedini, ma possibile che un aggeggio decente con tutti i pezzi sempre al loro posto non sia possibile trovarlo in commercio?), butti fuori di casa quel palloso stendino, e poi, al fine di cominciare a pulire un po’ di specchi e antine di vetro varie, ti serve il vetril no?

E qui salta fuori
L’IMPREVISTO N° 1
Apri lo sportello del vano sotto il lavandino della cucina per prendere il vetril.
Ohibò, si sente uno strano odore.
Di…dolciastro? Marcio?
Un momento, che ci fa del marcio nella tua cucina che tieni sempre pulita come manco la signora dell’Ace candeggia il suo bucato??
Guardi un po’ meglio. La scatola degli swiffer è molto umida. Anche tutti i prodotti per la pulizia sono bagnati sotto e lasciano il cerchietto per terra man mano che li estrai sempre più freneticamente dal sotto-lavadino. E quella scatola di cartone che tiene tutte le cose di scorta (spugne, guanti, spazzolette varie)?? Aaaarrrrghhhh, è FRA-DI-CIA!! (e così fradicio tutto il contenuto)
Ma porca miseria, panico panico panico, il vano sotto il lavandino è allagato! (aaaahhhh, i sacchetti dell’umido, mannaggia la pupazza!!! Con quello che costano si stanno già biofondendo!!)
Segue enorme perdita di tempo e ritardo sulla tabella di marcia causa revisione totale e completa del vano sotto-lavandino, cernita di cose ormai da buttare (carta e cartone, praticamente già hanno passato la fase del macero), cose da ascugare mettendole sul calorifero (aaaahhhhh!! I sacchetti dell’umido, i sacchetti dell’umido!!!) e cose da asciugare a mano (du’ ball), con relativa pulizia del vano stesso (già che ci siamo…)
Stringi tutte le ghiere di raccordo del tubo del lavandino (buchi non ne vedi), in effetti già a mano riesci a stringerle sensibilmente, quindi al 99% la colpa è loro e di quel prezzolato pirla nullafacente di idraulico che due anni fa quando ha partecipato a restauro della casa ha stretto le ghiere con la stessa forza di un mollusco.

Bene, il contrattempo c’è stato ma non demordi, e prontamente, come una faina sull’orlo di una crisi di nervi, ti rimetti all’opera per completare la pulizia, ché comunque il grosso ancora ha da venire.
Passi l’aspirapolvere sul soppalco (quel soppalco è inespugnabile cavoli),lo swiffer sulla scaletta di legno, l’aspirapolvere nel resto della casa, metti il cif in tutti i sanitari in bagno, e poi ti viene grottescamente in mente che la candeggina ci starebbe proprio bene nel contenitore dello spazzolone.
Ma poi pensi, con la faina mentale che corre a mille, perché fare le cose in piccolo??

Ecco, grazie a questa brillante intuizione e null’altro che per colpa tua tua e tua subentra
L’IMPREVISTO N°2
ovvero “al tuo vicino non far mai sapere…come si fabbrica la nitroglicerina in casa”, soprattutto se ha tentenze filo-talebane e la tessera del Milan o del Manchester United.
Pensi bene che se la candeggina fa bene e il wc net fa altrettanto bene, quale splendido connubio potrà mai venire dal mescolare nel porta-spazzolone le due salvifiche sostanze? Orbene, vediamolo, sbiancherà e pulirà lo spazzolone come mai prima!!
Con in mente la faina a cui ormai è venuto un embolo, versi felicemente una generosa dose di candeggina extra strong made-in-hell del carrefour nel porta-spazzolone, poi bovinamente prendi il wc net e ci fai tre belle spruzzatone dentro.
Stai già prendendo lo spazzolone per rimestare il tutto, quando vedi che il wc net, curiosamente, invece di rimanere denso nella candeggina, man mano si disintegra in parti sempre più piccole, sempre più piccole, sempre più piccole… e inizia a fare un lieve shhhh.
Poco male, pensi, anzi, che bello che non devi neanche rimestare, si uniscono da sé!
Intanto lo shhh inizia ad essere più forte e sale una notevole schiuma come se avessi versato una bella dose di champagne.
Sempre stupidamente ignara, ti avvicini a siffatto composto per guardare la inusuale reazione chimica, una schiuma così alla candeggina non gliel’hai mai vista fare, potrebbe essere molto utile!
Metti la faccia proprio sopra al composto e

BOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMM !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

schizzi di schiuma infernale ribollono dal porta-puliscicesso e immantinente fumi tossici radioattivi si diffondono per tutto il bagno e non ultime (anzi, per prime) tutte le tue alte vie respiratorie, le quali in un solo secondo si inceneriscono facendoti catapultare alla finestra (chiusa) che apri scaraventando per terra tutte le cose ordinatamente e maniacalmente disposte sul davanzale. Ma o il fungo atomico o la vita: la finestrava aperta. La faina è morta prima, per fortuna.

