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20 settembre 2015

Come mi sento sola. Non mi sono mai sentita così sola come in questi ultimi tre giorni.

Del resto, non devo dimenticare che è così anche per una mia scelta.

 

ANGELO:
Condividerò con te parte del mio animo. Questo sentimento lo condividerò con te. Provi dolore, vero? Allora, lo senti questo dolore dell’animo?

REI:
Dolore? No, è diverso. È solitudine. Sì, è solitudine questa.

ANGELO:
Solitudine? Non capisco

REI:
Il dispiacere dell’essere soli. Noi siamo in molti. In questo possiamo detestare l’essere soli. Ciò è quel che si chiama solitudine.

ANGELO:
Tale è dunque il tuo animo, ed è colmo di tristezza. Il tuo stesso animo.

 

 

Che cosa sta facendo LUI? Cosa sta facendo LUI, in questa giornata di sole? Dov’è LUI?

Pensa a me, a noi, ogni tanto? Si sente mai solo, LUI?

Mentre io sto soffrendo, LUI dov’è? C’è già qualcun altro al suo fianco? Qualcuno per cui il pensiero di noi non lo sfiora neanche più?

Cosa sta facendo, dove si trova? Si sta divertendo? Che cosa fa in tutto questo tempo?

C’è così tanto tempo da dover occupare con qualcosa…

 

 

Ogni tanto, come oggi, mi viene l’ansia di dove fare qualcosa. Di dover andare in giro. Per forza. nella speranza, forse, di incontrare LUI da qualche parte.

Ma poi  mi forzo a non farlo. A che servirebbe? Quante possibilità esistono che io incontri LUI a caso a Milano?

Potrebbe essere da qualunque altra parte, poi. Mica sta fisso a Milano ad andare in giro a caso.

Non ha senso.

Come tutto, del resto.

 

 

Anche ieri, come tanti altri giorni, ho dovuto costringere i miei passi lontani dalla sua sede di lavoro.

È l’unico posto in cui so dove LUI sia. Sicuramente, LUI è li, dal lunedì al venerdì, forse qualche sabato. È l’unica cosa che ancora so di LUI.

Non so più niente, solo questo. Chissà, forse non ci lavora più. Allora non so più neanche questo.

 

In questa giornata così bella e splendente, il mio animo è spento.

Avevo avuto una qualche idea di andare in un parco, un parco a caso.

Ma, in qualche modo, pensarmi in un parco, da sola, in una giornata splendente, mi faceva provare la sensazione che fosse sbagliato. Che quello non fosse il mio posto. Come se lo splendore di questa giornata non mi appartenesse, come se io fossi un’estranea.

Mi sono rifugiata dal solito Arnold’s, con la sensazione di star semplicemente facendo passare il tempo che mi rimane, che mi rimane fino a lunedì, o che mi rimane da qui alla fine.

Sto solo facendo passare il tempo senza fare niente.

Sto buttando via il tempo, senza fare nulla di utile per me.

Perché sono ancora ferma al 6 luglio. Forse. Non so bene. So che non riesco a fare niente.

 

 

Dal lunedì al venerdì, mi alzo e vado in ufficio. Il mercoledì faccio lezione di giapponese. Il lunedì ho la terapia, che non so se voglio continuare. Il sabato vado a trovare i miei.

Per il resto, avanza così tanto tempo. Mi vengono in mente tante cose da fare, di continuo. Eppure non riesco ad affrontare l’idea di farle.

 

 

Non so perché, mi sono ritrovata a rileggere dei miei vecchi post, del  2008 e 2009.

Com’era tutto diverso.

Era tutto così luminoso, fresco. Il futuro era un pensiero dolce, con LUI al mio fianco, la nostra storia appena cominciata, i viaggi insieme. Le foto della Grecia. I post dei suoi disastri, i post dei miei disastri (molti di più).

 

Come abbiamo fatto a rovinare tutto?

 

Non riesco a uscire, parlare con gli altri, fare. Tutti giù a dire “vai, esci, svagati, divertiti!”.

Mi mancano le forze. Mi manca la motivazione. Mi manca qualcosa.

E’ un ciclo che si auto-alimenta. Sentirmi dire “esci e distraiti” mi fa sentire non capita. E non voglio stare con persone che non mi capiscono. E mi sento sola. E così via, in un loop infinito, autoconclusivo.

 

La verità è che non so assolutamente che farmene, di questo tempo. Che passa e basta. In solitudine.

La vita è solo tempo da far passare.

 

Scrivo qui, ogni tanto. Credo che non legga mai nessuno queste farneticazioni, ma la realtà è che lo faccio perché voglio scrivere i miei pensieri. Ho la sensazione che sia meglio farlo. Non so bene perché. Devo prenderne nota.


Posted in pensieri, tristezza by with 9 comments.

Comments

  • Sara ha detto:

    Io li leggo. Mi spiace sapere che soffri ma purtroppo non si può fare molto per consolarti

  • S ha detto:

    urca, un commento a questo post proprio non me lo aspettavo!

    comunque grazie di essere passata da queste parti : )

  • Alex ha detto:

    E’ bello ciò che scrivi…ti auguro di incontrare la persona giusta :)

  • S ha detto:

    ciao Alex
    come, bello…?? ma se sto andando in pezzi…! : (

    io invece mi auguro di non incontrare mai nessuno!!

    grazie di essere passato di qua : )

  • Francesco ha detto:

    Ti leggiamo, ti leggiamo, è che talvolta sembra che qualsiasi parola di conforto sia del tutto inutile… Ciao!

  • Thefoxy ha detto:

    Ovviamente, ti leggo.
    Ma la sensazione di essere inutile le più volte è maggiore dell’impulso a risponderti per poterti in qualche modo consolare. :(

  • S ha detto:

    ciao a tutti
    certo avete ragione, non è possibile consolarmi

    non voleva essere una esortazione, state tranquilli! : )

  • Alex ha detto:

    Dai su, non dire così :D …tristezza e bellezza non sempre sono incompatibili…in più ti ho trovata sincera…sarei io quello che deve ringraziare…grazie x aver condiviso un pezzetto della della tua vita(anche con me) :)

  • S ha detto:

    ah, sei tu!
    incredibile!!
    bentrovato!

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