Che dire, il triste epilogo: spalancamento di tutte le porte e le finestre perché quei fumi tossici come il parente più cattvo dell’acido muriatico non solo sono urticanti e corrosivi come se tu fossi dentro a una pila, ma si diffondono a macchia d’olio (radioattivo) a una velocità spaventosa e quindi rischi la camera a gas.
Poi, mentre sai ancora tossendo come se dovessi rivoltarti, rovesci l’infame intruglio nel bidet (o, quel posto t’è venuto, era il più vicino ed eri in periocolo di vita!) facendo scorrere l’acqua a tutt’andare perché anche dallo scarico salgono i fumi malefici e sciacqui quel che resta del porta spazzolone (ancora utilizzabile, yuppi!)
Infine, messa la casa “in sicurezza”, ti dedichi per circa 20 minuti all’annosa questione di non schiattare corrosa da dentro, quindi IN CUCINA ti piazzi sotto il lavandino (speri ardentemente che almeno stavolta non perda, non oggi, non di nuovo…) e via di sciacqui, gargarismi, aspirazioni d’acqua per pulire il naso ecc ecc
Naturalmene tosse e stordimento e secchezza delle fauci e nausea continuano ancora mezz’ora dopo questa operazione e non sono del tutto svaniti fino a tarda notte, quando non riesci a dormire e scrivi questo post in seconda persona singolare.
E da questo ti accorgi che quell’acido maledetto ha anche strani effetti psicotropi.

Comunque tu sei una donna di mondo, maniaca dell’ordine perfetto e della pulizia (oltre che dello shopping), potrai mica piantare li la pulizia della casa, nonostante l’immondo odore che sale ancora su dal bidet?
Ma quannu mai.
Presa una mascherina di quelle per il raffreddore dell’Armani Jeans (ebbene si, proprio Armani Jeans, devo ancora capire come e perché il consorte è stato capace di reperire ‘ste mascherine che un bel giorno ha portato a casa senza spiegazioni, e soprattutto come fanno ad essere griffate dato che sono pure usa e getta), sempre con tutto spalancato e la temperatura di 5 ° e con l’acqua del bidet a palla, pulisci i sanitari dal cif precedentemente spalmatovi, poi provvedi a lavare tutti i pavimenti, soppalco compreso e stendere i tappeti che nel frattempo hanno finito di essere lavati. Solo dopo chiudi l’acqua del bidet, ma di certo non la finestra.

Quando il consorte è tornato a casa subito dopo tutto questo (tempismo perfetto) ci ha messo un po’ a capire tutte le dinamiche, era un po’ dispiaciuto del fatto che quasi non riuscissi a parlare e fossi grigia e verde di colorito, che il lavandino potesse ancora pardere, e che assolutamente non riuscivi neanche a pensare di voler cucinare / cenare (e qui tornarono utili, per non morire di fame, i pan di stelle di cui in precedenza ti eri surrettiziamente imbottita!), però non è bellissima la vita quando è giusto giusto uscito l’ultimo album di Michael Jackson??
Bella li.

Ma tu quasi quasi stai rimpiangendo di non essere ancora a lavoro a farti schiavizzare invece che morire da vera siciliana, disciolta nell’acido.

E tu, ricordati: al tuo vicino non far mai sapere… … …

Anche perché potrebbe rimanerci secco prima ancora di fare attentati.


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Te che sei laureata

Il caldo tropicale che si è venuto a creare in un ufficio improvvisamente, dopo giorni e giorni di freddo orrido, mi ha fatto sprofondare in un torpore lungo 10 ore e ha fatto riaffiorare alla mente dei simpatici ricordi lavorativi.

Qualche mese fa riceviamo la millesima mail da EDP (Electronic Data Processing, un nome piuttosto pomposo che si riferisce a UNA PERSONA SOLA che un paio di volte alla settimana viene farci assistenza “computeristica” seppellito da variegate scaffalature e componenti di pc).
La mail scodella questa manfrina: “prego cancellare e salvare in X tutti i file sul desktop, vi ripetiamo che salvare file sul desktop appesantisce il sistema. durante la pausa pranzo EDP controllerà i desktop e rimuoverà qualsiasi file non sia stato precedentemente ivi salvato da EDP”.

Collega: (lettura a mezza voce della mail, deglutimento difficoltoso, secchezza delle fauci) Silvia! Maaa… te che sei laureata… ma che è ‘sto desktop??
S: PREGO??
Collega: Siiii, hai letto qua la mail!
S: Ma scusa, come cos’è il desktop…Non vedi quell’area blu che hai sotto gli occhi, dove ci sono tutti i collegamenti…?
Collega: EH? COLLEGAMENTI??
S: … ‘-.-
Collega: vabé, è una cosa che uso io?
S: ?? come posso saperlo? Quando fai salva, tipo da Outlook, dove salvi generalmente i file?
Collega: ah boh! Io salvo e basta!
S: …hai ragione, desktop è un concetto che non si può capire se non ci si laurea. Comunque no, secondo me non lo usi, tranquilla ‘-.-


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La giusta refrigerazione

Un giorno di ordinaria follia in ufficio senza riscaldamento. 17°.
Ci tengono freschi per rallentare l’invecchiamento, è quello che mi piace credere.
Non faccio per vantarmi, ma l’ufficio mio e di Boss n° 1 è il più freddo di tutti.

Drrrrin (linea interna)
Boss dei boss: S, mi porta la pratica Strincazzona della Selva?
S: è proprio a fianco al suo ufficio, a un paio di metri dalla sua scrivania
Boss dei boss: si si ma ho freddo, me la porti lei
S: (…che galantuomo) va bene arrivo

Vado, percorro 70 metri per prendere una pratica a 2 metri dal richiedente, porgo cerimoniosamente il voluminoso incartamento, ripercorro i 70 metri e torno alla mia glaciale scrivania.

Drrriiinnnn
Boss dei boss: ascolti, vada in archivio fatture e mi porti quelle relative alla pratica Strincazzona. Me le verrei a prendere io ma fa un freddo dell’accidenti li da voi
S: …eh, appunto… non sarebbe il caso di accendere il riscaldamento? Non arriviamo neanche a 18° qui
Boss dei boss: eeeeh, vedremo! Bisogna risparmiare, siete sempre così freddolose voi donne!!
S: ma se ha detto lei che che non viene di qua perché fa troppo freddo…
Boss dei boss: ehm…mi porti quelle fatture!!

Arriva Boss n°1.
Boss n°1: ué fa freschetto oggi
S: eh, freschetto
Boss n°1: ma si, un po’ di fresco ci voleva, bello tonificante!
S: si si… (qui i cervelli si sono congelati)

Dopo UN’ORA
Boss n°1: no ma qui fa troppo freddo, io dico a Boss dei boss di accendere
S: lo sapevo che avresti ceduto!! Yuppi!

Boss dei boss: ma dobbiamo proprio accendere?
Boss n° 1: ma, non sente che freddo?
Boss dei boss: ah beh e a me? Tanto io sto per partire per la Germania! Cribbio!

MI RICORDA TANTO QUALCUNO

Conclusione:
Boss n°1: (con la sua solita finezza) O, a me non me ne frega un ca§§o, io accendo

Yuppiiiii!

Ma per precauzione ho preso mezza giornata di ferie domani.


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E la prossima volta fatti una dormita

Pausa caffé
(che per me equivale ad arrivare alla macchinetta, prendere il caffé e andare a cazzeggiare in internet al mio posto – tranne nella malaugurata ipotesi di trovare qualcuno alla macchinetta)

Collega: (sbadiglione – senza la mano davanti) …buonasera S…

S: …si, ciao, sarebbe mattina comunque

Collega: aaaahh…è vero scusa…

S:

Collega: eeeh…

ieri sera…

S: …si??

Collega: …eh, ieri sera hannoooooo…

S: siiii??

Collega: niente, hannooooo…

S: …ma qual’è il soggetto di “hanno”?

Collega:

S: ok, devo andare

Collega: no…eh…ieri seraaa…

S: (mi devo mettere a piangere?)

Collega: …hanno parlato…

S: …?

Collega: …deeee…

(sbadiglione)

…deee…

S: …??? (pausa caffé rovinata, sigh)

Collega: deeee…gli effetti benefici dei farmaci cannabinoidi!!

AAAH ECCO!!

S: …moglie fuori città eh?

Collega: (sorrisone del fattone soddisfatto) minchia!!

S: mmm, allora della pratica Ramonco Goleto ne parliamo lunedì che è meglio

Collega: nooo, perchééé…?

no, ma…QUALE pratica Ramonco Goleto…?

=_=”

La prossima volta portane un po’ va’…


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Non mancherò

TL TL TL♪ – TL TL TL♪
(si, è questo l’irritante suono del nostro telefono, non è drin drin come tutti gli altri, no, troppo banale! Insomma sembra ‘na sveglia…)
S: Azienda XYZ, buonasera
Cliente: uè buonasera signorina, io ho bisgno di parlare con FFFFsssshhhhhtttt
S: (ecco, ha scelto l’agente col nome più impossibile fra tutti quelli che abbiamo) sono spiacente, Fitzstrafolen non è in azienda oggi
Cliente: ah, no perché era da me proprio stamattina, devo dirgli una cosa importantissima. Ma qual’è il suo numero di cellulare aziendale??
S: al momento non lo ha, perché gli hanno rubato il cellulare due settimane fa…
Cliente: no ecco perché io lo chiamo in continuazione al numero che c’è qua sul bigliettino da visita…
S: eh, appunto è il numero del cellulare che gli hanno rubato
Cliente: e non ne ha un altro?
S: NO! ‘-.-
Cliente:
S:
Cliente:
S: ehm, che ne dice di chiamarlo lunedì mattina in ufficio? Tanto non cambia molto, ora sono le 3 di venerdì pomeriggio…
Cliente: io devo parlare con Fitzstrafolen!! >.<
S: …ascolti, faccio un tentativo di contattarlo al suo numero privato sottolineando l’urgenza, ma dubito che lo sentirà oggi, soprattutto se è già a casa sua
Cliente: si ecco lo senta che fra poco richiamo qui!
S:(azz, tenace)

Chiamata a Fitzstrafolen sul cellulare personale di uno dei suoi parenti, che lui usa provvisoriamente e per casi di emergenza:
S: ciao, ehm, dove sei?
Fitzstrafolen: in autostrada, sto tornando a casa dopo essere stato a prendermi un cazziatone da un cliente (umore nero)
S: …ah…ehm…la tua giornata lavorativa è ufficialmente finita? No perché un tizio disperatissimo dove sei stato stamattina vuole assolutamente parlarti, dice che è questione di vita o di morte
Fitzstrafolen: uffa, cheppalle, ma perché?
S: eh ha detto che è cambiato tutto, che la cosa che si poteva fare non si può più fare, che i prezzi cambiano totalmente…
Fitzstrafolen: ma non glieli ho ancora dati i prezzi!!
S: ok, allora lo richiami tu?
Fitzstrafolen: NO! L’azienda non mi rimborsa i soldi di questo cellulare, non me ne frega niente cosa vuole quello la, tanto comunque oggi pomeriggio on avrei fatto niente, lunedì lo sento
S: va bene…

Mezz’ora dopo richiama il cliente…

Cliente: pronto signorina, io DEVO parlare con Fitzstrafolen
S: si l’ho contattato sul suo numero privato, ma dice che per oggi niente, la richiama lui lunedì
Cliente: nooooooo, ma lei non capisce, è troppo importante, no, io devo parlare con lui, anche 5 minuti ma DEVO, LO CHIAMI A CASA!!
S: (ma sei scemo?) no, mi scusi, non ci siamo capiti, Fitzstrafolen è a casa sua, sta vivendo la sua vita privata, il suo orario di lavoro oggi è terminato alle 12.30, insomma, mi ha detto per oggi NO
Cliente: ma io devo parlare con Fitzstrafolen, gne gne gneeeeee!!
(ellamadonna, ma cosa potrà mai essere di così importante?? Perde una valvola? Non si vede bene il livello del fluido nell’indicatore?? Una guarnizione è deformata?? Nooooo, ma non mi dire, moriremo tutti!!)
S: ascolti, lunedì mattina sarà la prima cosa che farò personalmente quando Fitzstrafolen arriva; in genere quando arriva prende un caffé e si fuma una sigaretta, ecco proprio in quel momento io andrò da lui a dirgli…
Cliente:(urlando) NO, NO, PRIMA, PRIMA ANCORA DELLA SIGARETTA LEI VADA LI A DIRGLI DI CHIAMARMI!!! ANZI SE PUO’ LO CHIAMI A CASA SUA STASERA!!!
S:
Sicuramente, non mancherò! Aspetta che mi metto un reminder sul cellulare!


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